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mercoledì 23 gennaio 2013
Un giusto compromesso: fagottini di sfoglia con spinacini e mele
A Fabio non piace la pasta sfoglia. E con questa mia affermazione iniziale, vedendo le foto, già avrete pensato che ho voluto fargli un torto preparando queste sfogline. Immaginerete una lite in famiglia ed io furibonda che per vendicarmi opto per qualcosa con la pasta sfoglia. Ora che ho finito di fare un film nella mia mente, vi dico subito che questi fagottini li ho fatti proprio per Fabio...ed anche per me in realtà.
Come vi ho detto, Fabio non ama la pasta sfoglia, ma io si! Per me fin da bambina una delle torte preferite, quelle che si desidera per il proprio compleanno, è la millefoglie. Quindi, se pur rarmente, mi concedo un'eccezione ed utilizzo questo impasto.
Era da un bel po' che pensavo di preparare qualcosa con la pasta sfoglia, ma la folgorazione mi è venuta sfogliando (scusate il gioco di parole :-D) il libro di Michel Roux "Frolla&sfoglia". Infatti Roux insegna a preparare proprio i fagottini che oggi vi propongo, utilizzando una pasta sfoglia veloce che si alza solo 1/4 in meno rispetto a quella classica. Ho pensato subito che alzandosi di meno poteva andare incontro ai gusti di Fabio senza che io dovessi rinunciare ad un piatto preparato con la pasta sfoglia e così ho fatto questi fagottini che penso possano andare bene sia per un party con gli amici, sia come antipasto per una cena.
Come ho detto la ricetta è di Roux, ma l'ho modificata, sostituendo i semi di finocchio con quelli di sesamo e preferendo una salsa al pecorino dal gusto più deciso, rispetto a quella al parmigiano, soprattutto considerando che Fabio, mandato a fare la spesa con una lista di 3 prodotti, elencati purtroppo solo a voce, se ne è dimenticato uno, le pere, obbligandomi a rasformare i fagottini pere e spinaci in questi mele e spinaci...
Fagottini spinaci e mele con sala al pecorino (variante della ricetta di M. Roux tratta da "frolla&sfoglia")
Ingredienti:
250 g di pasta sfoglia rapida
2 mele
il succo di 1 limone
100 g di zucchero
50 g di burro
250 g di spinacini lavati e mondati del gambo
sale e pepe nero macinato al momento
30 g di pinoli tostati
1 tuorlo sbattuto con 1 cucchiaio di latte
2 cucchiai di semi di sesamo
150 ml di besciamella
75 ml di panna densa
75 g di pecorino grattugiato
Per la pasta sfoglia rapida: versare a fontana sul piano di lavoro 100 g di farina, mettere al centro 100 g di burro ed un pizzico di sale. Mescolare gli ingredienti con la punta delle dita di una mano, incorporando gradualmente la farina con l'altra. Quando i cubetti di burro si sono ridotti e l'impasto è grumoso, aggiungere poco per volta 50 ml di acqua ghiacciata e mescolare finchè è assorbita, senza lavorare troppo. Avvolgere la palla nella pellicola e mettere in frigo per 20 minuti. Infarinate il piano di lavoro e stendete la pasta in un rettangolo il cui lato più lungo sia il doppio di quello corto. Ripiegatelo in tre e rigirate l'impasto di 90°. Stenderlo nuovamente e ripiegare in tre. Avvolgerlo nella pellicola e lasciarlo riposare per 20 minuti.
Trascorso questo tempo, stendere nuovamente l'impasto, piegarlo in tre, girarlo di 90°, ristenderlo e ripiegarlo in tre. Lasciare riposare l'impasto 20 minuti prima di stenderlo per preparare i fagottini.
Sbucciare le mele, tagliarle in quattro parti, eliminare il torsolo e metterle in un pentolino. Aggiungere il succo di limone, lo zucchero e l'acqua fino a coprirle a filo, e cuocere a fuoco bassi per 15-20 minuti. Nel frattempo far fondere il burro in una padella, aggiungere gli spinacini e cuocerli per 2-3 minuti. Scolarli, versali in una ciotola, salare e pepare. Scolare le mele, tagliarle a fettine ed unirle agli spinacini con i pinoli. Mescolare delicatamente e fare raffreddare.
Tagliare la pasta in 4 parti uguali. Stendere ciascuna in un disco di 3 mm di spessore e riflarli con un tagliabiscotti di 14 cm di diametro. Distribire il composto di mele e spinaci sui dischi, nella metà verso di voi, lasciando un bordo libero di 1,5 cm. Spennellare il bordo con l'uovo sbattuto con il latte, piegare l'altra metà della pasta sul ripieno e premere leggermente i bordi. Mettere su una teglia in frigorifero per 20 minuti.
Al momento di infornare, scaldare il forno a 200°C. Spennelare i fagottini con l'uovo ed il latte ed incidere leggermente il bordo esterno. Cospargerli con i semi di sesamo ed infornare 5 minuti. Abbassare la temperatura a 180°C e rimettere in forno per altri 15 minuti. Trasferire i fagottini su una griglia.
Intanto scaldare la besciamella. Appena bolle aggiungere la panna e fare sobbollire a fuoco dolce, mescolando con la frusta per 2-3 minuti. Unire metà del pecorino, sale e pepe.
Per servire, mettere un mestolino di salsa in un bicchiere, poggiarvi sopra un fagottino e cospargere il piatto con il restante pecorino. Servire subito.
Questi fagottini sono deliziosi e, quasi da non crederci, sono piaciuti tantissimo anche a Fabio (che sostiene di avere dimenticato di proposito le pere perché ci vedeva meglio le mele!), quindi da oggi sempre pasta sfoglia rapida...grazie Monsieur Roux!
Anna Luisa
mercoledì 28 novembre 2012
Macedonia di baccalà
Come avrete capito, il blog, nell'ultimo periodo, è andato un po' a rilento a causa dei mille impegni personali.
Ora finalmente sembra che tutto stia tornando alla normalità. Abbiamo però, nostro malgrado, dovuto rinunciare a partecipare a tanti contest ai quali avremmo partecipato molto volentieri e ce ne dispiace. Proprio per questo, non volevamo saltare anche quello della carissima Ema di Arricciaspiccia.
E così, una volta avvisati della scadenza imminente, i nostri neuroni hanno cominciato a muoversi molto velocemente. Anna Luisa ha ovviamente subito pensato ad un dolce, mentre io costruivo pian piano una mia ricetta salata. E così, mattoncino dopo mattoncino, l'idea prende forma, sostanza e colori.
Innanzitutto devo trovare la frutta secca Noberasco con la quale bisogna partecipare al contest. Per fortuna il supermercato vicino casa dove mi servo abitualmente ha installato un totem con una buona varietà di frutta secca e disidratata. Nell'indecisione e per non trovarmi senza l'ingrediente indispensabile che mi sarebbe venuto in mente solo in un secondo momento, faccio una scorpacciata generale, giusto per non sbagliare.
Tanto si avvicina anche il Natale e la frutta secca ci sta sempre sulla nostra tavola.
L'abbinamento a cui ho pensato è quello col baccalà. Qualcuno potrà accusarmi di avere fatto il baccalà e forse stavolta ha ragione. Ma solo nel senso che è entrato a far parte della mia ricetta (cosa avevate capito? :-p)
Ispirandomi proprio ad una ricetta di Emanuela, ho pensato ad un carpaccio, fresco e colorato che secondo me potrebbe fare la sua bella figura anche come antipasto la sera della vigilia di Natale in alternativa al solito baccalà (ok, lo ammetto, lo adoro, quindi un po' di quello fritto vediamo di non farlo mancare lo stesso...).
Per contrastare il sapore del baccalà, l'ho alternato a della frutta fresca e all'arancia, buona anche per pulire il palato. Ma veniamo alla ricetta.
Ingredienti
1 pezzo di baccalà già ammollato e dissalato
2 bustine di tropical mix Noberasco
2 mele verdi
2 mele rosse
2 arance
1 bustina di semi di zucca Noberasco
Preparazione
Affettare il baccalà sottilmente. Tagliare con la mandolina le fette di mele e passare sulla superficie un po' di succo d'arancia per evitare che ingialliscano. Tagliare con la mandolina l'arancia con la buccia e successivamente pelarla a vivo..
Mettere nel piatto una fetta di mela rossa, quindi il baccalà, l'arancia, dell'altro baccalà, l'altra mela, la verde ed infine il baccalà. Spargere sul piatto il mix di frutta tropicale ed i semi di zucca che daranno maggiore croccantezza al piatto.
La ricetta sarebbe anche andata bene, se il contest non avesse previsto solo dolci (un piccolo particolare che ho scoperto solo andando a rileggere le regole del contest^^). E per essere completamente fuori concorso, volutamente, pubblico anche dopo la scadenza dello stesso. Giusto per stare sicuri. Ma virtualmente ho partecipato lo stesso e con piacere.
Fabio
giovedì 24 maggio 2012
MTchallenge di Maggio...tutto genovese
Ok, lo so, questo mese proprio non dovevamo partecipare, ne avevamo parlato anche con Alessandra, spegandole che ci mancava proprio il tempo, anche se ci dispiaceva tantissimo perché partecipare all'MTchallenge ormai è diventato un appuntamento fisso che ci stimola e ci diverte un mondo ogni mese. Questa volta però non ci era possibile, quindi, proprio per mancanza di tempo, ho letto quale fosse la sfida di questo mese scelta da Acquolina e non mi sono interessata alle regole. L'altro giorno però mi sono chiesta cosa si intendesse nello specifico per budini salati e così ho letto tutte le regole e la ricetta di Acquolina. "Ok, ma tanto non partecipo" mi dicevo."Certo che per fare un budino di verdure in questo periodo con tutte le verdure che ci sono, c'è l'imbarazzo della scelta...". "magari, se avessi partecipato lo avrei fatto di piselli, oppure di asparagi, magari di carote che sono belle colorate...ma tanto non partecipiamo...". "Si, perché è proprio difficile scegliere una verdura, una sola...ok, sto facendo un po' di confusione, ho proprio un minestrone in testa...ahahahah che battutona...ahahaha...aspetta, ma se fosse un budino salato di minestrone?...ma tanto non partecipo"..."Poi ci vorrebbe una salsa e cosa si abbinerebbe con il minestrone, un olio, certo non l'aceto...aspetta, mi pare che Alessandra nel suo minestrone genovese metta il pesto...e certo, il pesto andrebbe bene...ma tanto non partecipo..." "e poi ci vorrebbe una frolla o una brisée o qualcosa del genere, ma non c'entrerebbe per nulla, perché con il minestrone genovese ci starebbe bene solo qualcosa di genovese, come la focaccia...aspetta che Ale ha detto che vanno bene i lievitati...ma tanto non partecipo..."
Ora immaginate che mentre pensavo quest'ultima frase, stavo già pulendo i fagiolini e tagliando le verdure, perché, va bene non partecipare, ma un bel minestrone genovese va fatto e a questo punto ne ho una gran voglia. Lo preparo e lo metto sul fuoco, con un po' meno acqua di quella indicata dalla ricetta di Alessandra, perchè solitamente noi lo mangiamo senza pasta.
Mentre il minestrone cuoce, raccolgo le foglie di basilico dalla pianta e penso "certo che una volta fatto il pesto starei già a metà strada per partecipare...ma tanto non partecipo".
Preparo il pesto e mi chiedo quanto tempo sia necessario per preparare la focaccia,
leggo la ricetta di Alessandra ovviamente"ok, tranne i tempi di lievitazione è semplice e veloce, quasi quasi la faccio, poi a Fabio piace tanto" (come se io non ne mangiassi un quintale quando l'ho sotto mano). "Insomma, avrei la ricetta pronta, dovrei solo trasformare il minestrone in budini...ma tanto...ok, mi arrendo, partecipo!!!"
Budini salati alla genovese
Per il minestrone genovese (di Alessandra)
Ingredienti
Partiamo dalle verdure: quelle di stagione, nè più e nè meno, con il solo obbligo dei fagioli e la sola esclusione del pomodoro. In giro, esistono versioni che lo contemplano, noi mai messo. Idem per le melanzane, che non mettiamo mai nel minestrone, mentre abbondano i legumi, selezionati in base alla stagionalità.
Altra premessa: noi non facciamo nessun soffritto preliminare. So che in molti lo fanno, noi no. Acqua, verdure, legumi, olio e tanto parmigiano.
Eccovi una lista indicativa degli ingredienti
per 4 persone
150 g di pasta secca (vermicelli rotti a pezzetti, spaghetti spezzati, maccheroncini rigati o lisci o riso o, appunto, lo scuccuzu)
1 hg di fagioli borlotti freschi
un etto di cavolo cappuccio
50 g di fagiolini
2 patate
2 carote
2 porri
2 zucchine
1 costa di sedano
una cipolla
uno spicchio d'aglio
un ciuffo di prezzemolo
un pochino di maggiorana
qualche foglia di boraggine (in stagione)
una cucchiaiata di pesto senza pinoli
olio EVO
crosta di grana
una manciata di grana grattugiato
sale grosso
Si parte con l'acqua, grosso modo due litri per un kg e mezzo di verdure: come vi ho detto, il nostro minestrone è spesso, quindi è inutile usare grandi quantità d'acqua. Appena inizia a bollire, salate leggermente e buttate le verdure tutte assieme. Fatele cuocere a fiamma viva per una ventina di minuti, poi abbassate il fuoco, mettete il coperchio e lasciate sobbollire per due ore circa, rimestando ogni tanto, che maniman u s'attacca. A metà cottura, aggiustate di sale, aggiungete la crosta di parmigiano e l'olio. dopodichè, iniziate a schiacciare un po' di verdure, all'antica, senza minipimer o frullatori vari: tirate su col mestolo un po' di minestrone e, col dorso del cucchiaio, schiacciate le patate e i fagioli, in modo da farlo addensare ben bene. A cottura ultimata, cuocete la pasta: se usate lo scuccuzu, che ci mette almeno 15 minuti, per cuocere, preparatelo da parte: pentola d'acqua, a cui aggiungete due mestoli di minestrone (trucco della mamma): quando la pasta è cotta, scolatela col mestolo forato e aggiungetela al minestrone. Fate riprendere il bollore, spegnete e a freddo aggiungete almeno un cucchiaio di pesto.
Note mie: ho utilizzato la metà della quantità di acqua indicata da ale perché, come ho detto, non volevo usare la pasta. Ho quindi omesso la pasta ed anche la borragine perché non l'ho trovata. Non ho aggiunto neanche il pesto che ho servito come accompagnamento ai budini.
Note mie: ho utilizzato la metà della quantità di acqua indicata da ale perché, come ho detto, non volevo usare la pasta. Ho quindi omesso la pasta ed anche la borragine perché non l'ho trovata. Non ho aggiunto neanche il pesto che ho servito come accompagnamento ai budini.
Per i budini salati (ricetta di Acquolina)
500 g di minestrone cotto,
100 ml di panna fresca,
2 uova,
30 g di parmigiano,
sale
100 ml di panna fresca,
2 uova,
30 g di parmigiano,
sale
Frullare le verdure insieme alla panna (ne ho tenuta qualcuna da parte che ho semplicemente sciacciato un pochio, in modo da trovare dei pezzetti di minestrone all'interno dei budini), unire le uova, il parmigiano grattugiato, mescolare bene e regolare di sale. Versare negli stampi imburrati (io imburro anche quelli di silicone) e cuocere nel forno a bagno maria (versare due dita di acqua calda in una teglia e adagiarvi gli stampi con i budini) per 30 minuti circa (dipende dagli stampi).
Per il pesto
50 foglie di basilico
2 spicchi d'aglio
1/2 bicchiere di olio extravergine d'oliva
6 cucchiai di parmigiano grattugiato
2 cucciaia di pecorino grattugiato
Si pesta tutto in mortaio o si usano attrezzature nuove come un frullatore elettrico, comunque trovate qui le indicazioni di Ale
500 g di farina
250 g di acqua (circa: la aggiungete poco a poco, fino a quando l'impasto diventa elastico. Deve comunque rimanere un po' umido, esattamente come la pasta da pane. Per lavorarlo, intanto, basterà mettere un po' di farina sulla spianatoia)
20 g di lievito fresco (anche qui: potete metterne di meno: in quel caso, allungherete i tempi di lievitazione, esattamente come per la pizza)
2 o 3 cucchiai di olio EVO ( potete anche ometterli- e fra poco capirete il perchè: io, comunque, preferisco aggiungerli)
sale
poi
olio EVO- almemno mezzo bicchiere
sale grosso
acqua
Fate sciogliere il lievito in poca acqua tiepida e, quando avrà iniziato a fare le bolle, aggiungete la farina. Iniziate ad impastare (io faccio tutto nell'impastatrice) , aggiungendo l'acqua a poco a poco e, in ultimo, l'olio e il sale. Fate lievitare almeno due ore, dopodichè ungete bene di olio una teglia e stendetevi l'impasto, dopo averlo abbattuto e lavorato sulla spianatoia per 5 o 6 minuti, a mezzo cm di spessore, ma anche meno: questo è importantissimo, perchè una delle caratteristiche della nostra focaccia è proprio quella di non essere alta, pur rimandendo morbida. Fate lievitare almeno un'altra ora, poi riprendete la teglia e, con la punta delle dita, fate tante fossette. Dopodichè, versate una piccola manciata di sale grosso sulla superficie della focaccia e, in ultimo, copritela d'acqua fredda. nfornate al massimo della temperatura del vostro forno. L'unica differenza nel risultato finale fra la focaccia di casa nostra e quella di mio nonno sta qui- e non possiamo farci niente. Comunque, il mio forno ha una modalità pizza a 260 gradi, che poi sono 240 effettivi e a questa temperatura servono circa 13- 15 minuti di cottura. Appena la focaccia comincia a scurire (grosso modo dopo una decina di minuti) la tirate fuori dal forno e la spennellate abbondantemente di olio. Lavorate velocissimamente (io appoggio la teglia direttamente sul portellone del forno) e rinfornate subito. Lasciate passare due minuti e ripetete l'operazione. Se la focaccia non brunisce troppo, fatelo una terza volta, fate un ultimo rapido passaggio in forno e sfornate definitivamente.
Le possibilità sono due: o Alessanra e Daniela mi espellono definitivamente dall'MTchallenge per aver scritto e realizzato quella che per un genovese può essere considerata un'ersia; oppure mi dimostrano quanto mi vogliono bene e per l'ennesima volta mi perdonano :-)))
Anna Luisa
mercoledì 11 aprile 2012
La Cheese pie da "porca figura".
Allora, come avete trascorso questi giorno di festa? Sarei curiosa di entrare nelle vostre case e sbirciare mentre preparate i vostri manicaretti per i parenti e gli amici, vedere come scegliete il menu e gli abbinamenti tra i piatti e tra i vari componenti dello stesso piatto. Lo so, sono una curiosona, ma non ho capito ancora il perché quando si tratti di preparare un pranzo per i parenti mi diventa tutto difficile, quasi impossibile. Mi sembra che nulla vada bene di ciò che ho finora cucinato e non so mai decidere quali piatti preparare. A tutto ciò si aggiunge anche il corri corri generale dettato da questi giorni e così si arriva a non avere neanche un menu ben delineato, a soli due giorni dal fatidico pranzo. Fortunatamente, ho sempre qualche asso nella manica, o per meglio dire qualche blog da spulciare, dove trovare dei piatti di sicuro successo o di "porca figura" come dice la blogger in questione. Avrete capito tutti che si tratta di Alessandra e questa volta la ricetta con cui è venuta in mio soccorso è la sua Cheese pie. Infatti, mentre pensavo ad un antipasto buono e bello da preparare per il pranzo di Pasqua, ho avuto un flash, mi è venuta in mente questa torta salata con cui Alessandra aveva partecipato al nostro contest dell'anno scorso, "Cosa metto nel cestino?". Così ho deciso che anche questa volta "Sant'Alessandra" sarebbe venuta in mio soccorso e sono certa che, solo in questo caso, neanche San Gennaro se ne risentirà ;-)
Riporto la ricetta come scritta da Ale:
Cheese pie
Per la brisèe al limone
fate una pasta brisèe con le vostre solite dosi e grattugiatevi la scorza di mezzo limone. Dopodiché, stendetela subito in uno stampo da pie imburrato e mettetela in frigo per circa mezz'ora.
Per il ripieno
per la bechamelle al formaggio
600 ml di latte
80 g di farina
50 g di burro
150 g di gruviera (o cheddar, poco stagionato)
Sale
Preparare una bechamelle molto densa, facendo sciogliere prima il burro, in un casseruolino e poi unendovi la farina, mescolando con un cucchiaio di legno, a fuoco basso. Di solito, io preparo proprio il roux, vale a dire il composto di burro e farina che serve come addensante delle salse e solo quando è pronto aggiungo il latte.
Freddo, poco alla volta, mescolando con una frusta.
So che in tanti usano il latte caldo, ma ogni volta che ci provo, mi vengono i grumi. Invece, in questo modo, viene una bechamelle perfetta: liscia, vellutata, setosa.
Appena la salsa bolle, bisognerebbe aggiungere il gruviera grattugiato. Uso il condizionale, perché tutto dipende dal grado di addensamento. Se vi si è addensata a sufficienza, procedete come da istruzioni. Altrimenti, lasciatela sobbollire ancora qualche minuto, per farla ridurre. Aggiustare di sale e lasciate raffreddare.
Accendete il forno a 200 gradi
3 uova intere
Sale
Trasferite la bechamelle al formaggio in una terrina, mescolatela con una frusta per "romperla" un po' e aggiungete le uova, uno alla volta, mescolando sempre. Aggiustate di sale. Versate il composto nel guscio di brisèe e fate cuocere per circa 20 minuti. Quando la sfornate, dovrà presentarsi all'incirca così
A questo punto, se dovete metterla nel cestino di Fabio e Annalu, è perfetta. Lasciatela raffreddare benissimo, prima di tagliarla, di modo che il ripieno prenda consistenza e poi potete consumarla dove volete: in piedi, seduti, nel piatto o con le mani- sempre buona è.
Se invece volete la porca figura e pure con gli effetti speciali, montate un albume a neve fermissima, con un pizzico di sale e qualche goccia di limone, mettetelo in un sac -a-poche e poi formate tanti ciuffetti sulla superficie della torta, ovviamente ben fredda. A temperatura ambiente, sia chiaro, ma fredda.
Passatela sotto il grill del forno per due o tre minuti, il tempo di farla dorare e servitela immediatamente, con contorno di insalatine fresche di stagione. Vedrete che roba. Un unico avvertimento: l'albume non è meringa, ma solo albume montato, leggermente salato. Quindi, ha una consistenza del tutto diversa: ragion per cui, al calore si ritira un po'. Mettetene un po' di più, sulla superficie della torta, con l'avvertenza di non lasciare nessun "buco", neanche il più piccolo e non usate il cannello con la fiamma, perché rischiereste di far sciogliere tutto, al contatto diretto col fuoco. Bastano pochi minuti di vecchio grill- ed è tutto pronto.
Ho seguito la sua ricetta, preparando la brisé di Knam e, volendo fare la "porca figura", l'ho presentata con la meringa che Alessandra consiglia.
Pasta brisé di E.Knam:Ho seguito la sua ricetta, preparando la brisé di Knam e, volendo fare la "porca figura", l'ho presentata con la meringa che Alessandra consiglia.
280 g di farina 00
120 g di burro
2 tuorli
80 g circa di acqua
Il successo è assicurato ed ancora una volta ringrazio Sant'Alessandra! ;-)
Le foto sono state fatte al volo durante il pranzo di Pasqua^^
Le foto sono state fatte al volo durante il pranzo di Pasqua^^
Con questa ricetta partecipo al contest "La Pasqua a tavola" di Fornelli Profumati
Anna Luisa
martedì 3 aprile 2012
Panini napoletani...per Matti
La Pasqua ormai è alle porte e fuori già si sente il profumo delle pastiere e del tortano, che preparati qualche giorno prima, saranno perfetti per il pranzo di domenica e da portare ad un bel picnic per Pasquetta.
Proprio sul tortano c'è una diatriba tra napoletani della provincia e quelli della città. Infatti in provincia c'è una distinzione tra tortano, cioè quel brioscione nel cui impasto c'è la sugna e che è ripieno di provolone, proscutto, salame, preferibilmente il tutto sormontato da uova sode; ed il casatiello, molto meno compatto del tortano e insaporito solo con la sugna e tanto, tanto pepe. Quest'ultimo a Napoli pare sia sconosciuto o quasi, in ogni caso con il termine "casatiello" si intende anche il tortano.
Diciamo che oggi ho preferito venire fuori da questa discussione sul nome dell'uno e dell'altro ed ho preferito preparare qualcosa che si avvicina molto ad entrambi e che in tutta la Campania è conosciuto con un unico nome: il panino napoletano.
Come vi ho detto, il panino napoletano assomiglia molto ad entrambi gli impasti, ma soprattutto al tortano, dal quale trae la farcitura e la spirale che forma l'impasto attorno alla farcia. La differenza sostanziale però è nella forma, tipicamente a ciambella quella del tortano ed a trancetti quella dei panini napoletani. Proprio per il fatto di essere delle monoporzioni, si prestano benissimo per una merenda ed è proprio per questo che ho scelto di prepararli per il contest indetto da Eleonora, o più precisamente da suo figlio, Mattia.
La scelta della ricetta è stata facile, ripensando a quante volte, fin da piccoli, sia io che Fabio abbiamo mangiato qusto merenda, sicuramente non leggera, ma tanto, tanto buona.
La parte difficile è stata la scelta della bevanda di accompagnamento, che doveva essere fatta da noi, quindi non pronta e stare bene con il piatto presentato. Come dicevo tante volte Fabio ed io abbiamo fatto merenda con i panini napoletani, ma ad accomagnarli c'era sempre lei, la mitica Coca-cola. Prima che possiate pensare che io sia riuscita a riprodurre la Coca-cola in casa, vi dico subito che non è così, anche se trovare la ricetta segreta e diventare milionaria non mi dispiacerebbe affatto...sai quante caccavelline carine mi comprerei...ok, torniamo con i piedi per terra. Dunque, per accompagnare i panini napoletani ho pensato che ci sarebbe stata benissimo una granita di Coca-cola ed ecco pronta la merenda per Matti.
Panini napoletani
Ingredienti:
500 g di farina Manitoba
1 bicchiere di acqua tiepida
1 cucchiaino di zucchero
1 cubetto di lievito
3 cucchiai di sugna
sale
pepe
per il ripieno:
100 g di mortadella tagliata a dadini
100 g di salame tagliato a dadini
100 g di prosciutto cotto tagliato a dadini
200 g di provolone semistagionato tagliato a dadini
20 g di pecorino grattugiato
1 uovo per spennellare i panini
Granita alla Coca-cola
Ingredienti
500 ml di Coca-cola
il succo di mezzo limone
100 g di zucchero
1 fetta di limone per acompagnare
Preparare l'impasto dei panini: disporre la farina a fontana sul piano di lavoro, mettervi al centro il bicchiere di acqua in cui avremo sciolto lo zucchero ed il lievito ed iniziare ad impastare. Quando l'impasto avrà assunto una certa consistenza, iniziare ad aggiungere la sugna poco per volta e, solo alla fine, il sale. Continuare ad impastare per circa 15 minuti. Potrebbe essere necessario aggiungere un po' d'acqua o di farina, ma questo dipende dalla farina stessa o dall'umidità dell'ambiente. In ogni caso si dovrà ottenere un impasto simile ad una brioche, morbido, ma che non si attacca alle mani.
Lasciare lievitare l'impasto in un luogo tiepido, a riparo da correnti d'aria, per circa un'ora e mezza.
Riprendere l'impasto, stenderlo sul ripiano e cospargerlo con l'imbottitura e con il pecorino grattugiato. Premere un po' l'imbottitura in modo da farla penetrare leggermente nell'impasto. Arrotolare quest'ultimo e tagliarlo in tranci larghi circa quattro dita. Disporre i tranci su una placca rivestita di carta da forno, spennellarli con l'uovo sbattuto e cuocerli in forno preriscaldato a 190°C per circa mezz'ora, finché risultino dorati.
Preparare la granita: sciogliere nella Coca-cola lo zucchero per non farla cristallizzare, poco per volta perchè ne amenterà l'effervescenza, ed il succo di limone. Mettere nella gelatiera per circa 30 minuti. Mettere la granita in un bicchiere e mescolare, aggiungendo qualche cucchiaiata di Coca-cola se è necessario. Servire con una fetta di limone.
Allora Matti, ci vieni a fare merenda da noi? ^_^
Con questa ricetta partecipiamo al contest di Eleonora e Mattia "Fare merenda mi piace da...Matti!"
Anna Luisa e Fabio
sabato 24 marzo 2012
E dopo i croissants di Maria Antonietta..i cornetti di Valeria
Arrivo, arrivo, con l'affanno e sfruttando fino all'ultimo momento di contest, sfide e gare di vario genere, ma ci sono...
Questa volta ho rischiato grosso perché domani termina il The recipe-tionist di Flavia di questo mese e, benché solitamente non pubblichiamo nel week-end, questa volta l'eccezione era dovuta, sia per Flavia, sa per la The recipe-tionist di questo mese, Valeria.
Ho conosciuto, in senso virtuale Valeria da relativamente poco tempo, tranne qualche commento sui blog, c'è stato tra di noi uno scambio di mail in quanto a Febbraio si è tenuto un corso di Montersino a Napoli e lei mi ha informata di date e programma. Un evento a cui io avrei partecipato volentieri, ma purtroppo, per mancanza di tempo, ma soprattutto perché in quei giorni ero costretta a letto con un febbrone da cavallo, non ho potuto partecipare al corso, perdendomi l'occasione di rincontrare il maestro, e di conoscere Valeria. Nonostante la breve distanza che ci separa, non abbiamo infatti ancora avuto modo di incontrarci, ma spero che questo avverrà presto. Valeria è una ragazza solare, che cucina molto bene e, scusate il campanilismo, è napoletana come me!
Avrei potuto scegliere tra le numerose ricette della nostra terra pubblicate sul suo blog, ma per il The recipe-tionsit ho scelto una ricetta a cui Valeria è molto affezionata, perché di sua madre: il cornettone alle melanzane.
Oggi vi proporrò questa ricetta di Valeria e di sua madre in versione mignon e ringrazio le autrici per avermi suggerito quello che sarà uno dei miei antipasti di Pasqua ;-)
La ricetta di Valeria:
Cornettone alle melanzane
Ingredienti per 4 persone:
500 gr di farina
200 gr di acqua
25 gr di lievito
una presa di sale
100 gr di olio extravergine d'oliva
un uovo
Per il ripieno:
500 gr di melanzane
150 gr di prosciutto cotto
300 gr di provola
parmigiano grattugiato
qualche foglia di basilico
Preparare la pasta per la pizza. Disporre la farina a fontana su una spianatoia e al centro unire il lievito sciolto in poca acqua appena appena tiepida, impastare unendo anche un pò di farina, unire l'olio sempre inglobando man mano la farina e l'acqua. Impastare il tutto fino ad ottenere un impasto elastico, provate a dividere l'impasto in due, se vedete delle bolle d'aria, l'impasto è pronto. Lasciarlo a lievitare un paio d'ore.
Nel frattempo lavare e tagliare a tocchetti le melanzane, farle asciugare e quindi friggerle in abbondante olio di semi caldo.
Finito il tempo di lievitazione stendere la pasta fino ad uno spessore di circa 7-8 mm cercando di dare una forma ovale.
Porre sulla pasta le fette di prosciutto, le melanzane, la provola e il parmigiano lasciando pochissimo bordo senza imbottitura per evitare fette completamente vuote, aggiungere le foglie di basilico e un pizzico di sale.
Arrotolare la pasta stringendo bene per mantenere all'interno l'imbottitura.
Piegate le estremità verso l'interno a formare un cornetto.
Spennellare con un uovo sbattuto ed infornare a 180° per circa 1 ora. Quando la crosta sarà dorata il cornettone è pronto, ed ecco una fetta.
Le mie modifiche: la versione che ho preparato è di cornetti piccoli, ho quindi steso la pasta, tagliato dei triangoli che ho allungato per intero ed allargato leggermente alla base, quindo ho arrotolato su se stessi e lasciati lievitare per un'altra ora.
All'impasto ho dovuto aggiungere altri 50 ml di acqua, ma si sa, dipende dalle farine e dal tempo meterologico, quindi, regolatevi voi per ottenere una pasta liscia, ma morbida ed elastica.
Ho diluito l'uovo per sopennellare i cornetti con un goccio di latte.
Essendo piccoli sono bastati 25 minuti di cottura.
Spero che i cornetti che ho preparato piacciano alle mie amiche...a noi sono piacuti molto ;-)
Anna Luisa
martedì 13 marzo 2012
Gradite un tè?
Vi assicuro che scegliere una donna famosa per la nuova raccolta delle (st)renne che si intitola "Donne (st)raordinarie" appunto, non è assolutamente facile. Di donne famose e più o meno straordinarie ce ne sono tante, tantissime, ma bisogna trovare anche un piatto collegato a loro in qualche modo e qui la cosa si complica.
La donna che ho scelto oggi però mi ha dato veramente molti spunti per preparare un piatto, tanti spunti che alla fine i piatti, se così si possono chiamare, che vi proporrò oggi, sono ben quattro e giusto perché stavano per scoccare le cinque, la fatidica ora del tè, ho deciso di non andare oltre e preparare qualcos'altro.
Avrete capito che la donna di cui parlerò oggi è la regina Vittoria e vi racconterò qualcosa sull'ora del tè.
Il tè approdò alla corte inglese nel XVII secolo, ma l'ora del tè raggiunse il suo apice proprio durante l'epoca vittoriana, epoca in cui la regina Vittoria stessa possedeva un servizio di porcellane speciali con bordi decorati e motivi scozzesi e per gli uomini erano previste tazze chiamate moustache, perché avevano un piccolo ripiano all'interno del bordo dove poggiare i baffi per evitare di bagnarli. L'invenzione del tè pomeridiano però si deve ad Anna contessa di Bedford, che, stanca della "sensazione di debolezza" che la prendeva nel pomeriggio, decise di bere una tazza di tè accompagnandola con pane imburrato ed una fetta di torta e, dato che una volta abituatasi non poté più farne a meno, diffuse questa abitudine anche tra i suoi amici.
Nonostante quindi il rituale inglese del tè pomeridiano si debba a questa contessa, sono numerosi i dolci dedicati alla regina Vittoria, tra cui i Victoria cookies ed il Victoria cake o i Victoria sandwhices. Proprio quest'ultimo farà parte del tè che vi presenterò oggi. Questo pan di spagna fu battezzato così in quanto la regina apprezzava molto la nuova moda del "tea party".
Ma l'ora del tè deve sempre iniziare con dei tramezzini, chiamati sandwiches dagli inglesi in onore del conte di Sandwich, in quanto "non si può passare a torte e muffin prima di aver smorzato l'appetito con un tramezzino..." ed i tramezzini più "aristocratici" sono i "cucumber sandwiches", ai cetrioli appunto, ma accompagnati dai sandwhices al salmone. Non potevano mancare i classicissimi English muffins che vanno tagliati e tostati, quindi abbondantemente imburrati e serviti con una confettura di fragole. Alla fine fa il suo ingresso il Victoria cake, un dolce semplicissimo da preparare, ma in grado di dare un tocco in più al nostro tè pomeridiano.
Cucumber sandwiches (tramezzini al cetriolo) (da"un tè al Ritz" di H. Simpson)
Pelate un cetriolo ed affettatelo a rondelle trasparenti con la lama della grattugia o maneggiando con abilità un pelapatate. Cospargere questi dischi trasparenti con aceto e sale. Dopo mezz'ora, eliminate l'acqua in eccesso rimestando le rondelle in un colino. Coprite una fetta sottilissima di pane nero leggermente imburrata con due strati di cetriolo, e chiudete con un'altra fetta di pane. Schiacciate bene, ma con delicatezza, con il palmo della mano. Tagliate via la crosta e dividetelo in tre triandoli. Impilateli bene su un piatto da portata di porcellana e coprite con un panno leggermente inumidito fino al momento di servire il tè.
Salmon sandwiches (tramezzini al salmone)
Imburrare leggermente una fetta di pane bianco, sovrapporvi del salmone affumicato tagliato a fette sottilissime, quindi un'altra fetta di pane imburrato. Eliminare la crosta e tagliare in diagonale in modo da ottenere due tramezzini.
English muffins (da "Un tè al Ritz" di H. Simpson)
Si preparano con un composto più denso di quello dei crumpet e si cuociono senza anelli. Non hanno i buchi. Quando si tratta di muffin uomini adulti possono perdere un po' il controllo, in particolare sulla questione di come dovrebbero essere imburrati.
Ingredienti per 8 muffin:
450 g di farina Manitoba
2 cucchiaini di sale
175 ml di acqua
175 ml di latte
2 cucchiai di olio d'oliva
15 g di lievito fresco o 2 cucchiaini di lievito secco
1 cucchiaino di zucchero
farina di riso per spolverare
Setacciare la farina e il sale in una terrina, coprite e mettete in forno a temperatura bassissima. Scaldate l'acqua con il latte e l'olio d'oliva a fuoco dolce finché il liquido è tiepido. Lavorare a crema lo zucchero e il lievito con qualche cucchiaiata di questo liquido.
Se usate il lievito secco, versatelo in tutto il liquido e lasciate in un posto caldo finché si forma la schiuma in superficie. Fate la fontana al centro della farina riscaldata e versateci il lievito seguito dal resto del liquido, se ce n'è. Mescolate e poi impastate. La pasta dovrebbe essere molle e morbida, ma non appiccicosa. Coprite con un panno umido e lasciate in una stanza calda per circa un'ora, finché la pasta ha raddoppiato di volume.
Dividete la pasta a metà, poi in quattro, e infine in otto pezzi. Fate una palla con ogni pezzo e appiattitela leggermente con la parte posteriore del palmo della mano. Spolverate con la farina di riso. Mettete i muffin su una tavola ben infarinata e lasciateli coperti con un panno per 40 minuti in modo che si gonfino ancora.
Scaldate una piastra o una casseruola leggermente unta e trasferiteci in muffin con una spatola con estrema attenzione, come se fossero uova di un uccello raro. Cuoceteli a fuoco dolce per 8 minuti per parte. Avranno un aspetto farinoso, marrone-dorato chiaro con la parte centrale banca e dovrebbero essere alti circa 5 cm. Tostateli, imburrateli e portateli in tavola caldi, se possibile in un piatto tradizionale per muffin coperto e dotato di un piccolo serbatoio per l'acqua calda.
Victoria sandwiches (da "Un tè al Ritz" di H. Simpson)
Ingredienti:
100 g di burro
100 g di zucchero
2 uova medie sbattute
100 g di farina autolievitante
ripieno:
4 cucchiai di confettura di fragole
150 ml di panna montata
Imburrate leggermente le tortiere e rivestitele con carta da forno o carta oleata.
Lavorate a crema il burro con lo zucchero fino a ottenere un composto leggero e spumoso. Aggiungete le uova un po' alla volta, sbattendo bene. Setacciate la farina e incorporatela con un cucchiaio grande di metallo, mescolando con delicatezza, ma bene. Versate il composto nelle tortiere e livellate la superficie con una spatola. Infornate per 20 minuti a 190°C.
Quando saranno fredde, spalmate un pan di spagna con la marmellata di fragole (e magari con la panna montata) e chiudete con altro pan di spagna.
Note mie: ho cotto l'impasto in un unico stampo di 22 cm di diametro ed una volta raffreddato, ho tagliato il dolce in due.
Al posto della panna ho preparato una crema con 100 g di burro sbattuto con 150 g di zucchero a velo.
Mi raccomando, vi aspettiamo domani con un'altra donna (st)raordinaria che ci verrà presentata da Stefania, giovedì da Flavia, venerdì da Mapi, lunedì da Alessandra e Daniela e tra due settimane ci aspettano le strennine per un mese, Greta, Patty, Eleonora, Mai e Gaia, vincitrici dell'ultimo concorso indetto da Stefania con lo stesso tema delle (st)renne, ma senza glutine...e voi, cosa aspettate a partecipare? In palio un bel fine settimana in Sicilia e partecipando alla raccolta gluten free, avrete la possibilità di diventare (st)renne per un mese e collaborare alle nostre raccolte.
Anna Luisa
martedì 28 febbraio 2012
MTchallenge di Febbraio: un paté-ma d'animo
Mai nome di ricetta fu più calzante al mio stato d'animo. E certo, perché, lo ammetto questo mese siamo andati vicini, vicinissimi a non partecipare. Tra influenza, partenze e mille cose da fare, avevamo quasi deciso di non partecipare all'MTchallenge. Sia chiaro, io amo i paté e quando ho letto che era questa la preparazione scelta da Bucci, mi sono quasi entusiasmata, ma poi, con il passare dei giorni, mi rendevo sempre più conto che la data di scadenza si avvicinava ed io avevo solo delle idee empiriche, ma nulla di concreto che potessi realizzare nel poco tempo che avevo a disposizione. Così giovedì scorso Fabio mi ha detto:" Scrivo ad Ale e le dico che questo mese non partecipiamo"...una frase così mi è suonata come una delle più brutte notizie della mia vita, non si può non partecipare all'MTchallenge, è una specie di droga di cui, una volta provata, non si può più fare a meno. Così ho temporeggiato, ho calcolato che c'era ancora qualche giorno che ci separava dalla scadenza e che soprattutto, c'era un week-end in mezzo, ben un giorno intero per dedicarsi alla gara. Mi sono messa a pensare e ripensare e le mie idee empiriche hanno cominciato a prendere forma. Il paté era scelto. Una letturina al post di Ale e di Bucci per essere sicuri di rientrare nelle regole e....sorpresa! Non bastava il paté, bisognava accompagnarlo, altrimenti poverino si sarebbe sentito solo....e noi non vogliamo certo che il nostro paté soffra di solitudine e gli venga appunto un paté-ma d'animo. E allora ho deciso di preparare ben due accompagnamenti, una salsa e dei biscotti salati, per accompagnare il nostro paté di cinghiale e se il post viene fatto l'ultimo giorno di gara, poco male, l'importante è essere riusciti a partecipare anche questo mese.
Paté di cinghiale con salsa ai frutti di bosco e biscotti di frolla salata alle noci
Ingredienti
Per il paté:
500 g di carne di cinghiale
200 g di carne di maiale
1 cipolla
2 cucchiai di olio
350 g di burro
500 g di vino rosso per la marinatura
1/2 bicchiere di vino rosso per sfumare la carne
sale
Per la salsa ai frutti di bosco:
200 g di frutti di bosco
1 cucchiaino di miele
2 cucchiai di zucchero
Per i biscotti di frolla salata alle noci (da "Piccola pasticceria salata" di L. Montersino)
300 g di farina 00
200 g di burro
40 g di maltitolo (sostituito con 20 g di zucchero)
70 g di Parmigiano Reggiano
30 g di tuorli
50 g di uova intere
30 ml di latte fresco intero
5 g di sale
70 g di noci sgusciate
La sera prima di preparare il paté mettere la carne di cinghiale a marinare in una ciotola con il vino, girandola di tanto in tanto. Il giorno dopo tritare finemente la cipolla e metterla a soffriggere con 100 g di burro e l'olio. Quando la cipolla avrà preso un bel colorito dorato, aggiungervi la carne di cinghiale che avremo tolto dalla marinatura e la carne di maiale, entrambe tagliate a tocchetti. Quando le carni si saranno rosolate, sfumare con il vino rosso, portare a cottura e solo alla fine salare. Fare raffreddare la carne, metterla nel mixer con il restante burro fuso e frullare il tutto. Mettere il paté nello stampo e lasciarlo in frigorifero per almeno un paio d'ore.
Nel frattempo preparare la salsa. Mettere in un tegamino i frutti di bosco, il miele e lo zucchero e farli cuocere fino ad ottenere una salsa densa.
Preparare i biscotti: in una planetaria montare il burro con il formaggio grattugiato, il maltitolo (lo zucchero) ed il sale; quando il composto risulta ben amalgamato, ma non troppo sbiancato e spumoso, unite le uova intere, i tuorli e il latte miscelati insieme; aggiungere la farina in due volte e lasciare incorporare senza impastare troppo. Tritare le noci ed unirle all'impasto. Disporre il composto in un quadrato d'acciaio e lisciare bene con una spatola, in modo da ottenere un rettangolo alto circa 4 cm. Mettere l'impasto nel congelatore, quindi tagliare il quadrato prima a filoncini e poi a fettine. Disporre nella teglia e cuocere a 170°C per circa 15 minuti (note mie:sono stati necessari 25 minuti).
Sformare il paté e servirlo accompagnato dalla salsa e dai biscotto salati alle noci.
Ed anche questo mese ce l'abbiamo fatta...;-)
Anna Luisa
venerdì 24 febbraio 2012
The recipe-tionist...anche questo mese ce l'abbiamo fatta
Lo so, che sono una ritardataria cronica e che, soprattutto quando si tratta di gare, concorsi o contest mi riduco sempre all'ultimo giorno, o quasi, ma questa volta non è stato così. Questa volta ho deciso di prendere i tempi giusti ed anticiparmi. Ho pensato che una decina di giorni prima del termine del The recipe-tionist di Flavia potesse andare bene, anche perché una decina di giorni prima della fine corrispondono ad una decina di giorni dall'inizio. Così ho deciso di mettermi una domenica e preparare la ricetta di Mamma Loredana che avevo scelto. L'ho preparata, Fabio l'ha fotografata, l'abbiamo mangiata ed abbondantemente digerita ed avrei dovuto pubblicarla la settimana scorsa. Purtroppo non avevo fatto i conti con l'influenza che è in giro e come a battaglia navale, sono stata colpita ed affondata nel letto per la precisione, rimanendo senza neanche le forze per accostarmi al computer. Così ho dovuto posticipare la pubblicazione di questo buonissimo e molto scenografico antipasto, le torrette di cialde di polenta alla crema di funghi, fino ad oggi, penultimo giorno per partecipare al The recipe-tionist...ma anche questa volta ce l'ho fatta ;-)
Cialde di polenta alla crema di funghi (di Mamma Loredana)
( Per questa ricetta non riporto quantitativi, regolarsi secondo il proprio gusto e necessità, con le quantità di ricotta e funghi si farciscono 3 porzioni abbondanti o 4 medie)
- polenta
- funghi misti puliti 250 gr
- prezzemolo
- olio
- sale
- ricotta 250 gr
- pecorino grattugiato
- besciamella
Proseguire fino ad avere un numero sufficiente di dischetti.
Cuocere, anzi far asciugare, in forno a 180° per 15 minuti.
Al termine staccare delicatamente, far raffreddare e tenere da parte.
Versare in una padella dell'olio, unire i funghi e lasciar cuocere, coprendo con un coperchio, aggiustare di sale e fare ritirare quasi tutta l'acqua che avranno emesso.
Versare i funghi in un robottino e tritare fino ad avere una consistenza cremosa.
Prendere la ricotta e farla sgocciolare, lavorare con una forchetta e unire metà del composto di funghi e qualche cucchiaio di pecorino grattugiato.
Nel frattempo preparare la besciamella come descritto qui, non appena è pronta unirvi l'altra metà del composto di funghi, girare bene .
In un pirofila monoporzione versare un paio di cucchiai di besciamella e poggiare un dischetto di polenta, fare uno strato con la ricotta ai funghi e posizionare un altro dischetto di polenta, continuare fino ad esaurire gli ingredienti e ad avere un'altezza adeguata.
Terminare con la besciamella.
Passare in forno a 180° sotto il grill per 15 minuti.
******************************************
Note: i dischetti di polenta si possono preparare in anticipo e conservare in frigo in una pellicola per due giorni, non ho provato a surgerarli, ma, secondo me, si potrebbero conservare anche così!
Questa riportata è la ricetta di Loredana, ma io vi ho apportato delle modifiche: Invece di farle tonde ho preferito fare le cialde rettangolari per dare le sembianze di un trancio di millefoglie.
Ho ridotto l'ultimo passaggio in forno a 5 minuti, giusto il tempo necessario per rendere questo antipasto caldo.
Con questa ricetta partecipiamo al The Recipe-tionist di Flavia
Anna Luisa
giovedì 2 febbraio 2012
Un prezioso bottino
Lo so che vi ho già ampiamente parlato del nostro week-end genovese, ma vi ho solo accennato al fatto che siamo passati per il mercato di Genova, anzi, per uno dei mercati di Genova e ci è piaciuto tantissimo. C'erano spezie e verdure di ogni genere, senza parlare dell'assortimento di frutta. Avremmo fatto volentieri incetta di ogni cosa presente sulle bancarelle, ma le restrizioni delle compagnie aeree ci hanno trattenuti. Questo non vuol dire che ci siamo totalmente astenuti dall'acquisto...anzi. Abbiamo trovato delle interessantissime bustine contenenti una polverina che, per ovvie ragioni, ho pensato bene di imbarcare nella stiva dell'aereo e di non portare con me nel bagaglio a mano, ricordandomi della perquisizione che ho dovuto subire all'aeroporto di Londra perché avevo acquistato dello zucchero muscovado che ingenuamente avevo pensato di portare nel bagaglio a mano. In ogni caso, prima che pensiate a male, vi dico subito che le bustine acquistate a Genova contenevano una polverina gialla ed erano rispettivamente, l'una polvere di limone e l'altra di arancia (volete mettere la comodità di avere sempre limoni ed arance a portata di mano...).
Sformatini di topinambur con salsa all'arancia
Ingredienti
500 g di topinambur
250 ml di latte
1 cipolla
olio
250 g di ricotta di bufala
2 albumi
2 cucchiai di pecorino grattugiato
olio
sale
pepe
Per la salsa all'arancia
25 g di burro
1 cucchiaio di farina
2 arance
1 cucchiaio di olio
sale
Armarsi di pazienza e pulire i topinambur con una spazzolina. Pelarli e tagliargli a pezzi grossi. Metterli in un tegame, coprirli con il latte e farli cuocere circa 30 minuti o finché diventino morbidi. Scolarli e tagliarli a pezzetti. Farli rosolare in una padella con 2-3 cucchiai di olio e la cipolla tritata. Lasciare che cuociano circa 15 minuti, aggiungendo un po' d'acqua se necessario. Salare e frullare il tutto.
Setacciare la ricotta e metterla in una terrina. A parte montare gli albumi a neve ed aggiungerli alla ricotta. Incorporare i topinambur ed il pecorino, quindi salare se necessario e pepare.
Mettere il composto negli stampini e cuocere in forno caldo a 180°C per circa 25-30 minuti, finché la superficie non risulti un po' dorata.
Fare raffreddare e sformare.
Preparare la salsa: mettere il burro in un tegame e farlo sciogliere. Aggiungere la farina setacciata e, sempre mescolando, il succo delle arance. Continuare a mescolare finché la salsa non bollirà e si sarà addensata. Aggiungere 1-2 cucchiai di olio e salare.
Disporre gli sformatini nel piatto da portata ed accompagnare con la salsa all'arancia.
Ho preparato questi sformatini sia in versione antipasto che finger-food. Nel primo caso la cottura, come indicato dalla ricetta, è di 25-30 minuti, mentre nel secondo caso saranno sufficienti 15-20 minuti.
Per questa ricetta ho utilizzato i topinambur bianchi, ma al mercato di Genova ho acquistato anche la qualità rossa. Cosa ne farò?...qualcosa mi verrà in mente...;-)
Con questa ricetta partecipo al contest "Vegetariamo"
ed al contest "Topinambur...questo sconosciuto!"
Anna Luisa
giovedì 1 dicembre 2011
Vi serve un'idea per la cena della Vigilia?
Certo che dopo avervi fatto tutto quel preambolo nel post del baccalà alla livornese, in cui dicevo che non amo il pesce e tanto meno amo cucinarlo, sono certa che vi stupirà la ricetta di oggi, a base di salmone.
Ricevo tanti complimenti, più o meno meritati, ma non sono una che si crede una chef, né credo di saper cucinare al pari dei cuochi che hanno studiato ed hanno fatto della cucina il loro mestiere. Sono cosciente di avere tante lacune ed in particolare i piatti di pesce sono il mio punto debole. Non per questo sono una che demorde, anzi, voglio imparare e per farlo devo provare, sperimentare, giocare in cucina almeno fino a raggiungere un livello accettabile. Proprio per questa ragione ho pensato di preparare un altro piatto di pesce, non difficile né complesso, ma da qualche parte bisogna pur iniziare.
Se a questo si aggiunge che tra poco è Natale, ma prima c'è la Viglia a cui pensare, con una cena rigorosamente di magro, dove i piatti di pesce primeggiano e le idee su cosa preparare servono un po' a tutti, viene naturale pensare che questo piatto si presta benissimo ai nostri festeggiamenti e vi assicuro che anche gli ospiti più intransigenti, che non amano particolarmente il pesce, apprezzeranno questa terrina.
Terrina di Salmone e gamberi su misticanza e uva (da "La tavola delle feste" di S. Barzetti)
Ingredienti per 8 persone
600 g di polpa di salmone
16 code di gambero di qualità Black Tiger
4 albumi
1 rametto di aneto
2 carote
misticanza di insalate autunnali
300 g di uva nera
1 arancia
olio extravergine d'oliva
sale e pepe
Mondate e lavate le carote e le foglie di sedano. Mettete nel vaso del frullatore con la polpa di salmone, l'aneto, gli albumi, sale e pepe e frullate per ottenere un composto omogeneo.
Versatelo in una bastardella e amalgamatelo con i gamberi, precedentemente sgusciati e sminuzzati.
Sistemate il preparato su un foglio rettangolare di carta da forno, arrotolatelo dandogli la forma di un salame, avvolgetelo ulteriormente con un foglio di carta alluminio, serrate le estremità e lessate per 25 minuti, raffreddate per almeno 3 ore.
Lavate gli acini d'uva, tagliateli a metà ed eliminate i semini. Mondate e lavate le insalate e sgocciolatele bene.
In una ciotola emulsionate il succo d'arancia con olio, sale e pepe.
Togliete la preparazione dall'involucro, tagliatela a fette dello spessore di circa 1 cm, sistematele su letti di insalatine, guarnite con l'uva e condite con il dressing all'arancia.
Note mie: da non sottovalutare il dressing all'arancia, non perché copre il sapore del salmone (:-D), ma lega particolarmente con questa terrina.
Ormai ho intrapreso una strada senza ritorno: voglia imparare a cucinare il pesce!...se poi qualcuno vuole darmi una mano facendomi un corso di cucina a tema, lo apprezzerei molto ^_^
Con questa ricetta partecipo al contest "Dall'antipasto...al dolce"
Anna Luisa
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