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giovedì 24 maggio 2012

MTchallenge di Maggio...tutto genovese



Ok, lo so, questo mese proprio non dovevamo partecipare, ne avevamo parlato anche con Alessandra, spegandole che ci mancava proprio il tempo, anche se ci dispiaceva tantissimo perché partecipare all'MTchallenge ormai è diventato un appuntamento fisso che ci stimola e ci diverte un mondo ogni mese. Questa volta però non ci era possibile, quindi, proprio per mancanza di tempo, ho letto quale fosse la sfida di questo mese scelta da Acquolina e non mi sono interessata alle regole. L'altro giorno però mi sono chiesta cosa si intendesse nello specifico per budini salati e così ho letto tutte le regole e la ricetta di Acquolina. "Ok, ma tanto non partecipo" mi dicevo."Certo che per fare un budino di verdure in questo periodo con tutte le verdure che ci sono, c'è l'imbarazzo della scelta...". "magari, se avessi partecipato lo avrei fatto di piselli, oppure di asparagi, magari di carote che sono belle colorate...ma tanto non partecipiamo...". "Si, perché è proprio difficile scegliere una verdura, una sola...ok, sto facendo un po' di confusione, ho proprio un minestrone in testa...ahahahah che battutona...ahahaha...aspetta, ma se fosse un budino salato di minestrone?...ma tanto non  partecipo"..."Poi ci vorrebbe una salsa e cosa si abbinerebbe con il minestrone, un olio, certo non l'aceto...aspetta, mi pare che Alessandra nel suo minestrone genovese metta il pesto...e certo, il pesto andrebbe bene...ma tanto non partecipo..." "e poi ci vorrebbe una frolla o una brisée o qualcosa del genere, ma non c'entrerebbe per nulla, perché con il minestrone genovese ci starebbe bene solo qualcosa di genovese, come la focaccia...aspetta che Ale ha detto che vanno bene i lievitati...ma tanto non partecipo..."
Ora immaginate che mentre pensavo quest'ultima frase, stavo già pulendo i fagiolini e tagliando le verdure, perché, va bene non partecipare, ma un bel minestrone genovese va fatto e a questo punto ne ho una gran voglia. Lo preparo e lo metto sul fuoco, con un po' meno acqua di quella indicata dalla ricetta di Alessandra, perchè solitamente noi lo mangiamo senza pasta.
Mentre il minestrone cuoce, raccolgo le foglie di basilico dalla pianta e penso "certo che una volta fatto il pesto starei già a metà strada per partecipare...ma tanto non partecipo".
Preparo il pesto e mi chiedo quanto tempo sia necessario per preparare la focaccia,
leggo la ricetta di Alessandra ovviamente"ok, tranne i tempi di lievitazione è semplice e veloce, quasi quasi la faccio, poi a Fabio piace tanto" (come se io non ne mangiassi un quintale quando l'ho sotto mano). "Insomma, avrei la ricetta pronta, dovrei solo trasformare il minestrone in budini...ma tanto...ok, mi arrendo, partecipo!!!"



Budini salati alla genovese
Per il minestrone genovese (di Alessandra)
Ingredienti

Partiamo dalle verdure: quelle di stagione, nè più e nè meno, con il solo obbligo dei fagioli e la sola esclusione del pomodoro. In giro, esistono versioni che lo contemplano, noi mai messo. Idem per le melanzane, che non mettiamo mai nel minestrone, mentre abbondano i legumi, selezionati in base alla stagionalità. 
Altra premessa: noi non facciamo nessun soffritto preliminare. So che in molti lo fanno, noi no. Acqua, verdure, legumi, olio e tanto parmigiano. 
Eccovi una lista indicativa degli ingredienti

per 4 persone 
150 g di pasta secca (vermicelli rotti a pezzetti, spaghetti spezzati, maccheroncini rigati o lisci o riso o, appunto, lo scuccuzu)
1 hg di fagioli borlotti freschi 
un etto di cavolo cappuccio 
50 g di fagiolini
2 patate 
2 carote
2 porri 
2 zucchine 
1 costa di sedano
una cipolla 
uno spicchio d'aglio
un ciuffo di prezzemolo 
un pochino di maggiorana
qualche foglia di boraggine (in stagione)
una cucchiaiata di pesto senza pinoli
olio EVO
crosta di grana
una manciata di grana grattugiato 
sale grosso 



Si parte con l'acqua, grosso modo due litri per un kg e mezzo di verdure: come vi ho detto, il nostro minestrone è spesso, quindi è inutile usare grandi quantità d'acqua. Appena inizia a bollire, salate leggermente e buttate le verdure tutte assieme. Fatele cuocere a fiamma viva per una ventina di minuti, poi abbassate il fuoco, mettete il coperchio e lasciate sobbollire per due ore circa, rimestando ogni tanto, che maniman u s'attacca. A metà cottura, aggiustate di sale, aggiungete la crosta di parmigiano e l'olio. dopodichè, iniziate a schiacciare un po' di verdure, all'antica, senza minipimer o frullatori vari: tirate su col mestolo un po' di minestrone e, col dorso del cucchiaio, schiacciate le patate e i fagioli, in modo da farlo addensare ben bene. A cottura ultimata, cuocete la pasta: se usate lo scuccuzu, che ci mette almeno 15 minuti, per cuocere, preparatelo da parte: pentola d'acqua, a cui aggiungete due mestoli di minestrone (trucco della mamma): quando la pasta è cotta, scolatela col mestolo forato e aggiungetela al minestrone. Fate riprendere il bollore, spegnete e a freddo aggiungete almeno un cucchiaio di pesto.

Note mie: ho utilizzato la metà della quantità di acqua indicata da ale perché, come ho detto, non volevo usare la pasta. Ho quindi omesso la pasta ed anche la borragine perché non l'ho trovata. Non ho aggiunto neanche il pesto che ho servito come accompagnamento ai budini.
Per i budini salati (ricetta di Acquolina)

500 g di minestrone cotto,
100 ml di panna fresca,
2 uova,
30 g di parmigiano,
sale
 Frullare le verdure insieme alla panna (ne ho tenuta qualcuna da parte che ho semplicemente sciacciato un pochio, in modo da trovare dei pezzetti di minestrone all'interno dei budini), unire le uova, il parmigiano grattugiato, mescolare bene e regolare di sale. Versare negli stampi imburrati (io imburro anche quelli di silicone) e cuocere nel forno a bagno maria (versare due dita di acqua calda in una teglia e adagiarvi gli stampi con i budini)  per 30 minuti circa (dipende dagli stampi).

Per il pesto
50 foglie di basilico
2 spicchi d'aglio
1/2 bicchiere di olio extravergine d'oliva
6 cucchiai di parmigiano grattugiato
2 cucciaia di pecorino grattugiato

Si pesta tutto in mortaio o si usano attrezzature nuove come un frullatore elettrico, comunque trovate qui le indicazioni di Ale


500 g di farina
250 g di acqua (circa: la aggiungete poco a poco, fino a quando l'impasto diventa elastico. Deve comunque rimanere un po' umido, esattamente come la pasta da pane. Per lavorarlo, intanto, basterà mettere un po' di farina sulla spianatoia)
20 g di lievito fresco (anche qui: potete metterne di meno: in quel caso, allungherete i tempi di lievitazione, esattamente come per la pizza)
2 o 3 cucchiai di olio EVO ( potete anche ometterli- e fra poco capirete il perchè: io, comunque, preferisco aggiungerli)
sale
poi
olio EVO- almemno mezzo bicchiere
sale grosso
acqua



Fate sciogliere il lievito in poca acqua tiepida e, quando avrà iniziato a fare le bolle, aggiungete la farina. Iniziate ad impastare (io faccio tutto nell'impastatrice) , aggiungendo l'acqua a poco a poco e, in ultimo, l'olio e il sale. Fate lievitare almeno due ore, dopodichè ungete bene di olio una teglia e stendetevi l'impasto, dopo averlo abbattuto e lavorato sulla spianatoia per 5 o 6 minuti, a mezzo cm di spessore, ma anche meno: questo è importantissimo, perchè una delle caratteristiche della nostra focaccia è proprio quella di non essere alta, pur rimandendo morbida. Fate lievitare almeno un'altra ora, poi riprendete la teglia e, con la punta delle dita, fate tante fossette. Dopodichè, versate una piccola manciata di sale grosso sulla superficie della focaccia e, in ultimo, copritela d'acqua fredda. nfornate al massimo della temperatura del vostro forno. L'unica differenza nel risultato finale fra la focaccia di casa nostra e quella di mio nonno sta qui- e non possiamo farci niente. Comunque, il mio forno ha una modalità pizza a 260 gradi, che poi sono 240 effettivi e a questa temperatura servono circa 13- 15 minuti di cottura. Appena la focaccia comincia a scurire (grosso modo dopo una decina di minuti) la tirate fuori dal forno e la spennellate abbondantemente di olio. Lavorate velocissimamente (io appoggio la teglia direttamente sul portellone del forno) e rinfornate subito. Lasciate passare due minuti e ripetete l'operazione. Se la focaccia non brunisce troppo, fatelo una terza volta, fate un ultimo rapido passaggio in forno e sfornate definitivamente.
Servire i budini accompagnandoli con il pesto ed un pezzetto di focaccia.


Le possibilità sono due: o Alessanra e Daniela mi espellono definitivamente dall'MTchallenge per aver scritto e realizzato quella che per un genovese può essere considerata un'ersia; oppure mi dimostrano quanto mi vogliono bene e per l'ennesima volta mi perdonano :-)))

Anna Luisa

giovedì 2 febbraio 2012

Un prezioso bottino



Lo so che vi ho già ampiamente parlato del nostro week-end genovese, ma vi ho solo accennato al fatto che siamo passati per il mercato di Genova, anzi, per uno dei mercati di Genova e ci è piaciuto tantissimo. C'erano spezie e verdure di ogni genere, senza parlare dell'assortimento di frutta. Avremmo fatto volentieri incetta di ogni cosa presente sulle bancarelle, ma le restrizioni delle compagnie aeree ci hanno trattenuti. Questo non vuol dire che ci siamo totalmente astenuti dall'acquisto...anzi. Abbiamo trovato delle interessantissime bustine contenenti una polverina che, per ovvie ragioni, ho pensato bene di imbarcare nella stiva dell'aereo e di non portare con me nel bagaglio a mano, ricordandomi della perquisizione che ho dovuto subire all'aeroporto di Londra perché avevo acquistato dello zucchero muscovado che ingenuamente avevo pensato di portare nel bagaglio a mano. In ogni caso, prima che pensiate a male, vi dico subito che le bustine acquistate a Genova contenevano una polverina gialla ed erano rispettivamente, l'una polvere di limone e l'altra di arancia (volete mettere la comodità di avere sempre limoni ed arance a portata di mano...).



Avrei acquistato volentieri anche della carne, della mitica cima genovese già pronta da cuocere, delle fragole enormi che donavano un tocco di rosso a quasi tutte le bancarelle, ma, come ho detto non ho potuto acquistarli. Qualcosa però l'ho comprato, i topinambur,un tubero dalle nostre parti sconosciuto, del colore delle patate e con il sapore dei carciofi...insomma, un bel mix. Non avevamo mai provato i topinambur fino ad oggi, ma trovandoli sulla bancarella del mercato non ho potuto resistere alla curiosità di provarli ed alla domanda di Fabio su cosa ne avrei fatto, ho risposto che qualcosa mi sarebbe venuto in mente...ed ecco il qualcosa...



Sformatini di topinambur con salsa all'arancia

Ingredienti
500 g di topinambur
250 ml di latte
1 cipolla
olio
250 g di ricotta di bufala
2 albumi
2 cucchiai di pecorino grattugiato
olio
sale
pepe

Per la salsa all'arancia
25 g di burro
1 cucchiaio di farina
2 arance
1 cucchiaio di olio
sale

Armarsi di pazienza e pulire i topinambur con una spazzolina. Pelarli e tagliargli a pezzi grossi. Metterli in un tegame, coprirli con il latte e farli cuocere circa 30 minuti o finché diventino morbidi. Scolarli e tagliarli a pezzetti. Farli rosolare in una padella con 2-3 cucchiai di olio e la cipolla tritata. Lasciare che cuociano circa 15 minuti, aggiungendo un po' d'acqua se necessario. Salare e frullare il tutto.
Setacciare la ricotta e metterla in una terrina. A parte montare gli albumi a neve ed aggiungerli alla ricotta. Incorporare i topinambur ed il pecorino, quindi salare se necessario e pepare.
Mettere il composto negli stampini e cuocere in forno caldo a 180°C per circa 25-30 minuti, finché la superficie non risulti un po' dorata.
Fare raffreddare e sformare.
Preparare la salsa: mettere il burro in un tegame e farlo sciogliere. Aggiungere la farina setacciata e, sempre mescolando, il succo delle arance. Continuare a mescolare finché la salsa non bollirà e si sarà addensata. Aggiungere 1-2 cucchiai di olio e salare.
Disporre gli sformatini nel piatto da portata ed accompagnare con la salsa all'arancia.



Ho preparato questi sformatini sia in versione antipasto che finger-food. Nel primo caso la cottura, come indicato dalla ricetta, è di 25-30 minuti, mentre nel secondo caso saranno sufficienti 15-20 minuti.

Per questa ricetta ho utilizzato i topinambur bianchi, ma al mercato di Genova ho acquistato anche la qualità rossa. Cosa ne farò?...qualcosa mi verrà in mente...;-)

Con questa ricetta partecipo al contest "Vegetariamo" 


ed al contest "Topinambur...questo sconosciuto!"



Anna Luisa

mercoledì 1 giugno 2011

Ci davate per dispersi?



Vi abbiamo spaventato un pochino con il nostro ultimo post? Avete pensato veramente che fosse l'ultimo in senso definitivo e che eravamo rimasti avvelenati dai baccelli dei piselli?...era solo uno scherzo!!! :-DDD
In realtà siamo stati un po' assenti dal nostro blogghino solo perché mi sto impegnando a cercare di finire quanto prima il pdf del nostro contest "Cosa metto nel cestino?", e vi assicuro che fino a pochi giorni fa avete rischiato di ritrovarvelo come regalo sotto l'albero di Natale!
Comunque i "lavori" procedono e spero di annunciarvi al più presto che la nostra/vostra bellissima raccolta di ricette per i picnic è pronta.
Nel frattempo la settimana prossima tornano le (st)renne in versione estiva con...mica ve lo posso dire, altrimenti che sorpresa è? E poi già vi ho anticipato troppo. Vi consiglio solo di sintonizzarvi sui nostri blog dalla settimana prossima per tante ricettine golose ;-)
Nel frattempo continuo a cercare di disintossicarmi dalla montersinite (non è vero, non preoccupatevi, ormai è una patologia cronica senza cura! :-D) ed ho preparato una torta rustica di Knam sperando che sia utile ad impietosire quell'anima Pia in cui confido per le ultime fasi della creazione del pdf del contest (ogni riferimenti a fatti, persone, blog e Maria Pia sono puramente VOLUTI!!!! :-D)


Quiche di zucchine e asparagi con scaglie di Parmigiano ( da "Viva le torte!"di Ernest Knam)

Ingredienti:
Per la pasta brisée:
165 g di farina
70 g di burro
50 g di acqua
1 tuorlo
5 g di sale

Per la creme Royale
1/4 litro di panna
2 uova
sale e pepe

200 g di zucchine
200 g di asparagi verdi
100 g di Parmigiano reggiano a scaglie
50 g di cipolle di Tropea
2 g di zafferano in polvere
olio extravergine
sale e pepe

Preparare la pasta brisée. Setacciare la farina con il sale, formando una fontana sulla spianatoia, mettere nel centro il tuorlo e il burro tagliato a pezzetti. Impastare con la punta delle dita unendo l'acqua e, appena gli ingredienti saranno incorporati in modo uniforme, formare una palla. Avvolgere con pellicola alimentare e lasciare riposare in frigorifero per almeno 2 ore.
Preparare il ripieno. Scaldare l'olio extravergine e rosolare la cipolla tagliata finemente. Pulire le zucchine, tagliarle a dadini e cuocerle con la cipolla.
Pulire e lavare gli asparagi eliminando le parti più dure. Sbianchire le punte in acqua bollente salata e e metterle da parte. Tagliare i gambi a rondelle, unirle alle zucchine e terminare la cottura (5 minuti).
Preparare la crema Royale: in un contenitore versare la panna liquida fredda di frigorifero ed aggiungere, una per volta, le uova sbattendo con la frusta fino ad ottenere una crema omogenea. Regolare di sale e pepe.
Assemblare la torta. Dopo aver foderato lo stampo imburrato con la pasta brisée tirata a 2 mm di spessore, riempirlo con le verdure saltate. Mescolare la crema Royale con lo zafferano, versare sulle verdure e cuocere l torta nel forno preriscaldato a 210°C per circa 30-35 minuti. Controllare la cottura: la torta sarà pronta quando la lama di un coltello infilata nel punto centrale ne uscirà pulita.
Una volta raffreddata decorare la quiche con le punte di asparagi preparate, scaglie di Parmigiano reggiano e spruzzare, a piacere, con qualche goccia di aceto balsamico.


Che dite, può andare bene una quiche così per corrompere un'amica? ;-)

Anna Luisa

martedì 24 maggio 2011

Il bicchiere è mezzo pieno o mezzo vuoto?




Nella vita di tutti i giorni si incontrano e si conoscono tantissime persone. Ognuna di loro ha un modo differente di vedere la vita e ciò che succede giorno dopo giorno. A volte ci capita di vedere persone  incantate a guardare il mare e la sua bellezza, o i bambini felici perchè la mamma ha comprato loro un palloncino, o persone positivamente sorprese per un regalo inaspettato magari. Altre volte invece si incontrano persone che si lamentano per un nulla, non vedono mai la parte buona o bella che sia delle cose che hanno o che capitano loro, si lamentano se c'è il sole perché fa caldo e si lamentano se piove perché si bagnano, insomma, trovano sempre qualcosa che non va bene loro. Per mia fortuna io faccio parte del primo gruppo e riesco ancora ad apprezzare le cose belle che la vita ci regala. Una di queste è sicuramente il piacere delle buona tavola, o meglio ancora la gioia di cucinare. Se poi è Primavera e fuori c'è un sole splendente, viene spontaneo preparare degli antipastini allegri come questi bicchierini e, rimanga tra noi, anche buoni ;-)


Caviale di zucchine e crema di Parmigiano ( da"Deleizie la bicchiere"di Josè Maréchal)

Ingredienti per 4-6 bicchierini
Caviale di zucchine
2 belle zucchine
1/2 cipolla
1 spicchio d'aglio
1 rametto di rosmarino
2 prese di cumino in polvere
1/2 cucchiaino di zucchero
1 cucchiaio di olio extravergine di oliva

Crema di formaggio
20 cl di panna
100 di parmigiano
 pepe macinato fresco

Note mie: fiori di zucca per decorare

Per il caviale di zucchine: cuocete per 2 minuti, al vapore o in acqua bollente salata, le zucchine tagliate a rondelle e raffreddatele sotto l'acqua fredda.
Poi schiacciatele con la forchetta. Aggiungete, mescolando, il sale e il pepe, il cumino, lo zucchero, il rametto di rosmarino, l'aglio schiacciato e l'olio d'oliva. Rimette nella casseruola e terminate la cotura a fuoco basso per 2-3 minuti e lasciate che i profumi si diffondano.
Mescolate bene in modo da ottenere un composto omogeneo, eliminate il rosmarino e lasciate raffreddare in luogo fresco.
Per la crema di pamigiano: tagliate il parmigiano a pezzetti e metteteli in una piccola casseruola con la panna fresca. Scaldate dolcemente, mescolando di continuo per fare sciogliere il formaggio e fare ridurre la crema senza che si attacchi. Togliete dal fuoco e lasciate raffreddare
Montate i bicchieri: riempite i bicchieri con il caviale fino a 2/3. Al momento di servire, scaldate leggermente la crema di parmigiano e versatela nei bicchieri con molta cura.
Terminate con un pezzetto di parmigiano e una manciata di pepe.

Note mie: ho sostituito la decorazione al parmigiano con un fiore di zucca.



Spero di avervi messo un po' di allegria con questi bicchieri. Purtroppo per me ora è l'unico momento che li vedo mezzi vuoti, anzi, vuoti del tutto...:-((( Mi sa che li ripreparerò prestissimo ;-)

Anna Luisa

martedì 10 maggio 2011

Una frittatina...selvatica




Si sa, la primavera è periodo di asparagi e di questo buonissimo ortaggio ne esistono tante varietà, dai bianchi ai selvatici, passando per i classici asparagi verdi più comunemente reperibili sul mercato. Avendo però noi un amico che ama andare per i boschi, abbiamo anche la possibilità di cucinare ed assaporare la qualità più selvatica, dotata di una nota amara che li rende particolari, ma allo stesso tempo molto gustosi. Questa volta li abbiamo provati in una ricetta che definire "classica" sarebbe limitativa: una frittatina di asparagi. Abbiamo però colto l'occasione per testare le nostre nuove padelle Bialetti Aethernum con il fondo in ceramica omaggiateci dalla Bonduelle, che oltre a essere assolutamente antiaderenti, raggiungono subito alte temperature e non trattengono gli odori. Non amo cucinare con molto olio, per cui anche la necessità di quantità limitate di grasso, rendono ancora più apprezzabili queste padelle.
Ma torniamo alla nostra ricettina, che si presta bene sia per un picnic (ormai il nostro contest mi è entrato in testa e sogno le vostre ricette anche la notte!), ma anche per un pasto light, magari tagliata a striscioline ed accompagnata da una fresca insalata, oppure anche come antipasto da servire in versione mignon su bruschette di pane, in ogni caso la vogliate provare, resta sempre un piatto buonissimo ;-)




Frittatina di asparagi selvatici
Un mazzetto di asparagi selvatici
4 uova
una grattugiata di parmigiano reggiano
sale q.b.
olio

In una ciotola sbattere le uova con il sale ed il parmigiano. Nel frattempo lavare bene gli asparagi eliminando le parte più coriacee e tagliare la parte restante a pezzetti. Riscaldare un cucchiaio di olio nella padella, fare saltare gli asparagi per 3-4 minuti, aggiungere le uova sbattute e fare cuocere prima da un lato e poi dall'altro la frittatina.



Alle volte le ricette più semplici sono anche le più gustose, soprattutto quando si hanno ingredienti genuini.

Anna Luisa

lunedì 28 febbraio 2011

Effetto yo-yo



Se avete già iniziato a pensare alla dieta che un fantomatico domani inizieremo, ai rimorsi di coscienza per i pranzi luculliani del week-end, all'idea che tra poco è primavera e poi viene l'estate con la prova costume (vi siete mai chiesti perchè io prediliga i Paesi nordici? :-D), ma prima bisogna passare per Carnevale con i suoi fritti e le lasagne e Pasqua con le uova di cioccolato e non solo, insomma, se state pensando che oggi vi proporrò una ricetta per un pranzo light che vi faccia perdere peso definitivamente, evitando l'effetto yo-yo...beh, vi sbagliate di grosso! :-D
Ormai ho fatto il grave errore non solo di acquistare, ma anche di sfogliare ed iniziare a preparare le prelibatezze del libro di "Pasticceria salata" di Luca Montersino (se lo avete dimenticato, potete dare un'occhiata qui e qui). Purtroppo le ricette di Montersino non vanno molto d'accordo con le diete ed in particolare credo che la ricetta che vi proporrò oggi è l'antitesi del termine "dietetico", ma sono anche tutte sinonimo di bontà assoluta. Così ho pensato di preparare questi yo-yo e di condividerne la ricetta con voi.




Yo-yo alle arachidi (da "piccola pasticceria salata" di Luca Montersino)

Ingredienti per 120 persone
Per la dacquoise alle arachidi
400 g di albumi
140 g di maltitolo
140 g di inulina
400 g di arachidi salate
100 g di farina 180 W
6 g di sale

Per la granella
400 g di arachidi salate

Per la chantilly alle arachidi
300 g di panna montata
80 g di arachidi salate
4 g di gelatina in fogli
400 g di "crema pasticcera" salata preparata con
   200 g di latte intero fresco
   50 g di panna
   9 g di amido di mais
   9 g di amido di riso
   50 g di Parmigiano Reggiano
   1,5 g di sale
   noce moscata
   60 g di tuorli (3 tuorli)
   20g di burro

Per la dacquoise, raffinate le arachidi salate con la farina ed il sale; in una planetaria con la frusta montate l'albume con il maltitolo e l'inulina. Versate le polveri a mano e poco per volta sugli albumi montati mescolando dal basso verso l'alto.  Modellate su carta da forno e cospargete di granella di arachidi. Infornate a 180°C con valvola chiusa. A fine cottura (note mie: circa 20 minuti) abbattete immediatamente in positivo la temperatura.
Preparate la "crema pasticcera" salata (è una salsa al formaggio, non ha niente a che vedere con una crema pasticcera, ne vuole solo riprendere l'aspetto). Portate a bollore il latte; nel frattempo miscelate gli amidi con il Parmigiano grattugiato, il sale e la noce moscata ed uniteli alla panna fredda; non appena il latte bolle, versatevi il composto di amidi e mescolate con una frusta sul fuoco per qualche minuto. Una volta densa, versate sulla crema i tuorli e rimestate energicamente con la frusta ancora qualche minuto. Togliete dal fuoco ed unite il burro. Abbattete immediatamente la temperatura in positivo, quindi lisciate in planetaria.
Per la chantilly alle arachidi, prelevate una parte di crema pasticcera salata, unite la colla di pesce precedentemente ammorbidita in acqua fredda e strizzata e fate scaldare nel forno a microonde fino a farla sciogliere. Unite la crema fredda rimanente e la pasta di arachidi, alleggerite con la panna montata.
Per la finitura, accoppiate a due a due i biscottini dacquoise unendoli con la crema chantilly alle arachidi.

Note mie: ho sostituito il maltitolo con lo zucchero comune, dimezzandone la quantità ed ho del tutto omesso l'inulina.
Invece di formare dei cerchi di dacquoise sulla carta forno, l'ho stesa e poi coppata da cotta con un coppapasta quando era ancora calda, ma staccando i cerchi solo una volta fredda.




Sono felice di condividere con  voi queste ricette, ma non è che vorreste condividere anche i chili che ho messo mangiando queste leccornie? :-D

Anna Luisa

martedì 8 febbraio 2011

E' periodo di castagnole...ma....



Ebbene si, siamo tornate!!! ^_^ Dovete sapere che questa iniziativa fantastica di collaborazione e condivisione tra blog, dà dipendenza! Tutto è iniziato con le (st)renne di Natale, per continuare con gli Avanzi delle (st)renne ed ora? Ora siamo nel periodo carnascialesco e proporvi degli "scherzi culinari" per dire così, ci sembra un 'idea carina, per cui è nato " ...niente è come sembra". Speriamo non solo che la nostra ennesima iniziativa vi piaccia e vi diverta, ma ci auguriamo che altri blog creino dei gruppi simili perché, vi assicuro, è troppo divertente!!! A tal proposito, ci ha fatto un enorme piacere sapere che alcuni/e bloggers avrebbero piacere di unirsi a noi. Purtroppo non sappiamo ancora come organizzare bene la cosa, ma se vi va di partecipare a questo contagioso blog-network, scriveteci!!!
La ricetta di oggi è un classico della tradizione di Carnevale...ma in versione salata ;-) L'autore? Ma Montersino, il grande maestro pasticciere che ha scritto anche un libro di Pasticceria salata che io, dopo lunga ricerca ho trovato in una libreria di Bologna, dopo che la povera commessa è impazzita perché non lo trovava neanche lei e quando stavamo per andare via, ci ha inseguiti dicendo "L'ho trovato...in esposizione!"
Inauguro questo libro con le sue Castagnole fritte.




Castagnole fritte (da "piccola pasticceria salata"di Luca Montersino)
Ingredienti per  120 castagnole:
400 g di acqua
60 g di burro
40 g di maltitolo
280 g di farina 180W
440 g di uova (7-8 uova)
140 g di farina 180W
1 g di bicarbonato di ammonio
10g di peperoni
100 g di mais
100 g di piselli fini
100 g di carote
100 g di mozzarella
100 g do Parmigiano Reggiano
q.b. sale e pepe
1 g di peperoncino rosso

Ingredienti per la "crema pasticcera" salata:
500 g di latte intero fresco
125 g di panna
22 g di amido di mais
22 g di amido di riso
125 g di Parmigiano Reggiano
3,5 g di sale
noce moscata
150 g di tuorli (4 tuorli)
50 g di burro



Preparare la "crema pasticcera" salata (è una salsa al formaggio, non ha niente a che vedere con una crema pasticcera, ne vuole solo riprendere l'aspetto). Portare a bollore il latte; nel frattempo miscelate gli amidi con il Parmigiano grattugiato, il sale e la noce moscata ed uniteli alla panna fredda; non appena il latte bolle, versatevi il composto di amidi e mescolate con una frusta sul fuoco per qualche minuto. Una volta densa, versate sulla crema i tuorli e rimestate energicamente con la frusta ancora qualche minuto. Togliete dal fuoco ed unite il burro. Abbattete immediatamente la temperatura in positivo, quindi lisciate in planetaria.
Per le castagnole: portate a bollore l'acqua con il burro ed il maltitolo, versatevi la farina e fate cuocere fino a che il composto non si stacca dalle pareti. Trasferite tutto nella planetaria e aggiungetevi le uova poco per volta e poi la farina miscelata con il bicarbonato di ammonio. Unite le verdure tagliate a dadini e la mozzarella e condite con il Parmigiano Reggano grattugiato ed il peperoncino.
Con l'aiuto di un sac à poche con una bocchetta  liscia abbastanza grande per fare passare i dadini di verdura, adagiate piccole porzioni nell'olio a 150°C e fate cuocere fino a renderle dorate. Scolate le castagnole su carta assorbente, spolverizzatele di sale e peperoncino, quindi farcitele con la crema pasticcera salata.

Note mie: ho sostituito il maltitolo con il doppio di peso di zucchero.
Ho sostituito la mozzarella con lo svizzero per evitare che si inumidisse troppo l'impasto.
Per avere la forma tonda, invece della sac à poche, ho messo l'impasto a cucchiaiate in un piatto con della farina ed ho formato delle palline che ho poi fritto.



Il calendario delle (st)renne...osp...degli Avanzi....ops, di Niente è come sembra, è quello ormai consolidato: Il lunedì posteranno Ale e Dany di Menuturistico, il martedì noi, il mercoledì Stefania di Cardamomo &Co., il giovedì Ely/Fla di Cuocicucidici ed il venerdì Mapi di  La applepiedimarypie.

Anna Luisa

venerdì 10 dicembre 2010

Ucci, ucci, sento odor di tartufucci...



Vi ho già detto che la mia famiglia è molto numerosa (ricordate i miei 30 cugini di primo grado? ^_^), mentre la famiglia di Fabio è abbastanza ristretta. Immaginate che al nostro matrimonio su più di cento invitati, i parenti di Fabio occuparono solo due tavoli. Seppure la sua famiglia in senso lato è abbastanza piccola, la sua famiglia in senso più stretto è abbastanza grande. Infatti Fabio ha un fratello più grande, uno uguale ed uno più piccolo, come dice lui, infatti quello uguale è il suo gemello ;-) Al giorno d'oggi avere tre fratelli è divenuto una rarità ed a me piace molto, considerando che amo le famiglie numerose. Purtroppo però due dei tre fratelli abitano a Terni, quindi non proprio dietro l'angolo per noi, ma appena possiamo li andiamo a trovare volentieri e cogliamo l'occasione per scoprire nuovi angoli nascosti della bella Umbria...ovviamente senza trascurarne il lato enogastronomico... ;-)



L'ultima volta che ci siamo stati, circa un mese fa, in occasione della nascita del secondo nipotino, Dario, figlio del gemello di Fabio e di Antonella, abbiamo saputo che si stava svolgendo una sagra molto interessante a Valtopina: la sagra del tartufo. E non sia mai detto che due golosacci come noi si possano perdere un'occasione simile! :-D
Con noi è venuto anche l'altro nostro nipotino, Paolo, che dall'altezza della sua veneranda età, ben nove anni, ha decretato che il tartufo nero gli piace, ma preferisce nettamente quello bianco...quando si dice che il bambino promette bene ;-)



Uovo al tartufo in cocotte (chef M. Lombardo)

Ingredienti:
4 uova
2 tartufo bianco
250 ml di panna
2 cucchiai di parmigiano grattugiato
sale e pepe



Separare gli albumi dai tuorli delle uova. Montare leggermente gli albumi ed aggiungervi il parmigiano, il sale ed il pepe e per ultima la panna. Mettere un tuorlo d'uovo in ogni cocotte e versarvi sopra la crema fatta con l'albume. Infornare a 190°C per 10 minuti circa. Affettare il tartufo sulle cocotte ancora calde e servire.

Anna Luisa

lunedì 15 novembre 2010

Mamma, mi si è ristretto il tortello...



La seconda parte del corso a Bologna alla "Vecchia scuola bolognese", ha portato i suoi frutti. Non solo per quanto riguarda la sfoglia, ma anche per il ripieno. Infatti, trovandomi a Bologna, ho colto l'occasione per andare a trovare la zia Paola e lì ho incontrato anche la zia Laura (non vi spaventate, ho solamente 13 zii tra i materni ed i paterni). Dicevo, le mie zie, mi hanno regalato due belle zucche di quelle un po' dolci, con la polpa compatta...insomma adattissime per fare i tortelli di zucca. A casa mia, non piacendo a nessuno dei miei genitori, non venivano preparati, ma li ho provati una volta a casa dello zio Felice (eccone un altro dei 13;-)) preparati dalla zia Silvia...(rientra nei 13 quale consorte, ma le voglio bene come ad una zia diretta) ed è stato subito amore. Così, tornata da Bologna con questo ricco bottino, oltre ad un attestato di sfoglina, non potevo esimermi dal prepararli...con quale ricetta? Ma con quella della Spisni ovviamente ;-)...ma con un condimento un po' diverso dal solito...



Tortelli di zucca con ristretto al Lambrusco

Ingredienti per 6 persone
Per la sfoglia:
4 uova
400 g di farina

Per il ripieno dei tortelli:
1 kg di zucca
50 g di amaretti
100 g di parmigiano grattugiato
1 tuorlo
sale e pepe
noce moscata

Per il ristretto:
200 ml di Lambrusco
1 scalogno
2 cucchiaini di zucchero
50 g di burro

Preparare la sfoglia:
mettere sul tavolo la farina a fontana e rompervi al centro le uova. Impastare inizialmente con la forchetta e successivamente a a mano, fino ad ottenere un impasto liscio ed omogeneo. Lasciare riposare l'impasto per almeno 30 minuti.
Preparare il ripieno dei tortelli:
tagliare la zucca a pezzi, avvolgerli nell'alluminio e cuocere in fono a 180 °C per circa un'ora. Con un cucchiaio raccogliere la polpa della zucca in una ciotola ed aggiungervi gli amaretti sbriciolati, il parmigiano , il tuorlo, la noce moscata, il sale ed il pepe. Riporre il ripieno in frigo fino al momento di utilizzarlo.
Tirare la sfoglia, tagliarla in quadrati di 4 cm di lato. Disporre con una sac-à-poche il ripieno di zucca al centro di ogni quadrato e chiuderli dando loro la forma dei tortelli.
Preparare il ristretto al Lambrusco. Mettere in un pentolino il Lambrusco, lo scalogno tagliato a fette e lo zucchero e fare cuocere fino ad ottenere una salsa densa.
Cuocere i tortelli in acqua bollente salata, scolarli e saltarli in padella con il burro. Impiattarli e condirli con il ristretto al Lambrusco.


P.S.
Da oggi c'è una sorpresa in più per voi in vista delle prossime vacanze natalizie: "Le (st)renne di Babbo Natale". Noi e altre amiche blogger posteremo a turno, ogni giorno, dal lunedì al venerdì una ricetta, un'idea regalo, una decorazione e tante altre cose belle.Quindi non perdetevi i prossimi lunedì con Ale e Dani, i martedì con noi di Assaggidiviaggio, i mercoledì con Stefania, i giovedì su cuocicucidici di Flavia e i venerdì con Maria Pia.
Trovate tutto sotto al banner "Le (st)renne di Natale" in alto a destra.




Anna Luisa

lunedì 25 ottobre 2010

Perché Margherita è un fiore...



Così iniziava una vecchia canzone di Cocciante, ed in effetti dicendo "margherita" viene in mente subito il fiore...almeno che non siate dei golosacci e pensate alla pizza, la classica pomodoro e mozzarella con una paio di foglie di basilico, ideata in onore della regina Margherita. E si, perché "Margherita" è anche un nome. Precisamente è il nome di una mia cugina, la numero trenta per l'esattezza, la quale è anche la dolce bimba a cui 16 anni fa ho fatto da madrina al suo Battesimo. Dovete sapere che Margherita, sta sbocciando proprio come un fiore, è bella, intelligente, suona il violino e fa danza, oltre ad essere dolcissima. Purtroppo non abita vicinissima a me, per cui sono rare le occasioni che abbiamo per vederci, ma nonostante ciò, ci vogliamo un gran bene. Ormai avrete capito che quando cucino penso alle persone che amo e preparo per loro i piatti che più credo possano piacere loro. Purtroppo non ho potuto ancora cucinare nulla alla mia cuginetta, ma questo piatto l'ho realizzato pensando a lei e sperando di farle cosa gradita, anche se non lo ha potuto assaggiare.



Margherita ai peperoni

Ingredienti per 2 persone
2 margherite di pasta della "fabbrica della pasta di Gragnano"
1/2 peperone giallo
1/2 peperone verde
100 g di ricotta
50 g di parmigiano grattugiato
1 cipolla
olio
sale e pepe

Fare soffriggere 1/2 cipolla in 2 cucchiai di olio, dopo averla affettata sottilmente. Aggiungere il peperone giallo pulito e tagliato a pezzetti. Salare, pepare e portare a cottura coperto, aggiungendo un paio di cucchiai di acqua se necessario. Ripetere la stessa operazione con il peperone verde. Fare raffreddare i peperoni e con il frullatore ad immersione, frullare prima l'uno e poi l'altro e mescolare ciascun peperone con 1 cucchiaio di ricotta ed il parmigiano grattugiato.
Cuocere la pasta in acqua bollente per 8 minuti, quindi scolarla, passarla subito in una ciotola di acqua fredda e metterla ad asciugare su un canovaccio.
Disporre un fiore di pasta in ciascun piatto. Riempire una sac a poche di ricotta mescolata con il parmigiano e sbattuta un po', in modo da farla diventare una crema liscia, e farcire i petali della nostra "margherita". Quindi riempire, sempre utilizzando la sac a poche, il centro del fiore con il ripieno di peperone giallo. Infine disegnare lo stelo del fiore con la crema di peperone verde.




Certo Margherita non lo ha potuto assaggiare, ma chi non gradirebbe un omaggio floreale?
Maggie ti voglio un gran bene!
Anna Luisa

venerdì 22 ottobre 2010

Brrrrrrr che freddo!



Sono in arrivo i primi freddi ed un piatto caldo quando si torna a casa da una giornata di lavoro è proprio l'ideale, soprattutto se consumato davanti al camino, tra le braccia del signor Rossi...no, non temete, non ho tradito Fabio. Dovete sapere che a casa nostra abbiamo due ospiti fissi che sono i signori Rossi. Devo dire che sono entrambi molto calorosi ed avvolgenti, oltre ad essere confortevoli...e si, perché i signori Rossi sono i divani! Il nome gli viene evidentemente dal loro colore e vi assicuro che quando fuori fa freddo, accoccolarsi sul divano, come dicevo, davanti al camino con la fiamma scoppiettante, magari godendosi un bel film, è una vera gioia. A questo bel quadretto mancava solo un piatto caldo, una bella zuppa, anzi no, una crema. Ho fatto mente locale su quali fossero le verdure di stagione e mi sono ricordata che in frigo avevo un finocchio che non aspettava altro se non essere consumato. Così ho preparato questa crema di patate e finocchi, che data la presenza del salmone potrebbe prestarsi bene anche per una cena con ospiti.



Crema di patate, finocchio e cipolle con salmone e scalogni (da La grande cucina)

Ingredienti:
800 g di patate
1 finocchio
2 cipolle bianche
2 dl di latte
100 g di yogurt bianco
4 fette di salmone affumicato
4 scalogni
1 cucchiaino di zucchero
1 rametto di aneto
30 g di burro
sale
pepe

Mondate gli scalogni e affettateli sottilmente. Fateli appassire in un tegame antiaderente, in cui avrete sciolto 20 g di burro, per 5-6 minuti a fiamma media; aggiungete lo zucchero, fate caramellare e tenete in caldo. Lavate e pelate le patate; riducetele a tocchetti di dimensioni regolari e cuocetele a vapore per 25 minuti.
Nel frattempo mondate il finocchio e sbucciate le cipolle; tagliate entrambi gli ingredienti a pezzetti e poneteli in una casseruola con 10 g di burro, un mestolo di acqua bollente ed una presa di sale. Lasciate stufare per 20 minuti a fiamma bassa e recipiente coperto.
Frullate nel mixer le cipolle con il finocchio, il latte, lo yogurt, un pizzico di sale e una manciata di pepe, in modo da ottenere una crema omogenea. Passate le patate allo schiacciapatate, raccogliendo la purea in una ciotola; unite il composto frullato versandolo a filo e mescolando continuamente con una frusta.
Suddividete la crema così ottenuta nei piatti individuali ed adagiate sopra ciascuno una fetta di salmone affumicato ed un'abbondante cucchiaiata di scalogni caramellati; cospargete con l'aneto tritato, decorate con un ciuffetto di aneto intero e servite.



E dopo questa bella crema due coccoline non potevano mancare ^_^

Anna Luisa

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mercoledì 20 ottobre 2010

Dolcetto o scherzetto?



Halloween si avvicina ormai ed è ora di preparare qualcosa di buono o di organizzare qualche scherzetto :-D
La "cuoca" che è in me suggeriva il dolcetto, ma dato che sono anche una burlona, mi andava di fare anche uno scherzetto. Mentre cercavo qualche ricetta che facesse al caso mio, mi sono imbattuta in questa pubblicata nella raccolta "I grandi libri degli ingredienti". Leggendola ho immaginato subito le facce che avrebbero fatto gli assaggiatori scoprendo gli ingredienti, o per meglio dire l'ingrediente principale di queste buonissime tartellette.
Ho incuriosito un po' anche voi? Mi piacerebbe vedere anche le vostre di facce provandole, ma dato che non è possibile assaggiare in questo mondo virtuale, vi rivelo subito che l'ingrediente misterioso è....rullo di tamburi........la MELANZANA!!!
Qualcuno starà dicendo "la melanzana in un dolce?", qualche altro dirà che ha già sentito parlare di melanzane al cioccolato, ma in entrambi i casi vi assicuro che queste tartellette con una mousse di melanzane sono BUONISSIME!!! :-P
Prima che vi domandiate, vedendo le foto, come ho fatto i gusci di pasta frolla, vi rivelo che ho usato il metodo più semplice: comprarli al supermercato ;-)




Barchette con mousse di melanzane e cioccolato bianco

Ingredienti:
1 confezione di barchette di pasta frolla
1 melanzana grande
120 g di cioccolato bianco
150 ml di panna fresca
50 g di nocciole pelate
50 g di burro
1 cucchiaio di zucchero a velo

Sciogliete il burro in una casseruola e rosolatevi la melanzana tagliata a cubetti, spolverizzandola poi con lo zucchero a velo.
Cuocete con coperchio a fiamma dolce per circa 15 minuti fino a renderla leggermente caramellata e morbida. Frullate al mixer e fate raffreddare.
Fondete il cioccolato a bagnomaria e tritate le nocciole, dopo averle tostate in forno caldo per 10 minuti. Montate la panna ben ferma e unitela al cioccolato, incorporate la purea di melanzana e le nocciole. Coprite con la pellicola e fate riposare in frigorifero per 1 ora.
Farcite le barchette di pasta frolla con la mousse di melanzane e servite.

Il libro da cui ho tratto questa ricetta la propone tra gli antipasti, ma vi assicuro che sono dei dolcini a tutti gli effetti.



Dimenticavo. Volete sapere la reazione degli assaggiatori quando tra supposizioni varie tipo "ci sono le pere?" "ci sono le banane", ho detto loro che c'erano le melanzane nella mousse? Sono rimasti positivamente stupiti, ma certo non a bocca aperta...anche perché era piena :-D

Anna Luisa

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martedì 14 settembre 2010

Ricominciamo...dall'antipasto!

Dite la verità: avevate pensato che Fabio mi avesse lasciata in Islanda? :-D
Ebbene, no...anche se forse un pensierino ce lo ha fatto ;-)
Mi sono semplicemente presa una piccola vacanza extra dai fornelli...o per meglio dire, sono stata assalita dal lavoro arretrato e soprattutto dalle pulizie di casa, per cui non ho avuto proprio il tempo per spadellare e, come ha detto Fabio, in due settimane l'unica cosa che ho preparato è stato il caffè!
Ora però che ho ritrovato il bandolo della matassa, eccomi qui, più attiva che mai ;-)
Dato che però il racconto di Fabio sul nostro viaggio in Islanda non è ancora terminato, ho pensato che oltre a vedere le meraviglie che abbiamo potuto ammirare sull'isola, avreste gradito anche assaporare qualche piatto tipico. Devo però fare una premessa: ammetto che prima di partire ho annunciato a tutti che sarei tornata sicuramente dimagrita perché certamente non mi potevo aspettare dei manicaretti in un Paese dove il piatto nazionale è lo squalo putrefatto! Ed invece...mi sono ritrovata in una nazione dove non solo sanno cucinare benissimo, ma hanno anche una cura nelle presentazioni, degne dei ristoranti di alto livello. Così a metà viaggio ho comprato un libro di ricette islandesi, dopo qualche giorno ne ho comprato un secondo e solo perché frenata da Fabio, ho desistito dall'acquisto di un terzo!
Sicuramente ho abbastanza materiale da potervi proporre un pranzo islandese e come ogni pranzo che si rispetti sull'isola, si parte dall'antipasto.
In tutti i ristoranti tra gli antipasti non poteva mancare la zuppa del giorno o comunque una zuppa, sempre accompagnata da uno degli ottimi pani islandesi, per cui oggi vi propongo la zuppa di funghi con il pane di segale.



Zuppa di funghi

Ingredienti:
200 g di porcini
1 cipolla
50 g di burro
1L e 1/2 di brodo
100 g di panna da cucina
sale e pepe

Pulire con delicatezza i funghi, rimuovendo ogni residuo di terra. Tagliarne una metà grossolanamente e l'altra metà molto finemente ed aggiungerla alla cipolla, anch'essa tagliata fine.
Mettere la metà del burro in una pentola e farlo sciogliere a fuoco medio. Aggiungervi i funghi tagliati a pezzi più grossi. Fare cuocere per 2-3 minuti, quindi toglierli dalla pentola e metterli da parte. Mettere il restante burro nella pentola, con i funghi e la cipolla tagliati fine e farli cuocere 2-3 minuti. Aggiungere il brodo e cuocere 5 minuti. Aggiungere i funghi messi da parte e cuocere altri 2-3 minuti. Aggiungere la panna solo poco prima di servire e del sale se è necessario. Servire la zuppa accompagnata da fettine di pane abbrustolito.




Pane di segale

Ingredienti:
500 g di farina Manitoba
250 g di farina di segale
600 ml di latte
2 cucchiaini di zucchero
4 cucchiaini di lievito (baking powder)
2 cucchiaini di sale

Mescolare gli ingredienti secchi in una ciotola, aggiungervi quindi il latte poco alla volta e mescolare prima con un cucchiaio e poi con le mani. Impastare bene, quindi disporre l'impasto in uno stampo da plumcake precedentemente infarinato e cuocere in forno preriscaldato a 180°C per 1 ora e 1/2.


Questa ricetta la dedico ad Alessio, il nostro compagno di viaggio vegetariano, che a causa dei menù che non lo favorivano, credo abbia provato le zuppe di tutti i ristoranti in cui abbiamo cenato.

Anna Luisa

mercoledì 21 luglio 2010

Cheeeeese...cake!



Non è molto tempo che Fabio si è appassionato alla fotografia. Certo, durante i nostri viaggi era sempre lui che scattava foto, mentre io ero deputata alla ripresa amatoriale...molto amatoriale, con movimenti decisamente non lenti, o come diceva Fabio, da mal di mare! Durante gli ultimi viaggi ho smesso di fare riprese e preferisco godermi lo spettacolo dal vivo, conscia che Fabio immortalerà le immagini più belle nelle sue foto scattate ai paesaggi, ai monumenti, alla flora ed alla fauna locale, ma soprattutto ai piatti. Ricordo quando all'inizio insistevo, per non dire che lo assillavo, affinché imparasse a fare delle belle foto ai miei piatti. Fortunatamente  non ha dovuto studiare molto, gli è venuto bene fin dall'inizio ed ora si diverte sempre di più. Diciamo che la fotografia gli ha un po' preso la mano però, tanto da condurlo ad un crescendo del numero di foto scattate durante i nostri viaggi, o gite fuori porta, soprattutto. Sarà, come dice Alessandra, forse proprio grazie al continuo movimento dell'indice per scattare le foto, che durante il nostro viaggio in Spagna, Fabio sia stato l'unico a tornare a casa dimagrito, mentre per noi altri la bilancia è stata inclemente...In effetti può essere, considerando il ragguardevole numero che ne scatta, ma una cosa è certa, fare foto gli piace e ne fa sempre di più...forse ho creato un mostro...:-DD




Cheesecake al pesto (da Sale&pepe)

Ingredienti
200 g pomodori cuore di bue o costoluti
100 g fette biscottate
80 g burro
250 g ricotta
8 g gelatina in fogli
30 g foglie di basilico
100 g panna fresca
20 g pinoli
1 spicchio di aglio sbucciato
20 g grana grattato
origano
3 cucchiai di olio evo
sale e pepe



Ammollate la gelatina in acqua fredda, tritare le foglie di basilico con aglio pinoli, mescolare e aggiungere il grana e 2 cucchiai di olio, sale e pepe.
Passare le fette al mixer riducendole in polvere, unire il burro, lavorare bene il composto e distribuirlo sul fondo di uno stampo a cerniera di 18 cm di diametro, foderato con carta forno e mettete in frigo.
Mescolare la ricotta con il pesto, scaldare 2 cucchiai di panna in un padellino e aggiungere la gelatina strizzata, fatela sciogliere e incorporatela alla ricotta. Montare la panna rimasta e unitela delicatamente al composto di ricotta e pesto, versate il tutto sopra la base di fette biscottate e mettete in frigo per due ore. Tagliate i pomodori a fettine sottilissime e disponetele sul cheesecake, condire con olio, sale pepe e origano e decorate con foglie di basilico.



Note mie: ho utilizzato due bicchierini di pesto preparato da me e congelato, ovviamente dopo averlo fatto scongelare....è venuta benissimo con un notevole risparmio di tempo.

Anna Luisa