venerdì 2 aprile 2010

Arista di maiale alla grappa...buona Pasqua!



Lo so, lo so, mi direte che a Pasqua si mangia il capretto o l' agnello ed allora perché preparare un'arista? Personalmente mi piacciono tutti e tre (ma ormai avrete capito che è moooolto difficile trovare qualcosa che non mi piaccia (!)), ma ci sono molte persone che non amano i secondi piatti tipici della tradizione pasquale ed ecco per loro una valida alternativa. Questa arista oltre ad essere bella  è anche molto gustosa e con la sua crosticina agrodolce ricorda un po' i sapori orientali, ed allora perché non dare una nota esotica alla nostra Pasqua?




Arista di maiale alla grappa

Ingredienti per 6 persone
1,2 kg di arista di maiale
1 spicchio d'aglio
1 cipolla
un mazzetto aromatico (timo, mirto, rosmarino)
1 dl di miele
1 bicchierino di grappa
6 bacche di ginepro
20g di burro
1 bicchiere di vino bianco secco
brodo
olio extravergine di oliva
sale
pepe


Spalmate l'arista con il burro ammorbidito che farete penetrare bene massaggiando con le mani, poi sistematela in una teglia unta d'olio ed infornatela a 200°C per 20 minuti. Estraete l'arista dal forno, lasciatela intiepidire e legatela con lo spago da cucina, inserendo anche le erbe aromatiche.
Mettetela nuovamente nella teglia con le bacche di ginepro pestate, l'aglio schiacciato e la cipolla a spicchi. Salate, pepate, bagnate con il vino e proseguite la cottura in forno a 175° C per un'altra ora. Di tanto in tanto bagnate la carne con il suo fondo di cottura, allungando eventualmente con un po' di brodo.
Versate il miele in una ciotolina e diluitelo con la grappa; bagnate con il composto l'arista e cuocetela ancora per 5 minuti. Impiattare e servire.



Buona Pasqua a tutti!!!

Anna Luisa e Fabio

mercoledì 31 marzo 2010

E' primavera...

E' arrivata la primavera finalmente e non solo sul calendario, ma la avvertiamo anche nell'aria: la temperatura è più mite, gli uccellini cinguettano..etc, etc. Insomma, con questa atmosfera viene voglia di preparare un piatto buono, ma anche allegro, che ricordi con i suoi colori questa bellissima stagione. Così vi presento uno dei miei cavalli di battaglia, uno di quei piatti che parenti ed amici chiedono "..ma quando la rifai?" e casomai ne avanzi una porzione, nessuno si tira indietro se gli si offre di portarla via...



Lasagne zucchine, provola e speck

Ingredienti
3 confezioni di lasagne pronte Rana
5 zucchine
100 g di speck
300 g di provola
olio
parmigiano grattugiato
2 l di latte fresco intero
200 g di farina
200 g di burro
noce moscata
sale



Preparare la besciamella facendo sciogliere il burro in un tegame, aggiungere la farina setacciata poco alla volta ed infine, sempre poco alla volta, il latte caldo. Mescolare finché non bolle, aggiungere il sale e la noce moscata grattugiata.
Tagliare le zucchine a julienne e saltarle in padella con un cucchiaio di olio ed un pizzico di sale, finché non risultino morbide, ma non spappolate. Scolarle e metterle da parte.
Tagliare lo speck a striscioline e la provola a dadini.
Mettere due cucchiaiate di besciamella in una teglia da forno e porvi sopra il primo strato di lasagne, cospargerlo con abbondante besciamella, le striscioline di speck, la julienne di zucchine, i dadini di provola ed una grattugiata di parmigiano. Continuare nello stesso modo fino ad esaurimento degli ingredienti.
Cuocere in forno preriscaldato a 200°C per circa 30 minuti. Lasciare assestare prima di servire.

Penso che questo piatto sia anche una buona idea per il primo di Pasqua...

Anna Luisa

lunedì 29 marzo 2010

Pasqua si avvicina...la pastiera!!!

 

Ormai mancano pochi giorni a Pasqua e come prima ricetta non potevo che darvi quella del dolce simbolo della Pasqua napoletana: la pastiera! La ricetta è di mio nonno, il quale, nelle dosi che vi riporto, ne preparava una...enorme! Ma data la sua prole di otto figli, per giunta buone forchette, la sua scelta è più che comprensibile.
Attualmente è usanza regalare le pastiere preparate con le proprie mani, ma non sformandole su un vassoio come si fa solitamente per le torte o le crostate, bensì nel "ruoto" in cui sono state cotte, che andrà anch'esso in dono insieme al dolce.
Oggigiorno è facile reperire nella nostra zona il grano già cotto in barattolo, ma casomai non vi fosse possibile trovarlo, basterà mettere il grano in ammollo la sera precedente e cuocerlo nel latte l'indomani. In realtà, il passaggio di cottura nel latte, ovviamente in tempi ridotti, lo faccio anche per il grano precotto, per dargli più sapore. In alcuni casi ometto i canditi perchè non tutti li amano, compresa la sottoscritta (anche se, detto tra di noi, per la pastiera sono pronta a fare un'eccezione...), mentre è indispensabile la fialetta di fiori d'arancio.



Pastiera

Ingredienti
Pasta frolla
500 g di farina
220 g di zucchero
180 g di burro
70 g di sugna
2 uova
1 tuorlo

Ripieno
500 g di grano spugnato
250 g di latte
1 bicchiere di acqua
500 g di ricotta asciutta
750 g di zucchero
7 uova
100 g di cedro candito a dadini
1 fialetta di fiori d'arancio
zucchero a velo



Preparare la pasta frolla impastando tutti gli ingredienti insieme. Accertarsi che il burro, la sugna e le uova siano freddi di frigo e lavarsi le mani con acqua fredda prima di impastare. Riporre in frigo a raffreddare per almeno 30 minuti.
Nel frattempo preparare il ripieno. Mettere il grano, il latte e l'acqua il un tegame e cuocere finché tutto il liquido non risulti evaporato. Fare raffreddare il grano bene ed aggiungervi la ricotta, lo zucchero, i tuorli delle uova, i canditi e la fialetta di fiori d'arancio. Infine montare a neve gli albumi ed aggiungerli al ripieno.
Ungere la teglia e  metterla da parte. Stendere la pasta frolla, tenendone da parte un po' con cui faremo delle strisce. Bucherellare la pasta frolla, versarvi dentro il ripieno e disporvi sopra le strisce incrociate in modo che disegnino i rombi classici della pastiera. Cuocere in forno preriscaldato a 160°C per 45-60 minuti.
Fare raffreddare completamente e spolverizzare di zucchero a velo.

Come vi dicevo, mio nonno otteneva un'unica, enorme pastiera da questa dose, mentre io ne ottengo una media e due piccole.

Anna Luisa

venerdì 26 marzo 2010

Fiori di pesco...che meraviglia!

Se avessi dovuto scegliere una sola pianta da mettere nel nostro giardinetto, non avrei avuto dubbio: il pesco.
Non tanto per le ottime pesche che ci regala verso Luglio, quanto per lo splendido spettacolo che ci offre in questi giorni annunciandoci l'arrivo della primavera. Comincio ad entrare in trepidazione quando inizio a vedere che i boccioli stanno crescendo e si intravede quel bel colore rosato spuntare. Poi c'è l'evento del primo fiore che si apre, seguito da una vera esplosione di tutta la pianta fino a che raggiunge l'apice della fioritura prima che spuntino i nuovi rami e i fiori, ormai impollinati, lasciano cadere i petali per far spuntare il frutto che nascerà. Proprio in questi giorni il nostro pesco sta dando il meglio di sé. Ho quindi deciso di scattare qualche foto per immortalare anche la fioritura di quest'anno. A dare un tocco di allegria e di vivavicità, quest'anno, durante i miei scatti, mi hanno fatto compagnia delle api che saltellavano senza soste da un fiore all'altro. Le ringrazio per la compagnia, per il tocco in più nelle foto, per avermi permesso anche quest'anno di avere le mie belle pesche...e (soprattutto) per non avermi punto!
Qui c'è una piccola selezione (per vederle più grandi, basta cliccarci sopra); se avete piacere di vederne altre, potete andare sul nostro fotoalbum. Le trovare nella categoria "Varie", situata in fondo all'elenco.

































Fabio

mercoledì 24 marzo 2010

Sacher...con un sorriso...



Giovedì scorso è stato il compleanno di Fabio e domenica abbiamo festeggiato con un pranzo la sua veneranda età (forse è meglio che non lo dica troppo ad alta voce, considerando che io ho tre mesi più di lui...). Come ogni anno, la decisione più difficile è stata la scelta della torta. Ogni volta mi ricordo, o per meglio dire mi ricorda, che la sua torta preferita è la Sacher ed ogni volta cerco di evitare di prepararla. In realtà la mia storia con la Sacher torte è lunga e tribolata. Provai a farla tanti anni fa, con una ricetta di "Dolci&decorazioni" e venne buonissima, quasi insuperbile, tanto che, come mi fanno notare sia Fabio, sia mio fratello, altro estimatore di questa torta, dopo è stata solo una lenta discesa verso il baratro. Si, perchè, da non crederci, ogni volta che l'ho preparata mi è venuta peggio della precedente! Siamo arrivati al punto che pur di non farla (e considerate che mi diverto un mondo a preparare qualunque dolce), ho preferito ordinarla all' Hotel Sacher e farla arrivare direttamente da Vienna!
Quest'anno invece ho deciso: vuole la Sacher...e Sacher sia!
Ho ripreso la ricetta di "Dolci&decorazioni" e mi sono messa all'opera...risultato?...Alta, lievitata, ma compatta al punto giusto e la glassa...lucida, liscia...bellissima...una soddisfazione!
Fabio prende la sua torta e mi dice che va nell'altra stanza per fotografarla. Tempo cinque minuti e torna da me dicendo "Perdono!". Penso che stia scherzando, ma lui prosegue dicendo:" mi è caduto l'obiettivo sulla torta..."  NOOOOO "...ma avevo già fatto le foto però..." E come faccio a presentarla agli ospiti...troppo tardi per rifarla e così raccontando l'accaduto l'ho presentata con un segno sopra che ricordava un sorriso e così l'ho chiamata...la Sacher con il sorriso!

Torta Sacher (da Dolci&decorazioni)

Ingredienti per 6 persone:
150 g di burro
130 g di zucchero
6 uova
160 g di cioccolato fondente
150 g di farina
100 g di confettura di albicocche

Per la copertura
60 g di zucchero a velo
1 noce di burro
2-3 cucchiai di latte
150 g di cioccolato fondente



1 tortiera da 24 centimetri di diametro
Fare ammorbidire il burro a temperatura ambiente, quindi imburrare e infarinare la tortiera. In una terrina lavorare il burro con lo zucchero fino ad ottenere un composto bianco e spumoso. Separare gli albumi dai tuorli e aggiungere questi ultimi, uno alla volta, al composto di zucchero e burro.
Spezzettare il cioccolato, metterlo in un tegamino e farlo sciogliere a bagnomaria a fuoco dolcissimo; toglierlo dal fuoco, lasciarlo intiepidire e incorporarlo al composto precedentemente preparato. Montare a neve gli albumi, incorporarvi molto delicatamente la farina setacciata; unirli al composto di cioccolato mescolando delicatamente con una spatola di legno. Versare l'impasto nella tortiera imburrata ed infarinata, porla in forno preriscaldato a 180°C e fare cuocere la torta per 40 minuti circa; toglierla quindi dal forno, farla riposare qualche minuto, sformarla e farla raffreddare completamente. Tagliarla orizzontalmente in 2 strati.
Scaldare la confettura di albicocche in un tegamino, facendola ammorbidire, e farcire il primo strato di torta in modo uniforme; sovrapporre il secondo strato e spennellare di confettura anche la superficie di esso.
Preparare la copertura. Spezzettare il cioccolato, tenerne da parte un pezzettino e mettere il resto in un tegamino con il burro, il latte e lo zucchero a velo; fare sciogliere a fuoco dolce mescolando continuamente con dolcezza.
Versare sulla torta il cioccolato fuso, stendendo uniformemente con una spatola anche sui bordi e fare raffreddare completamente il dolce.
In un tegamino fare sciogliere a bagnomaria il cioccolato rimasto. Con un foglio di carta vegetale creare un piccolo imbuto, riempirlo con il cioccolato fuso e disegnare sulla superficie del dolce il nome della famosa pasticceria viennese che ha dato il nome alla torta ed altri decorazioni a piacere.

Note mie: dato che la mia tortiera misura 28 cm di diametro, ho aumentato tutte le dosi di 1/3, tranne le uova che erano 7.
Ho aggiunto una bustina di lievito per dolci.
Ho utilizzato la gelatina di albicocca riscaldata al microonde.
Ho capovolto la torta quando era quasi del tutto fredda, in modo da avere la parte dritta sopra.
Dato che lo strato di glassa ci piace abbastanza spesso, dopo averlo aumentato di 1/3, fuso e colata, l'ho fatta asciugare e ne ho versato un altro strato sulla torta. Per farlo stendere bene l'ho spatolata finché la spatola non ha iniziato a lasciare il segno, a questo punto ho sbattuto la torta sul tavolo per fare assestare la copertura.



P.S. Per la cronaca, a detta di Fabio era perfetta (cosa non avrebbe detto pur di farsi perdonare...) e mio fratello l'ha definita "decisamente in controtendenza rispetto alla mia discesa"...che tradotto significa che era veramente buona!!!
Anna Luisa

lunedì 22 marzo 2010

La Pasqua è vicina....minisfoglie Pasqualine




Ormai mancano solo due settimane a Pasqua, quindi bisogna cominciare a pensare al menu. Un classico pasquale, di origine genovese, ma ormai conosciuta in tutta la penisola, è la torta Pasqualina. La ricetta originale prevederebbe che l'involucro esterno sia costituito da una serie di sfoglie, per la precisione 33 che corrisponde agli anni di Gesù Cristo. Purtroppo non tutti abbiamo il tempo e la pazienza di preparare questa sfoglia; non me ne vogliano le genovesi, ma solitamente i rotoli di pasta sfoglia già pronti mi facilitano molto la vita...
Per quanto riguarda l'interno, è costituito da un impasto di ricotta e spinaci, in cui vengono sgusciate delle uova intere che nella cottura diventano sode.
La torta Pasqualina è  presentata normalmente nella versione grande, ma oggi voglio proporvi delle miniature che potrete servire intere ai singoli ospiti, oppure tagliarle in quattro fette e servirle come componenti di un antipasto misto.

Minisfoglie Pasqualine

Ingredienti (per 6 minisfoglie)

3 rotoli di pasta sfoglia fresca
300 g di ricotta di pecora
100 g di spinaci surgelati
8 uova
50 g di parmigiano grattugiato
pane grattugiato
sale




Lessare gli spinaci, strizzarli bene e tritarli. Preparare il ripieno unendo alla ricotta gli spinaci, il parmigiano, il sale ed un uovo. Mescolare bene e riporre in frigorifero. Usare una ciotola che abbia il diametro di circa 2 cm più grande rispetto ai nostri stampini da tartellette come misura per tagliare sei dischi di pasta sfoglia. Usare uno stampo da tertellette per tagliare altri sei dischi che saranno i coperchi. Rivestire gli stampini con  dei quadrati di carta da forno e porvi i dischi di pasta sfoglia di misura maggiore. Bucherellare i dischi con una forchetta, cospargere di pangrattato e mettervi il ripieno di ricotta e spinaci. Con il dorso di un cucchiaio formare una fossetta  abbastanza grande al centro del ripieno e sgusciarvi un uovo all'interno. Ricoprire con i dischi di sfoglia più piccoli, sigillare i bordi, bucherellare con una forchetta e spennellare con un uovo sbattuto. Cuocere a 200°C per 30-35 minuti. Servire interi tiepidi o freddi, oppure fare raffreddare completamente prima di tagliarle a fette.



Buon appetito!
Anna Luisa

venerdì 19 marzo 2010

Che San Giuseppe sarebbe senza zeppole?!?!?

Ebbene, certo è che questi fantastici dolcini ormai si trovano nelle pasticcerie durante tutto l'anno, ma il giorno di San Giuseppe non sarebbe tale senza le zeppole e di certo noi non potevamo esimerci dal prepararle!
Ormai gli studiosi hanno rinunciato a capire a quando risalga la nascita delle zeppole di San Giuseppe, probabilmente al 1800, ma forse anche prima. L'unica certezza è che il primo a venderle all'esterno della propria pasticceria, fu Pintauro, noto anche per essere l'inventore della sfogliatella. Comunque sia, indipendentemente da chi sia stato l'inventore delle zeppole di San Giuseppe e da chi ne ha fatto derivare altre tradizioni, tipo il venderle sulle caratteristiche bancarelle, questo dolce è buonissimo nella sua semplicità. Si tratta infatti di una ciambella di pasta bignè su cui viene poggiato un ciuffo di crema pasticcera ed il tutto viene sormontato da una o più amarene (vi prego non confettura di amarene perchè ci si resta troppo male nel mordere la zeppola e non trovarsi le amarene sotto i denti!). Vi confesso che non ci eravamo mai cimentati nella preparazione delle zeppole, ma questa volta abbiamo ceduto alla tentazione ed armati di tutti i testi che ne parlavano, abbiamo tratto questa ricetta.



Zeppole di San Giuseppe

Ingredienti
250 g di farina
250 g di acqua
125 g di burro
20 g di zucchero
5 g di sale
5 uova
Olio di oliva o strutto
Crema pasticcera
Amarene
Zucchero a velo



Mettere l'acqua in una pentola capiente e portarla ad ebollizione. Aggiungere lo zucchero, il sale ed il burro in pezzi e mescolare finché sia totalmente sciolto. Aggiungere quindi la farina in una sola volta e mescolare prima con la frusta e poi con un cucchiaio di legno, sempre sul fuoco, finché il composto si stacchi dai bordi della pentola. Versare su di un piatto e fare raffreddare fino a fare diventare il composto tiepido. Travasare in una ciotola ed aggiungere un uovo alla volta, senza aggiungere il successivo prima che il precedente sia stato completamente assorbito. Mettere l'impasto in una sacca da pasticcere munita di bocchetta a stella di 6 mm di diametro. Tagliare un foglio di carta da forno in quadrati e formarvi sopra delle ciambelle di composto. Riscaldare l'olio o lo strutto a 170°C ed immergervi le zeppole sottosopra (con la carta nella parte superiore). Il foglio di carta da forno si staccherà quasi subito e potrà essere eliminato. Mantenere le zeppole immerse, senza girarle, per 3 o 4 minuti, fino a doratura. Scolare le zeppole su carta assorbente e fare raffreddare.
Nel frattempo preparare la crema pasticcera

Crema pasticcera di Montersino

Ingredienti
800 g di latte intero fresco
200 g di panna
300 g di tuorli (4 tuorli)
300 g di zucchero semolato
40 g di amido di mais
35 g di amido di riso
1 baccello di vaniglia Bourbon

Portare a bollore il latte con la panna e i semi di vaniglia estratti dal baccello.
Nel frattempo montare in planetaria con la frusta i tuorli e lo zucchero fino a ottenere una consistenza spumosa, poi incorporare gli amidi sempre montando. Versate il composto sopra il latte in ebollizione e aspettate che si formino i "vulcani" causati dal latte bollente, amalgamare bene il tutto con la frusta. Togliere dal fuoco e stendere la crema in una teglia, copritela con la pellicola trasparente a contatto della crema stessa e riponete in frigo per 3-4 giorni al massimo.

Metter la crema in una tasca da pasticcere con foro a stella e formare un ciuffo sulle zeppole. Spolverizzare il
tutto di zucchero a velo e porvi sopra un'amarena sgocciolata dal suo sciroppo.


 

Vi confesso che ho provato a preparare la pasta per le zeppole con il Bimby, ma dato la particolare idiosincrasia che ho nei suoi confronti, il risultato è stato alquanto deludente per non dire disastroso, per cui mi sono armata di pazienza e le ho preparate alla vecchia maniera...con olio di gomito...

Anna Luisa