martedì 10 gennaio 2012

Mica la solita minestra...


Lo so, molti di voi hanno creduto che passate le festività natalizie e trascorso più di un anno dalla nascita delle (st)renne, le nostre raccolte sarebbero terminate. Invece, da un'idea nata per caso, di creare una raccolta di ricette a tema, ne sono venute fuori tante che si susseguono ormai, come ho detto, da più di un anno. Ciò che ci ha fatto maggiormente piacere sono state le richieste di altre amiche, che vorrebbero unirsi al nostro gruppo e diventare (st)renne.



 Da qui è nata l'idea di Stefania di creare una gara con lo stesso tema delle (st)renne, ma per partecipare si devono proporre ricette rigorosamente senza glutine. Cosa si vince? La possibilità appunto di diventare (st)renne per un mese e partecipare con noi alla creazione della raccolta di ricette successiva, oltre a partecipare al nostro backstage e, cosa molto importante, la possibilità di vincere un soggiorno di un fine settimana in una splendida struttura siciliana.




Date le temperature esterne certo non primaverili, il tema della raccolta di questo mese sono le zuppe e le minestre della tradizione, piatti corroboranti che oltre a riscaldare il corpo riscaldano anche lo spirito, come si evince già dal titolo(geniale, lasciatecelo dire): le Mine-(St)renne's.
Per il banner dobbiamo ringraziare Mai, che insieme ad Eleonora, Greta, Loredana e Simonetta, sono le (st)rennine di turno e posteranno le loro ricette la quarta settimana di questa raccolta.
Personalmente ho deciso di preparare tre piatti tipici della nostra terra campana. Piatti della tradizione che ogni buon napoletano conosce bene e che mi farebbe piacere far conoscere anche a chi tante tradizioni della nostra terra le ignora, fermandosi a luoghi comuni che meriterebbero un approfondimento con una visita dei posti più belli del nostro Paese e, perché no, con l'assaggio anche di una delle migliori cucine esistenti.



Pasta patate e provola

Ingredienti:
300 g di mafalde corte Garofalo
400 g di patate
150 g di provola
50-100 g di scorza di parmigiano reggiano
1 cipolla
olio
sale e pepe


Pelare le patate, ridurle a tocchetti e metterle in acqua fredda. In una pentola dal fondo spesso fare soffriggere la cipolla tritata con l'olio. Quando si sarà imbiondita, unirvi le patate, lasciarle insaporire per un paio di minuti mescolando ed aggiungere circa 1 litro di acqua che avremo precedentemente riscaldato. Con un pelapatate pelare la parte esterna della scorza del parmigiano e ridurla a pezzetti. Unirla alle patate e lasciare cuocere per circa mezz'ora, cioè fino a quando le patate saranno tenere e la scorza di parmigiano avrà rilasciato tutto il suo sapore, diventando anch'essa morbida, ma restando allo stesso tempo abbastanza consistente. A questo punto regolare di sale e buttare la pasta, mescolando spesso ed aggiungendo altra acqua calda se necessario. Grattugiare la provola con la grattugia a fori larghi o farla semplicemente a pezzetti ed unirla alla pasta a fine cottura. Lasciare assestare un paio di minuti la pasta e servirla con un pizzico di pepe.



Come sempre la sequenza delle (st)renne prevede il lunedì Alessandra&Daniela, il martedì noi, il mercoledì Stefania, il giovedì Flavia ed il venerdì Mapi. Il giro si ripeterà tre volte e la quarta settimana sarà la volta delle nostre (st)rennine. Nel frattempo non dimenticatevi di inviare a Stefania una ricetta di minestre o zuppe gluten-free...potreste essere voi le (st)rennine della prossima raccolta ;-)



Con questa ricetta partecipo anche al contest "In cucina a Km 0"



Anna Luisa

venerdì 6 gennaio 2012

Ma voi aspettate i Re magi o la befana?



Si sa, con l'Epifania la stragrande maggioranza delle persone festeggia l'arrivo della befana che porta tanti doni, dolci per lo più che possano riempire quanto più possibile la calza. Ricordo quando ero bambina e golosa (ma questo lo sono ancora :-P) ed aspettavo trepidante di vedere quante ghiottonerie mi avrebbe portato la cara vecchietta. Ricordo le telefonate per parlarle e chiederle magari anche qualche gioco, con gli adulti che componevano il numero di telefono giusto...e già, perché loro lo sapevano, ma a noi bambini non era dato conoscerlo. E quando ormai era passata la festa, il desiderio di parlarle nuovamente, di chiederle qualche altro dolciume, che miracolosamente compariva nel forno di casa quasi quotidianamente fino almeno alla fine del mese...ma io e la befana eravamo diventate amiche con tutte le chiacchierate telefoniche che avevamo fatto, per cui un occhio di riguardo per me lo aveva sicuramente.


Nonostante la nostra "amicizia" però provavo un certo timore nei suoi confronti, una forma di rispetto diversa da quella provata verso Babbo Natale, il vecchietto buono che mai avrebbe "punito" un bambino monello, lui no, ma la befana aveva un'arma per smascherare tutte le marachelle: il carbone! E guai a trovarselo nella calza, le domande arrivavano subito: "cosa hai fatto per meritarti il carbone, cosa hai combinato?" E lì scappava che la volta tal dei tali avevo detto una bugia o che avevo fatto uno scherzetto a mio fratello e così al carbone si aggiungeva magari anche una punizione tipo che per un giorno non potevo mangiare dolci....noooo, proprio quando ne avevo ricevuti tanti...:-((( ma questo capitava moooolto raramente ;-)



Certo è bello pensare alla befana ed ai dolci che porta, ma spesso si dimentica che con l'Epifania si festeggia l'arrivo dei Re Magi a Betlemme. Tra i tanti dolciumi che vengono preparati in questa ricorrenza, dal carbone home-made ai biscotti di forme più svariate, senza dimenticare i cioccolatini, mi ha colpito un dolce che viene preparato in Francia: la gallette de les rois. Non so se in realtà questo dolce viene preparato per questa ricorrenza ricordando le sue origini sacre, o più semplicemente perché all'interno della torta viene nascosta una fava e chi la trova viene incoronato re, o regina, per un giorno.


Galletta dei Re (da "Il grande libro di cucina di Alain Ducasse-Dessert")

Ingredienti
Per la pasta sfoglia:
230 g di farina 00
50 g di farina 0
12 g di sale
14 cl di acqua

Burro per i giri
400 g di burro
120 g di farina 00

Crema di mandorle
200 g di burro
400 g di TPT (Tanto per tanto, miscela di farina di mandorle e zucchero a velo)
20 g di polvere addensante (amido di mais)
2 uova
crema pasticcera q.b. (50% dell'insieme)

uovo per dorare q.b.
zucchero a velo
1 fava


La preparazione deve avere inizio il giorno prima.
Preparare l'impasto di base amalgamando delicatamente gli ingredienti; la pasta deve essere abbastanza soda.
Avvolgerla nella pellicola da cucina e lasciarla riposare in frigorifero.
Per realizzare il burro dei giri, amalgamare la farina con il burro spezzettato. Modellare in una forma quadrata, avvolgerlo nella pellicola da cucina e fare riposare in frigorifero.
Stendere il burro per i giri formando un rettangolo 15X40 cm.
Stendere a parte l'impasto di base fino a due terzi della lunghezza del burro, per un eguale larghezza. Adagiare l'impasto di base sl burro e ripiegare a dare un giro semplice, poi un giro doppio.
Fare riposare 4 ore al fresco e dare un altro giro doppio.
Terminare con un giro semplice. fare riposare per 1 ora al fresco, poi tagliare in panetti da stendere.
Preparazione della crema di mandorle: lavorate il burro a pomata nell'impastatrice e con una frusta in prima velocità aggiungete la miscela di farina di mandorle e zucchero a velo, incorporate poco alla volta le uova, poi la polvere addensante e la crema pasticcera, il cui peso deve rappresentare la metà di quello della massa cui viene aggiunta (circa 350 g).
Modellatura e farcitura: stendere la pasta sfoglia ricavando due sfoglie sottili del diametro di 24 cm e spesse 1,5-2 mm.
Spalmare sulla sfoglia spessa 1,5 mm la crema di mandorle, lasciando un margine di 2 cm. Disporvi la fava, facendola sprofondare leggermente. Spennellare leggermente di acqua il bordo della pasta sfoglia non coperto di crema, poi posizionare la seconda sfoglia sulla prima. Sigillare la due sfoglie premendo sul bordo con un dito.
Spennellare di uovo la superficie della galletta, poi metterla da parte al fresco 20 minuti, in modo da facilitare la decorazione.
Estrarre la galletta dal frigorifero e ridarle una passata di uovo. Cominciare ad inciderla con un coltellino appuntito, senza forare la pasta.
Cottura della galletta: cuocere per 30 minuti a 200°C nel forno ventilato, sfornare la galletta  e tenerla da parte su una griglia.
Portare il forno a 240°C per qualche minuto, poi spegnerlo. Spolverizzare la galletta di zucchero a velo e rimetterla nel forno spento, il tempo necessario per glassarla. Fare raffreddare su una griglia.



Spero che la befana non si offenda, ma con questa torta è stato un vero piacere festeggiare i Re Magi :-P

Con questa ricetta partecipo al contest "La frutta secca!"


ed al contest "Ricette delle feste fra tradizione e innovazione"







Anna Luisa

mercoledì 4 gennaio 2012

Due pdf (st)ré-chic!

Le festività di questo periodo stanno volgendo al termine, ma prima che arrivi l'Epifania, che come dice il vecchio detto, tutte le feste porta via, abbiamo voluto pubblicare il pdf con la raccolta delle ricette per la tavola delle feste secondo le (St)renne. In realtà i pdf sono due in quanto, come tutti ormai sapete, Stefania ha indetto una gara il cui tema è lo stesso di quello delle (st)renne, ma le ricette devono essere rigorosamente prive di glutine. Tra coloro che parteciperanno alla raccolta/contest di Stefania verranno scelte/i cinque bloggers che diventeranno (st)renne per un mese e parteciperanno alla nostra raccolta successiva, ma cosa mooolto importante, chi rientra tra i primi 5 può vincere un week-end in una bellissima struttura in Sicilia. Potete leggere tutto qui, da Stefania.
Quindi, eccovi i pdf delle (st)renne e mi raccomando...fatene un buon uso ;-)








Anna Luisa e Fabio

giovedì 22 dicembre 2011

Grazie per gli auguri e buon Natale a tutti!



Ieri è sato il mio compleanno. Mi rendo conto che per la stragrande maggioranza delle persone non è un giorno lieto, tanto da diventare auspicabile la sua cancellazione dal calendario in alcuni casi "gravi". Per me non è così. Ho sempre vissuto il mio compleanno come un giorno di festa, forse perché per carattere sono una di quelle persone che amano la vita, o forse semplicemente perché amo ricevere i regali, ma soprattutto gli auguri. E già bello in questi giorni sentire per strada le persone che si salutano augurandosi a vicenda un buon Natale ed un felice anno nuovo, a tutto ciò nel mio caso si aggiungono gli auguri di buon compleanno. Vi domanderete perché io ami tanto gli auguri. Sono semplicemente un dono, un augurio appunto, di felicità, che non costa nulla a chi lo dona, ma arricchisce enormemente chi lo riceve. Quest'anno ho ricevuto veramente tanti auguri carichi di affetto da tante, tantissime persone e sono grata a ciascuna di loro perchè in quelle brevi frasi su facebook, o nelle telefonate sempre di corsa in questa vita esageratamente fenetica, ho recepito il loro affetto per me, il loro desiderio di volermi augurare tanta felicità, quindi ringrazio tutti di cuore.Sicuramente in questi giorni saremo presissimi dalle preparazioni per il Natale. Approfitto quindi di questo post per fare a tutti i nostri più cari auguri di Buon Natale.



Tronchetto della felicità

Ingredienti
Per la pasta biscotto al cioccolato
70 g di cacao
80 g di farina
80 g di zucchero
4 uova

Per la ganache al cioccolato bianco e chiodi di garofano
200 g di panna
50 g di burro
250 g di cioccolato bianco
5 chiodi di garofano

Per la ganache al cioccolato al latte e cannella
200 g di panna
50 g di burro
250 g di cioccolato al latte
1 cucchiaino di cannella in polvere



Riscaldare la panna in cui avremo messo i chiodi di garofano e lasciarla raffreddare.
Preparare la pasta biscotto. Sbattere i tuorli d'uovo con lo zucchero, quando saranno spumosi aggiungere la farina ed il cacao setacciati insieme, quindi montare a neve gli albumi ed aggiungere anche questi ultimi poco alla volta mescolando dall'alto verso il basso. Stendere l'impasto in una teglia foderata di carta da forno, cercando di dargli una forma rettangolare. Cuocere a 175°C per circa 20 minuti (dovrà risultare asciutto al tatto). Sfornare il rettangolo di pasta biscotto, pareggiarne i lati se necessario e capovolgerlo su un panno umido. Eliminare la carta da forno ed arrotolarlo insieme al panno, il più stretto possibile. Lasciarlo raffreddare arrotolato.
Preparare la ganache ai chiodi di garofano. Riscaldare nuovamente la panna con i chiodi di garofano, portandola quasi ad ebollizione. Aggiungere il burro a pezzi e versare il tutto sul cioccolato sminuzzato. Lasciare riposare 2 minuti, quindi mescolare. Fare raffreddare completamente la crema fino a che sia abbastanza densa da essere spalmata senza colare (se necessario lasciarla rapprendere un po' in frigo). Eliminare i chiodi di garofano.
Preparare la ganache al cioccolato al latte. Scaldare la panna con la cannella, aggiungere il burro a pezzi e versare il tutto sul cioccolato sminuzzato. Lasciare riposare due minuti, quiandi mescolare, fino ad ottenere una crema densa. Lasciare raffreddare anche questa ganache.
Pendere il nostro rotolo e srotolarlo. Eliminare il panno e spalmare il rettangolo di pasta biscotto con la ganache al cioccolato bianco e chiodi di garofano, lasciando un centimetro libero dai bordi. Riarrotolare il tronchetto, tagliarne una fetta spessa 4-5 dita e posizionarla sul lato. Mettere la ganache al cioccolato al latte e cannella in una sac à poche con beccuccio a stella e ricopire interamente il nostro tronchetto.



Vorrei mandare una fetta virtuale di questa torta a tutti quelli che mi hanno fatto gli auguri e mi vogliono bene. Grazie ancora

Anna Luisa

Con questa ricetta tipicamente natalizia partecipo al contest "E tu che dolce fai?"



Al contest "A cena con Babbo Natale"


al contest "Cucinando per Natale"



al nuovissimo contest "Buon Natale di tutto cuore"





martedì 13 dicembre 2011

Ed ancora i sapori del Natale: le mince pies



Amo il Natale, amo le luci per strada, l'euforia delle persone che, tra acquisti dei regali e preparativi del pranzo di Natale, passeggiano ammirando le vetrine addobbate a festa, amo gli alberi di Natale che si vedono attraverso i vetri delle finestre, quasi a raccontarci scorci di vita di ogni singola famiglia, amo i sentimenti che accompagnano questa festa, perché, diciamocelo, che a Natale si è tutti più buoni è vero, amo sentire le persone che si scambiano gli auguri con grandi sorrisi, insomma, amo tutto, ma proprio tutto ciò che rappresenta il Natale. Sono anche particolarmente fortunata, perché, essendo nata quattro giorni prima di Natale, questo periodo per me è veramente il più bello dell'anno. Non sono una di quelle persone che non vogliono invecchiare e cercano di dimenticare il giorno del proprio compleanno, mi piace festeggiarlo, almeno preparando un dolce da portare a lavoro o andando a cena fuori con Fabio, ma in questi giorni la mia attenzione è rivolta tutta al vero, grande giorno di festa, quando le persone che amo di più verranno da me ed io preparerò per loro tante ghiottonerie, cercando di inventarmi ogni anno qualcosa di nuovo per stupirli. Quest'anno ho deciso che ai tanti dolci che ci saranno a tavola si uniranno delle tortine, crostatine per la precisione, che racchiudono al loro interno tutti i sapori ed i profumi del Natale: le mince pies. Così ho deciso di fare un primo esperimento cercando di riprodurre quelle che ho mangiato l'anno scorso in Irlanda.



Mince pies

Ingredienti per 12 pies

350 g di farina
2 cucchiai di zucchero
180 g di burro+ un po' per imburrare gli stampini
1 pizzico di sale
1 uovo
1 cucchiaio di acqua fredda se necessario

per la farcitura:
1 mela
la buccia grattugiata ed il succo di 1 arancia
la buccia grattugiata ed il succo di 1 limone
25 ml di brandy
50 g di burro
100 g di uvetta
50 g di uvetta di Corinto
50 g di uvetta bianca
50 g di canditi
1/2 cucchiaino di cannella
1/2 cucchiaino di noce moscata
1/2 cucchiaino di all spices
1/2 cucchiaino di zenzero
90 g di zucchero di canna muscovado
1 cucchiaio di granella di nocciole

1 uovo per pennellare le pies



Mettere sul ripiano la farina, il sale e lo zucchero, mescolarli e formare una fontana. Rompere l'uovo all'interno di quest'ultima ed impastare, aggiungendo, se necessario, un cucchiaio di acqua fredda. Quando l'impasto sarà compatto ed omogeneo, avvolgerlo nella pellicola per alimenti e lasciarlo riposare in frigo.
Nel frattempo preparare il ripieno. Mettere in un tegame la mela sbucciata e tagliata a cubetti, le bucce ed il succo del limone e dell'arancia, il burro e di seguito tutti gli ingredienti, tranne lo zucchero e le nocciole. Mettere su fuoco basso e lasciare cuocere per 30-40 minuti, finché il composto risulterà asciutto. Farlo raffreddare ed unire lo zucchero e la granella di nocciole.
Imburrare la teglia da muffins e riscaldare il forno a 175°C.
Prendere la pasta dal frigo, stenderla e con un coppapasta della misura degli stampini che useremo, formare dei dischi. Foderare gli stampini da muffins con ciascun disco di pasta, bucherellarli con una forchetta e riempirli con la nostra farcitura. Con uno stampino per biscotti ricavare 12 stelle e riporle sulle nostre pies, pennellarle con un uovo sbattuto con un cucchiaio di acqua, cospargerle di zucchero ed infornarle per 25-30 minuti. Farle raffreddare prima di sformarle.


Credo che l'esperimento sia riuscito bene, dato che Fabio ha esclamato:"sanno di Natale!"...e voi cosa ne pensate?



Con questa ricetta partecipo nella categoria pies&tarts al giveaway di Araba Felice



al contest di nonna papera "Canella, arancio e..."




ed al contest "Il dolce di Natale" 





Anna Luisa

venerdì 9 dicembre 2011

Polpette in tegame per le nipotine



Quanto io ami le mie nipotine è cosa nota a tutta la blogosfera. Quanto mi piaccia cucinare con loro non sto neanche a dirlo. Il dilemma nasce quando devo preparare qualcosa per loro. Mi risulta facile decidere se preparare qualche biscotto, oppure dei muffins o una bella torta, ma è difficile decidere quando devo preparare qualcosa di salato. Le signorine infatti hanno dei gusti precisi: guai a dire loro che per pranzo ci saranno le lenticchie, preferiscono non venire neanche a pranzo da noi. Il contrario succede quando c'è della pasta ripiena di cui sono ghiotte. Esiste però anche una via di mezzo: le polpette. Questo piatto che solitamente piace a tutti i bambini, nel caso delle mie nipoti segue questa regola solo se fatte, non si sa come, dalla loro maestra dell'asilo. Questo è accaduto per la più grande ed è lo stesso anche per la seconda...ci aspettiamo che la numero tre faccia altrettanto. Mia cognata ha provato a chiedere alla maestra come le facesse, ma lei non ha svelato nessun segreto, o per meglio dire, pare che nessun segreto ci sia. Tra gli innumerevoli tentativi fatti, per lo più conclusi con mio fratello che ormai non sopporta più le polpette per quante ne ha dovute mangiare dopo che erano state rifiutate dalle pargole, ho deciso di provarci anche io, con una ricetta di cui è goloso Fabio...



Polpette al vino in tegame

Ingredienti
500 g di codone di manzo tritato
1 carota
1 costa di sedano
1 cipolla
100 g di mortadella
50 g di grana grattugiato
1 dado vegetale
noce moscata
1 uovo
50 g di mollica di pane
1/2 bicchiere di latte
1/2 bicchiere di vino bianco secco
50 g di farina
4 cucchiai di olio di oliva
sale e pepe



Tritare finemente la mortadella. Fate ammorbidire la mollica del pane nel latte appena intiepidito.
Versate la carne nella ciotola, aggiungete la mortadella, impastate.
Incorporatevi la mollica strizzata, il grana, il sale, il pepe e la noce moscata. Unite l'uovo e amalgamate prima con una forchetta, poi con le mani. Formate con le mani polpette rotonde. Portate a bollore 1/2 litro d'acqua, scioglietevi il dado. Tritate la cipolla, il sedano e la carota. Versate la farina in una fondina e passatevi le polpette. Versate l'olio nel tegame, aggiungete il trito di verdure preparato. Fate insaporire 2 minuti, mescolando con il cucchiaio di legno. Aggiungere le polpette, cuocere 5 minuti a fuoco dolce, scuotendo il tegame, per girarle e insaporirle uniformemente nel fondo di cottura. Versate il vino, alzate la fiamma e lasciate insaporire 5 minuti, sempre scuotendo il tegame. Aggiungete 1/2 bicchiere di brodo, coprite e cuocete le polpette a fuoco dolce per 20 minuti, unendo altro brodo man mano che il precedente è consumato; salate.
Togliete dal fuoco e servite.



Volete sapere come si è conclusa la storia? Le polpette sono finite...ma a quanto pare quelle della maestra sono sempre un'altra cosa ;-)

Anna Luisa

martedì 6 dicembre 2011

Una incontro tra amiche ed il castagnaccio lievitato



Sapete cosa significa sedersi davanti al computer e non sapere cosa scrivere? Non è che no ho nulla da dirvi, non sono certo una persona taciturna, un po' timida, ma taciturna proprio no. Il problema è che vorrei raccontarvi di questa buonissima torta che ho preparato, magari parlandovi dell'autunno, o della farina di castagne, ma sul mio volto è stampato un  sorriso da ebete da qualche giorno, che fatico a togliermi dal volto...anzi, non ci provo nemmeno.
Il motivo del mio sorriso è un incontro che si sarebbe dovuto fare da un anno, ma che per mille motivi veniva sempre rinviato, finché, calendario alla mano, è stato scelto lo scorso week-end e così è stato. Il primo raduno delle (st)renne si è svolto a Palermo, organizzato dal duo Stefania&Stefania in un modo impeccabile. Si è mangiato, tanto e benissimo in una sorta di mangialonga in cui hanno fatto la loro bella comparsa tutti i piatti della tradizione sicula (...giusto una comparsa però data la velocità con cui venivano finiti), dalle arancine alla cassata, dalla caponata in doppia versione, con melanzane e con mele, dal macco alle ossa dei morti, dagli anelletti alla parmigiana, dagli involtini di carne alle sarde a beccafico, senza dimenticare un intruso decisamente gradito, un panettone fatto da Stefania P&S, che non aveva nulla da invidiare a quelli della migliore pasticceria milanese. Insomma, ci sarebbe da aspettarsi un congruo aumento di peso, ma così non è stato, in quanto vige la regola che mangiando bene, non si ingrassa..
A parte il cibo non sono mancate le risate, le battute, le barzellette anche senza senso a cui qualcuno è riuscito a dare un senso, agli scherzi organizzati prima di partire, insomma abbiamo riso tanto da avere male ai muscoli della mascella e da qui il mio sorriso da ebete tuttora persistente.
Non sono mancati neanche gli scambi di regali, di ogni genere, come quelli culinari ad esempio e vogliamo parlare della pasta di mandorla a forma di renna oppure dei cioccolatini racchiusi in scatole da gioielli, in quanto doni decisamente preziosi...peccato che se un diamante è per sempre, i cioccolatini sono ormai già un ricordo :-P
Oppure vogliamo parlare della caccavelline, dei libri e degli addobbi che ci siamo scambiate? Insomma, posso dire che ho trascorso uno dei più bei week-end della mia vita e come è stato giustamente suggerito, andrebbe ripetuto più spesso [e al più p(r)esto ;-)]



Castagnaccio lievitato (da "Sale&Pepe" Novembre 2011)

Ingredienti:
250 g di farina di castagne
120 g di zucchero
2 uova
4 dl di latte
2 cucchiai di cacao amaro
5 cl di olio di girasole spremuto a freddo
1 bustina di lievito per dolci
1 cucchiaio di mandorle a filetti
1 vasetto di crema di marroni



Setacciate la farina di castagne con il cacao e il lievito. Mescolate il latte a temperatura ambiente e l'olio. Montate le uova con lo zucchero fino a renderle spumose e incorporate, alternandoli, il mix di farina e la miscela di latte e olio. Rivestite uno stampo rotondo di 22-24 cm con la carta da forno bagnata e strizzata, versatevi l'impasto e cospargete di filetti di mandorle. Cuocete il castagnaccio a 180°C per 45 minuti.
Controllate la cottura con uno stecchino di legno inserendolo al centro del dolce: se ne esce asciutto e caldo, sfornate il castagnaccio, altrimenti prolungate la cottura di qualche minuto. Lasciatelo raffreddare, sformatelo,  servitelo farcito o accompagnato con  la crema di marroni.

Note mie: non avendo abbastanza latte ne ho sostituito 100 ml con altrettanti di panna.
Al posto dell'olio di semi di girasole ho utilizzato l'olio di riso che ormai uso regolarmente nei dolci dove è richiesto olio, per la sua assenza di sapore e perché l'impasto non risulta troppo pesante alla fine.
Abbiamo utilizzato la farina di castagne della Garfagnana che ha sicuramente contribuito a rendere così buono questo dolce.



Ci piace il castagnaccio, ma questa versione va oltre, soprattutto accompagnata con la crema di marroni, così come ci piace rivedere le nostre amiche...a quando il prossimo raduno? :-)


Con questa ricetta partecipo al contest "La Toscana nel piatto"



Anna Luisa