Visualizzazione post con etichetta Mine(st)renne. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta Mine(st)renne. Mostra tutti i post

sabato 3 marzo 2012

Auguri Stefania! (Una sorpresa e due PDF...)

(lo potete comprare cliccando QUI)


...in principio fu la celiachia.
“Intolleranza al glutine”era la traduzione del linguaggio comune, ma per gran parte di noi, non si andava oltre questa scarna definizione. Certo, potevamo vantare di conoscere qualcuno che ne soffriva: una lontana parente, un compagno di classe della figlia, la vicina del quinto piano. Ma, all’atto pratico, il nostro interesse nasceva e e si esauriva in pochi gesti di cortesia, una telefonata ogni tanto, un post it sul frigorifero col numero della pizzeria per le cene di classe perchè lì fanno la pizza anche per i celiaci, un’occhiata incuriosita alle borse della spesa della dirimpettaia, con quelle strane marche di farina che non trovavano posto nella dispensa di casa tua. Ma una volta riagganciata la cornetta, accartocciato il post it, accostata la porta di casa, non ci si pensava più. E la celiachia- e tutto quanto vi girava intorno- restavano del tutto chiusi fuori. 

Poi, è arrivata Stefania. 
All’inizio era un blog di cucina, ma già alla terza riga si capiva da subito che non era uno dei tanti. Così come, già alla terza riga, era chiaro da subito che Stefania non era una delle tante- ma una persona rara e speciale, che trasformava quello che altrove era una lettura piacevole in cinque minuti di allegria, irrinunciabili, imperdibili, impreziosi. Le sue ricette parlavano della sua famiglia, dei pancakes di Salvatore alla domenica mattina, delle peripezie scolastiche dei suoi bambini, degli alti e bassi della sua vita di insegnante, il tutto intrecciato sul filo senza glutine della celiachia. Che ci è stata raccontata, giorno dopo giorno, senza proclami, senza crociate, senza paroloni, senza vittimismi, senza tecnicismi, ma con la forza di chi tutti i gorni combatte una battaglia contro una malattia che non fa sconti a nessuno. 

Da allora, la celiachia per noi ha gli occhi, il volto, il sorriso di Stefania. Attraverso le pagine del suo blog abbiamo imparato a riconoscere che questa “intolleranza” al glutine è in realtà una malattia; a rispettarla nella sua gravità; a non demonizzarla, senza per questo sottovalutarla; a non discriminare chi ne è affetto; a discernere fra un’informazione corretta e un’altra che, invece, non lo è per niente; grazie a lei abbiamo conosciuto altri blog di altre nuove amiche, anch’esse celiache, che conidividevano con lo stesso spirito le sue stesse battaglie; e soprattutto, grazie a Stefania, ci siamo addentrati sempre di più nelle pieghe di un nuovo modo di intendere il gluten free che, dietro alla cordialità di un invito (“cuciniamo per tutti!”), nasconde un messaggio etico profondo, che parla il linguaggio di cui Stefania è maestra: qeullo dell’accoglienza, della non discriminazione, dell’ineffabile capacità di farti sentire unico e raro e al centro delle sue attenzioni.
  

                                                                                                                 di Alessandra Gennaro


Stefania, noi ti facciamo i nostri più cari auguri di buon compleanno!












Inoltre potete scaricare i pdf delle Mine(st)renne




e quello delle senza glutine






cliccando sui relativi banner.

Anna Luisa e Fabio

martedì 24 gennaio 2012

Una zuppa molto antica



Qualcuno di voi sa già che la mia passione per la cucina e per la pasticceria in particolare non è casuale, ma mi deriva da uno zio di mio padre, pasticcere appunto in una delle migliori pasticceria di Napoli...ai suoi tempi. Infatti questo mio prozio è vissuto a cavallo dell'800 e del '900 e lavorava da Van Bol & Feste, attualmente trasferitosi a Milano. Purtroppo, a causa di una malattia che lo colpì, non poté più lavorare in pasticceria, ma continuò a farlo a casa o quantomeno pensò bene di appuntare tutte le sue ricette su dei quaderni che il destino ha voluto giungessero fino a me. Quante volte ho sfogliato quei quaderni cercando di capire la sua terminologia tecnica...ma piano piano sono riuscita anche a preparare qualche sua ricetta. I quaderni sono divisi per categoria ed uno parla di ricette salate. Leggendolo ho notato che spesso zio Giovannino, questo era il suo nome, diceva di aver tratto la ricetta da "Il re dei cuochi", ma il libro ahimè era introvabile. Finché un giorno, in una libreria di Napoli ho trovato una ristampa e non ci ho pensato due volte ad acquistarlo subito. Il libro si chiama per la precisione "Il re dei cuochi-Trattato di gastronomia universale-Specialità regionali con numerose ricette della Cucina Napoletana" ed è stato scritto da Giovanni Nelli nel 1868. Nutro seri dubbi che l'autore fosse napoletano, ma devo dire che le ricette partenopee rispecchiano perfettamente quello che doveva essere il piatto originario. Con questi presupposti, non ho potuto fare a meno di trarre da questo libro la mia ultima zuppa per la raccolta delle Mine-(st)renne's, alla quale, come vi ho detto, ho voluto dare un contributo tutto napoletano.



Questa zuppa che dimenticata nella notte dei tempi, penso sia sconosciuta alla maggior parte dei miei conterranei, se non a tutti, ma mi ha incuriosita molto, soprattutto per l'assortimento di spezie e legumi in essa contenuti, oltre alle polpette d'accompagnamento che sono simili per sapore ed ingredienti ai passatelli emiliani. E' una zuppa molto ricca, tanto da farmi pensare che farei prima a dirvi cosa non contiene, piuttosto che elencarvi i numerosi ingredienti; ed è dedicata a Masaniello, protagonista della rivolta napoletana del 1600 contro le tasse eccessive.



Zuppa alla Masaniello (da "il re dei cuochi-Trattato di gastronomia universale-Specialità regionali con numerose ricette della Cucina Napoletana" di Giovanni Nelli)

Procuratevi un ettogrammo per qualità di fagioli bianchi, ceci piselli secchi, fave scorzate e lenticchie; unite cinquanta grammi di pomodori secchi, un po' di borragine, prezzemolo e finocchi di montagna, una cipolla, una carota, un sedano, una piccola rapa, una buona pastinaca, del sale e del pepe, due coriandoli, due teste di garofano, una piccola stecca di cannella, 150 grammi di olio e uno spicchio d'aglio. Tutto ciò ben pulito lo metterete in una pentola con dieci tazze d'acqua e lascerete bollire fino a che ogni cosa sia disfatta, coprendo in maniera che non evapori. Quando il brodo sarà ridotto ad un terzo passatelo due volte allo staccio e conservatelo in un recipiente caldo. Procuratevi, intanto, del pane raffermo e grattugiatelo, così come farete con duecento grammi di buon parmigiano; mescolate assieme e poi formate tutta una pasta con una sbattuta di sei uova. Dividete i tante polpettine, che farete cuocere in acqua semplice. Appena morbide toglietele e, dopo averle sgocciolate, mettete nella zuppiera dove verserete, bollente, il brodo preparato.

Note mie: ho omesso la pastinaca perché introvabile e la rapa perché non la amo molto. Ho sostituito i finocchi di montagna con del finocchietto e i piselli secchi con quelli freschi, messi a metà cottura. Ho tenuto i legumi in ammollo per 12 ore prima di preparare la zuppa.



Questa settimana è l'ultimo giro delle (st)renne, ieri con Ale&Dany, oggi con noi, domani con Stefania, giovedì con Flavia e venerdì con Mapi, ma la settimana prossima ci saranno le (st)renne per un mese, vincitrici dell'ultimo concorso indetto da Stefania e sono: Eleonora, Mai, Loredana, Greta e Simonetta.



E voi cosa aspettate? Mandate a Stefania una ricetta di zuppa o minestra senza glutine, potreste essere voi le (st)renne per un mese nella prossima raccolta.

Anna Luisa

martedì 17 gennaio 2012

Una minestra indimenticabile: pasta fagioli e cozze




Nuovo appuntamento con le Mine(St)renne's ed oggi, come tutti i martedì, tocca a noi, mentre il lunedì è la volta di Ale&Dany, il mercoledì di Stefania, il giovedì di Flavia ed il venerdì di Mapi, mentre tra due settimane entreranno in scena le (st)renne per un mese, cioè le amiche che hanno vinto il concorso di Stefania delle (st)renne gluten free, e sono: Eleonora, Mai, Greta, Simonetta e Loredana. Volete sapere come hanno fatto? Semplice, hanno inviato a Stefania una ricetta senza glutine che avesse lo stesso tema delle (st)renne, quindi, per partecipare questa volta, sarà sufficiente inviarle una ricetta di una zuppa o di una minestra della tradizione che sia però senza glutine. Allora cosa aspettate? Potreste essere voi le (St)renne per un mese la prossima volta ed alla fine potreste essere sorteggiate tra tutte le strennine, per vincere un soggiorno di un week-end in un magnifico agriturismo in Sicilia.
Come vi ho già accennato la settimana scorsa, per questa raccolta delle (St)renne che ha per tema le zuppe e le minestre, ho deciso di seguire un filo conduttore che è la cucina napoletana, proprio per attenermi alla tradizione locale.
Quando ho preso questa decisione inizialmente ho dovuto pensarci un po', poi, come in tutte le cose, le immagini e le idee si sonno susseguite molto repentinamente, portando la mia memoria ai piatti che ho mangiato fin da piccola e che hanno caratterizzato tanti pasti sia in famiglia che con gli amici. Mi sono venute in mente così tante minestre, da rendere anche difficile la selezione. Alla fine ho scelto quelle che meglio caratterizzano la tradizione culinaria ed il territorio campano, come la minestra che vi propongo oggi, ovvero la pasta fagioli e cozze, un piatto sicuramente non light, ma dal gusto indimenticabile ed in grado di affascinare i palati più difficili. Un piatto, questo di oggi, nato dall'unione di ingredienti forse avanzati e sicuramente poveri, a partire dal tipo di pasta che si utilizza, la pasta mista, ottenuta mettendo insieme vari formati di pasta che anche se rimasti in piccole quantità, non poteva certo essere gettata via. La stessa origine la hanno i fagioli e le cozze, messe insieme forse per caso e come per i migliori piatti, dal caso ha avuto origine la nostra mitica pasta fagioli e cozze.



Pasta fagioli e cozze
Ingredienti:
300 g di pasta mista
150-200 g di fagioli (borlotti o, se preferite, cannellini)
1 Kg di cozze
1 spicchio d'aglio
2-3 pomodori ciliegino
1 peperoncino
olio estravergine d'oliva
sale



La sera precedente mettere i fagioli in ammollo. La mattina lessarli con lo spicchio d'aglio ed i pomodorini, cercando di non fare ridurre mai troppo l'acqua, nè aggiungendone in eccesso.
Mentre i fagioli cuociono, mettere in un altro tegame un paio di cucchiai d'olio e le cozze. Coprire e cocere in pentola per circa 10-15 minuti, finché i gusci si saranno aperti. Estrarre le cozze dai gusci e filtrare il liquido di cottura utilizzando un colino ed una garza.
Quando i fagioli saranno cotti frullarne una parte ed unirli agli altri insieme al liquido delle cozze. Fare ridurre il tutto se necesario, considerando però che ci dovrà essere una quantità di liquido sufficiente a fare cuocere la pasta. Gettare la pasta nel tegame e portarla a cottura. Quando mancheranno un paio di minuti al termine della cottura della pasta, unire alla nostra minestra le cozze che avremo tenuto da parte fino a questo momento. Correggere di sale se necessario. Fare assestare ed insaporire con il peperoncino la minestra prima di servirla.



Non so se a qualcuno di voi sia mai capitato di assaggiare la pasta fagioli e cozze, ma se lo avete fatto, sono certa che non l'avete più dimenticata.

Anna Luisa

martedì 10 gennaio 2012

Mica la solita minestra...


Lo so, molti di voi hanno creduto che passate le festività natalizie e trascorso più di un anno dalla nascita delle (st)renne, le nostre raccolte sarebbero terminate. Invece, da un'idea nata per caso, di creare una raccolta di ricette a tema, ne sono venute fuori tante che si susseguono ormai, come ho detto, da più di un anno. Ciò che ci ha fatto maggiormente piacere sono state le richieste di altre amiche, che vorrebbero unirsi al nostro gruppo e diventare (st)renne.



 Da qui è nata l'idea di Stefania di creare una gara con lo stesso tema delle (st)renne, ma per partecipare si devono proporre ricette rigorosamente senza glutine. Cosa si vince? La possibilità appunto di diventare (st)renne per un mese e partecipare con noi alla creazione della raccolta di ricette successiva, oltre a partecipare al nostro backstage e, cosa molto importante, la possibilità di vincere un soggiorno di un fine settimana in una splendida struttura siciliana.




Date le temperature esterne certo non primaverili, il tema della raccolta di questo mese sono le zuppe e le minestre della tradizione, piatti corroboranti che oltre a riscaldare il corpo riscaldano anche lo spirito, come si evince già dal titolo(geniale, lasciatecelo dire): le Mine-(St)renne's.
Per il banner dobbiamo ringraziare Mai, che insieme ad Eleonora, Greta, Loredana e Simonetta, sono le (st)rennine di turno e posteranno le loro ricette la quarta settimana di questa raccolta.
Personalmente ho deciso di preparare tre piatti tipici della nostra terra campana. Piatti della tradizione che ogni buon napoletano conosce bene e che mi farebbe piacere far conoscere anche a chi tante tradizioni della nostra terra le ignora, fermandosi a luoghi comuni che meriterebbero un approfondimento con una visita dei posti più belli del nostro Paese e, perché no, con l'assaggio anche di una delle migliori cucine esistenti.



Pasta patate e provola

Ingredienti:
300 g di mafalde corte Garofalo
400 g di patate
150 g di provola
50-100 g di scorza di parmigiano reggiano
1 cipolla
olio
sale e pepe


Pelare le patate, ridurle a tocchetti e metterle in acqua fredda. In una pentola dal fondo spesso fare soffriggere la cipolla tritata con l'olio. Quando si sarà imbiondita, unirvi le patate, lasciarle insaporire per un paio di minuti mescolando ed aggiungere circa 1 litro di acqua che avremo precedentemente riscaldato. Con un pelapatate pelare la parte esterna della scorza del parmigiano e ridurla a pezzetti. Unirla alle patate e lasciare cuocere per circa mezz'ora, cioè fino a quando le patate saranno tenere e la scorza di parmigiano avrà rilasciato tutto il suo sapore, diventando anch'essa morbida, ma restando allo stesso tempo abbastanza consistente. A questo punto regolare di sale e buttare la pasta, mescolando spesso ed aggiungendo altra acqua calda se necessario. Grattugiare la provola con la grattugia a fori larghi o farla semplicemente a pezzetti ed unirla alla pasta a fine cottura. Lasciare assestare un paio di minuti la pasta e servirla con un pizzico di pepe.



Come sempre la sequenza delle (st)renne prevede il lunedì Alessandra&Daniela, il martedì noi, il mercoledì Stefania, il giovedì Flavia ed il venerdì Mapi. Il giro si ripeterà tre volte e la quarta settimana sarà la volta delle nostre (st)rennine. Nel frattempo non dimenticatevi di inviare a Stefania una ricetta di minestre o zuppe gluten-free...potreste essere voi le (st)rennine della prossima raccolta ;-)



Con questa ricetta partecipo anche al contest "In cucina a Km 0"



Anna Luisa