lunedì 16 novembre 2009

Sapori a stelle e strisce: i blueberry muffins!






Fin da quando ero piccola ho avuto una vera e propria passione per gli Stati Uniti. Probabilmente per tutti i telefilm che guadavo da bambina e che mi tenevano incollata innanzi alla TV ad ammirare quel mondo che mi sembrava perfetto. Crescendo ho capito che tale perfezione non esiste, ma devo dire che ogni qualvolta torno negli States me ne innamoro sempre di più, sia per i posti bellissimi che ci sono, sia per le persone splendide che vi abitano.
La prima volta siamo andati a New Haven nel Cunnecticut per il matrimonio di un mio cugino (solo di 11° grado). Quella volta fummo ospiti dei suoi genitori, che ci trattarono veramente bene e che soprattutto ci permisero di entrare in uno dei telefilm della mia infanzia. La loro casa era bellissima, su tre piani con una cucina enorme, di cui mi è rimasto impresso il frigorifero, a due ante, con dispenser del ghiaccio, insomma, il classico frigorifero americano e non per caso l'ultimo giorno cedetti alla tentazione e mi scoprirono a fare una ripresa a quell' "oggetto del mio desiderio".
In ogni telefilm americano che si rispetti non può mancare il momento della colazione, quando tutta la famiglia è riunita attorno alla tavola, su cui appaiono cibi dolci e salati insieme. Anche se successivamente mi sono adeguata alla "american breakfast", ormai abitudine quando c'è negli alberghi in cui soggiorniamo durante i nostri giretti, quella volta mi orientai verso i dolci che ci venivano proposti, per cui alle uova strapazzate con bacon e canadian ham, preferivo french toasts, donuts, ma soprattutto i muffins, in particolare i blueberry muffins. Questi dolcetti così ben lievitati, dal sapore di vaniglia e di mirtilli, con quelle bellissime fasce viola/blu che comparivano quando si spaccavano, mi sono rimasti nel cuore tanto che quando si parla di muffins, mi viene spontaneo pensare a questo tipo in particolare ed altrettanto spontaneamente mi è venuto in mente di prepararli quando Fabio, di ritorno al supermercato, mi ha portato una vaschetta di mirtilli neri freschi (ma probabilmente era un messaggio per me: "voglio i muffins ai mirtilli!"). E così, da un mix di casualità per un ingrediente trovato per caso ed un sacco di ricordi "made in USA", sono nati i miei blueberry muffins.





Blueberry Muffins

Ingredienti per 6 muffins:
250 g di farina
100 g di zucchero
1/2 cucchiaino di essenza di vaniglia
1/2 bustina di lievito in polvere per dolci
1/2 cucchiaino di sale
1/2 cucchiaino di ammoniaca
2 uova
50 ml di olio di riso
2 vasetti di yogurt bianco
1 vaschetta di mirtilli neri





Miscelare in una ciotola tutti gli ingredienti secchi. In un'altra ciotola mescolare le uova con lo yogurt e con l'olio. Preriscaldare il forno a 170°C funzione ventilato. Aggiungere gli ingredienti umidi a quelli secchi e mescolare giusto per ottenere un impasto umido, anche se con dei grumi. Aggiungere i mirtilli interi. Disporre i pirottini da muffins nello stampo e riempirli per i 2/3. Infornare e cuocere per 30-35 minuti, trascorsi i quali è consigliabile fare la prova stuzzicadenti e verificare la cottura dei muffins. Servire sia caldi che freddi.

Anna Luisa


mercoledì 11 novembre 2009

Arrosto di tacchino alla melagrana





L'arrosto è un piatto importante che spesso è presente nelle occasioni speciali. Solitamente lo si ritrova nel menu delle festività o comunque nei pranzi domenicali. Ricordo quando ero piccola e vedevo mia madre e mio padre che si impegnavano insieme a legare l'arrosto. Ricordo il suo profumo una volta rosolato e poi sfumato con il vino rigorosamente rosso. Ricordo che la carne si doveva raffreddare del tutto prima di essere tagliata, altrimenti si sarebbe rotta e le fette non sarebbero venute "belle". Ricordo il sugo di cottura che veniva filtrato e poi frullato. Ed infine ricordo quando arrivava il piatto in tavola con tutte quelle belle fette, accompagnato dalla salsina ed il tutto contornato spesso da patate. Erano i giorni di festa, quelli in cui, forse perchè si aveva più tempo per seguire la cottura della carne, forse perchè non si poteva mangiare la solita fettina cotta sulla piastra, si cucinava l'arrosto. Questo piatto sicuramente non veniva quindi preparato in un giorno qualsiasi della settimana. Oggi invece senza alcuna festa o ricorrenza particolare, ho deciso di preparare un arrosto. In realtà sto già pensando al pranzo di Natale e sono certa che sia stato questo il motivo che mi ha indotta a preparare questo piatto. Avevo due melagrane in casa e così ho deciso di preparare l'arrosto di Gata del blog "Quaderno di ricette". L'unica modifica che ho apportato è stata di sostituire la carne di manzo con un bel cosciotto di tacchino che ho disossato e legato come un arrosto.
Il tutto è stato accompagnato da funghi al forno.



Arrosto di tacchino alla melagrana con funghi

Ingredienti
Un cosciotto di tacchino
1 cipolla
1 spicchio d'aglio
2 melagrane
1/2 bicchiere di vino rosso
1 bicchiere di brodo
olio
sale
500 g di funghi orecchioni
origano


Fare rosolare nell'olio la cipolla e l'aglio tritati, eliminarli ed aggiungere il cosciotto alzando il fuoco e facendolo rosolare bene da tutti i lati. Sfumare con il vino rosso e farlo evaporare cuocendo il cosciotto per circa 20 minuti, unendo il brodo poco alla volta. Aggiungere il succo delle melagrane ottenuto mettendo i chicchi nello schiacciapatate, la cipolla e l'aglio soffritti, salare e proseguire la cottura per altri 15 minuti. Finire di cuocere l'arrosto in forno a 180°C per 30 minuti, coperto con la carta alluminio.
Nel frattempo pulire i funghi, tagliarli a pezzi ed infornare anche'essi dopo averli conditi con sale, olio ed origano. Cuocerli per circa 45 minuti.
Tolto l'arrosto dal forno, lasciarlo avvolto nell'alluminio finché non si sia completamente raffreddato. Tagliarlo a fette ed accompagnarlo con il fondo di cottura filtraro e frullato.
Di certo oggi non è domenica, ma dal profumo che c'era in casa, sembrava veramente un giorno di festa!

Anna Luisa

domenica 8 novembre 2009

Grazie 1000...e baccalà alla napoletana





Vi diciamo "grazie mille", perché oggi è un mese esatto che è nato il nostro blog e abbiamo superato i 1000 contatti. Sarà molto, sarà poco? A noi non interessano i numeri, ma ci sembra tantissimo e per questo vi ringraziamo anche solo per essere passati a dare una sbirciatina. Grazie per il sostegno e per l'affetto dimostratoci.
Crediamo che non ci sia modo migliore di dirvi grazie che quello di lasciarvi una ricetta della nostra tradizione.





Il baccalà a Napoli è di casa. Fa parte della nostra tradizione culinaria da sempre. Era un alimento ricco che costava poco, quindi si mangiava tutto l'anno, non solo nel periodo natalizio. Anche oggi è così, e i tanti negozi che vendono solo baccalà ne sono la conferma, ma durante le festività natalizie c'è un vero e proprio boom nei consumi, e piaccia o non piaccia su ogni tavola partenopea fa la sua bella presenza la sera della Vigilia. E così da alimento povero si trasforma in uno dei prodotti più cari e ricercati. Il pezzo migliore e più saporito è il cosiddetto "mussillo", il filetto alto, candido, dalla consistenza soda e carnosa.
Anche se a Napoli dare del "baccalà" a qualcuno non è esattamente un complimento, noi vi diamo la nostra ricetta del "Baccalà alla napoletana". E' un piatto semplice da preparare, ma gustoso.
Gli italiani sono tra i maggiori consumatori di questo prodotto, sia sotto forma di baccalà che di stoccafisso, ma pare che i campani siano i maggiori consumatori in Italia. Il baccalà viene preparato in tanti modi diversi. Un modo molto semplice di servirlo, ma non per questo meno gustoso, è fritto. I pezzi di baccalà vengono infarinati e fatti sfrigolare nell'olio bollente per pochi minuti. Una delizia per il palato. Un altro modo "classico" di prepararlo è con la ricetta che oggi vi proponiamo, cioè con pomodorini ed olive in tegame rigrosamente di coccio.



Baccalà alla Napoletana
Ingredienti:
1 Kg di baccalà
600 g di pomodorini,
150 g di olive nere (di Gaeta preferibilmente)
1 peperoncino
1 spicchio d'aglio
olio
Lavate il baccalà, fatelo a pezzi e mettetelo da parte. Fate soffriggere nell'olio l'aglio ed il peperoncino, aggiungete i pomodori e cuocete per 10 minuti. Unite il baccalà e le olive (se preferite snocciolate) e cuocete  per 30 minuti circa. Servite caldo.



Anna Luisa e Fabio

sabato 7 novembre 2009

La crostata di mele e mandorle è di Adriano Continisio

Perchè oggi 8 novembre 2009 molti food bloggers e forumisti pubblicano in contemporanea questa ricetta?
Per solidarietà con Adriano Continisio che l'ha inventata e pubblicata sul suo blog già nel 2007.

Riassumendolo in pochissime parole, questa manifestazione vuole porre l'attenzione prima di tutto sulla necessità di un comportamento corretto per chi usa la rete nei confronti di chi pubblica materiale. Spesso si sceglie di mettere a disposizione il proprio materiale o lavoro con una licenza che permette di usarlo a condizione che se ne citi la fonte e questo è già un dono, a nostro avviso. Si dice a chi legge: puoi gratuitamente utilizzare il materiale, puoi prenderlo, ma devi specificare che è mio e dire dove l'hai preso. Non è chiedere molto!
Altra importante condizione è che il materiale non venga usato a scopo di lucro.
Quando tutte e due le condizioni non vengono rispettate è evidente che la cosa è ancor più grave.

Questa volta è capitato ad Adriano, ma nel tempo è già capitato ad altri. Creare un tam tam è forse il primo di tanti passi per avversare il fenomeno, perciò ci siamo uniti e oggi pubblichiamo con il nome del suo autore la ricetta e la foto della crostata che ognuno di noi ha preparato.


E' ora che tutti sappiano di chi è la farina e pure il sacco!!!!!








LA CROSTATA DI MELE E MANDORLE E' DI ADRIANO CONTINISIO



Ingredienti:
400 gr pasta frolla*,
4 mele grandi (ca. 600gr al netto degli scarti),
80 gr di zucchero,
4 cucchiai di amaretto di saronno,
succo di mezzo limone,
poca cannella in polvere.

massa di mandorle:
120 gr uova intere,
60 gr zucchero,
50 gr farina di mandorle,
15 gr farina di mais fioretto,
15gr di fecola,
un pizzico di sale,
estratto di mandorle.
una manciata di mandorle a lamelle,
sciroppo di zucchero,
marmellata di albicocche.

Procedimento
Saltare a fiamma alta le mele sbucciate e tagliate a cubetti, miscelate con il succo di limone e lo zucchero, fino a che non risultino asciutte ma non spappolate. Incorporare il liquore e la cannella e lasciare raffreddare.
Foderare uno stampo da 26 cm e cuocere in bianco per 15 minuti (i primi 10 con carta da forno e riso).
Nel frattempo montare le uova con lo zucchero ed il sale, incorporare delicatamente le polveri e poche gocce di estratto.
Pennellare la frolla con poca marmellata, versare le mele, coprire con la massa e cospargere con le mandorle a filetti.
Infornare a 170° per ca. 20 minuti.
All'uscita dal forno lucidare con sciroppo a 30°be.
Pubblicato da Adriano domenica 23 settembre 2007 alle 9.02


Per chi non conosce l'antefatto la storia è su Profumo di Lievito, il blog di Adriano.


Dal post di Adriano i seguenti chiarimenti sul dolce.

Quanto conservare la crostata
Adriano: la marmellata fa da parziale barriera, ma la frolla tende ed assorbire l'umido delle mele. Una giornata regge. La farcia è morbida e la copertura inizialmente croccante, poi si ammorbidisce.

Come ottenere lo sciroppo a 30° be per lucidare la torta
Adriano: per lo sciroppo: versare 100 gr di acqua in un pentolino, aggiungere 135 gr di zucchero semolato, portare ad ebollizione, poi lascia reffreddare.

Le uova come sono pesate?
Adriano: le uova vanno pesate senza guscio.


*Per la pasta frolla
Adriano: la mia ricetta è questa, dividete per 4 o 5.
1000 gr farina 0 biscotto (in alternativa 900 gr 00 e 100 gr fecola di patate), 500 gr burro appena morbido, 250 gr zucchero a velo (200 se utilizziamo il miele), 200 gr uova intere (oppure 150 gr uova e 50 gr di miele d’acacia se vogliamo una frolla morbida), 6 gr di sale sciolto in 20 gr di succo di limone, 6 gr di lievito istantaneo (se utilizziamo farina normale), zeste grattugiate di un limone, 1 cucchiaino di essenza di vaniglia.
Per ulteriori spiegazioni cliccare su La pasta frolla perfetta di Adriano.

La crostata di mele e mandorle di Adriano Continisio

martedì 3 novembre 2009

Week end goloso in Umbria-seconda parte





L'Umbria è una regione che ci sorprende sempre. Nonostante le nostre numerose visite, ogni volta che torniamo, riusciamo a trovare qualcosa di nuovo e di interessante da scoprire. Il tempo a disposizione questa volta non è tantissimo, quindi ci limitiamo a fare un giro per la Valnerina, la valle del fiume Nera, che nasce nella zona dei Monti Sibillini nelle Marche, attraversa una zona montuosa nell'Umbria sud-orientale, per poi raggiungere Terni e da lì sfociare nel Tevere presso Orte. Questo è uno dei periodi migliori per visitare questa zona perché il paesaggio si tinge dei mille colori dell'autunno. Se fossimo nel New England si parlerebbe di "fall foliage" o "indian summer". Non abbiamo un termine in italiano per definire questo spettacolo della Natura, ma ce lo godiamo egualmente.
Una prima sosta la facciamo proprio lungo la riva del fiume Nera, in una strada sterrata che lo costeggia.



Quindi proseguiamo fino ad arrivare alla Abbazia di San Pietro in Valle adagiata sul Monte Solenne che domina la rigogliosa vallata circostante.
Alcuni cenni storici sull'Abbazia: QUI.








Dall'esterno colpisce il bel campanile; l'interno presenta i resti di affreschi sulle pareti che ci fanno solo immaginare la bellezza di questa Chiesa nel suo pieno splendore.











 Dopo essere scesi nel vicino chiostro, entriamo in quella parte della costruzione che è diventata una residenza d'epoca che offre ospitalità a chi si vuol concedere una pausa rilassante e un punto di partenza per esplorare la zona. Il sito web per chi volesse informazioni è il seguente:
Residenza d'epoca San Pietro in Valle







Dalla splendida terrazza si ammira il paesaggio circostante.
Lungo la strada che ci porterà ad Acquasparta, dove pranzeremo, facciamo una sosta nei pressi delle cascate delle Marmore. Purtroppo il tempo a disposizione è poco e ci limitiamo ad ammirarle dall'esterno, con il Sole che si cela dietro la nube di vapore che si alza, il tutto immerso in uno splendido scenario autunnale.





Giungiamo quindi alla nostra meta, il Bar Ristorante delle sorelle Pesciaioli (Piazza G. Verdi, 4 - Portaria, Acquasparta (TR), telefono: 0744 931174). Ambiente semplice, cucina casereccia.
Siamo qui perché, su suggerimento di Marco e Letizia, andremo a provare la cosiddetta "pizza sotto lo focu", prodotto tipico della tradizione gastronomica ternana.






Si tratta di una pizza alta che viene cotta nel forno a legna e poi farcita in vario modo: salsiccia, formaggio, prosciutto, erbe di campo. Noi la proviamo...in tutte le versioni. Ottimi anche la coratella d'agnello e i fagioli con la cotenna. Chiudiamo il pranzo con una zuppa inglese nella versione della casa.










Dopo pranzo facciamo due passi (di più non sarebbe possibile viste le dimensioni della frazione) per il paesino prima di fare ritorno a casa.






Anna Luisa e Fabio

lunedì 2 novembre 2009

Week end goloso in Umbria-prima parte




Potevano due golosi (e pasticcioni) come noi rifiutare l'invito di Ross (A Casa di Ross) a partecipare ad uno dei tanti corsi che organizza la Perugina nella sua "Scuola del cioccolato"? Ma certo che no! Il corso al quale ci siamo iscritti è il "Master tutto latte".



 Come scopriremo poi, è la prima volta che si tiene questo corso in cui si lavora il cioccolato al latte anziché quello fondente. L'occasione è ghiotta per rivedere Ross e Giancarlo conosciuti al raduno di Bordighera della "Cucina Italiana", per impastrocchiare un po' con il cioccolato e visitare un altro pezzetto di Umbria in compagnia di Marco, fratello di Fabio, di sua moglie Letizia, che parteciperà anche lei con ottimi risultati al corso di cioccolato e del nostro dolcissimo nipotino Paolo. Inoltre per noi è il primo corso di cucina a cui partecipiamo e non vediamo l'ora di iniziare!




Poco prima dell'inizio del corso ci incontriamo con Ross e Giancarlo e ci scambiamo "dolci pensieri" che abbiamo preparato gli uni per gli altri. Abbiamo ancora qualche minuto e ne approfittiamo per gironzolare nel piccolo museo della Perugina e nello spaccio, ripromettendoci di tornare alla fine del corso per degli acquisti.



Facciamo la conoscenza del Maestro Massimiliano Guidubaldi che terrà la lezione e prendiamo ognuno posto in una delle postazioni  attrezzate di tutto punto.




Dopo una breve introduzione sul cacao e sulla sua lavorazione, mettiamo mano ai pentolini e agli ingredienti ed iniziamo a lavorare sotto la guida del Maestro.



 Per prima cosa prepariamo il "cuore" dei tartufi alla vaniglia che mettiamo lì a riposare. Passiamo quindi alla realizzazione di due ganaches che andranno a farcire dei cioccolattini a forma di rosa: una al sapore di grappa (e che grappa! Riserva di Sagrantino di Montefalco di Lungarotti), l'altra al caramello.



 Dopo avere effettuato queste operazioni con gli ingredienti già dosati che ci sono stati consegnati, passiamo alla fase più delicata della lavorazione del cioccolato, ovvero il temperaggio.



 Questa procedura consente al cioccolato di rimanere lucido e di non far affiorare in superficie la patina bianca di burro di cacao. Seguiamo scrupolosamente la procedura cercando di impastrocchiare meno possibile il tavolo da lavoro. Si versa il cioccolato fatto sciogliere a bagnomaria sul piano di lavoro, si allarga quanto più si può con le spatole, si raccoglie di nuovo al centro e si ripete l'operazione diverse volte. Il tutto si rivela meno difficoltoso di quanto potessimo pensare, quindi raccogliamo il cioccolato nella ciotolina e ne controlliamo la temperatura! 29°C, ci siamo! Operazione riuscita.



 Passiamo poi a foderare lo stampo per creare l'involucro esterno dei cioccolattini. Dopo che si è raffreddata la cioccolata, farciamo fin quasi all'orlo con le due ganaches precedentemente preparate, e successivamente passiamo a chiudere i cioccolattini con l'ultimo strato in superficie.



 Atteso il tempo di raffreddamento, sformiamo i nostri bei cioccolattini a forma di rosa.



Nel frattempo terminiamo la preparazione dei tartufi. Uniamo a due a due le piccole semisfere che abbiamo creato con l'impasto e lo passiamo nel cioccolato al latte fuso, prima di farli rotolare nel cacao posto in un vassoietto per terminare la preparazione e lasciamo lì a rassodare per bene.



 La lezione si conclude con la consegna dei diplomi da parte del Maestro che ci "incorona" anche con il tocco della Perugina. Dopo la lezione, il Maestro si sofferma a lungo con noi, e ne approfittiamo per fargli mille domande a cui risponde con grande disponibilità e competenza.



E' stata una bellissima esperienza, svoltasi in un clima molto rilassante e tranquillo, con la gradevole compagnia dei carinissimi Ross e Giancarlo.






                                                    
Ma passiamo alle ricette!

Pralina al caramello
Ingredienti:
80 g di panna fresca
60 g di cioccolato bianco
110 g di cioccolato al latte
24 g di caramello
350 g di cioccolato al latte per la copertura

Procedimento
Portare a bollore la panna.
Unire i due cioccolati finemente sminuzzati e successivamente il caramello.
Fare raffreddare la ganache.
Temperare il cioccolato di copertura
Preparare dei gusci con il cioccolato temperato.
Con un sac a poche farcire con la ganache i gusci.
Richiudere, refrigerare 10 minuti e smodellare.

Pralina alla grappa
Ingredienti:
60 g di panna
150 g di cioccolato fondente
8 g di burro
28 g di grappa
350 g di cioccolato al latte per la copertura

Procedimento
Portare a bollore la panna.
Unire il cioccolato fondente finemente sminuzzato ed infine il burro e la grappa.
Fare raffreddare la ganache.
Temperare il cioccolato di copertura.
Preparare dei gusci con il cioccolato temperato.
Con un sac a poche farcire con la ganache i gusci.
Richiudere, refrigerare 10 minuti e smodellare.

Tartufo alla vaniglia
Ingredienti:
50 g di panna
120 g di cioccolato al latte
150 g di cacao amaro in polvere
350 g di cioccolato al latte per la copertura
1 stecca di vaniglia

Procedimento
Portare a bollore la panna e fare un infuso con la bacca di vaniglia.
Unire il cioccolato finemente sminuzzato.
Fare raffreddare la ganache.
Con un sac a poche con bocchetta liscia realizzare dei coni su un foglio di carta da forno, far cristallizzare in frigorifero e con le mani dare una forma tonda.
Temperare il cioccolato per la copertura.
Con una forchettina per praline trampare i tartufini nel cioccolato e rotolare nel cacao.

Provateli, sono ottimi!

Parola di
Anna Luisa e Fabio




mercoledì 28 ottobre 2009

Torrone dei morti: I fantastici quattro





Lo sappiamo, l’argomento è un po’ macabro e per questo cercheremo di “addolcirlo” un po’.


Una tradizione che accomuna un po’ tutta la penisola è quella di preparare dei dolci per la Commemorazione dei defunti del 2 Novembre. Spesso questi dolci nel nome o nella forma ricordano delle ossa. Alcuni prendono la veste di biscotti, come le “fave dei morti” e le “ossa di morto”. Altri invece sono a base di pane come "le mani" e il "pane dei morti". Poi ci sono quelli a base di marzapane come le "dita di apostolo" e la "frutta martorana".
A Napoli invece la tradizione impone che per questo giorno si regali del torrone, il cosiddetto "torrone dei morti". In realtà questa preparazione ha poco a che vedere con il classico torrone duro e caramellato a base di miele, ma prevede come ingrediente principale il cioccolato che può essere declinato in diversi modi e con variegati gusti. Questo torrone, proprio perché morbido e cremoso è conosciuto anche come "muollo", per sottolinerne la consistenza.
Alcune persone che l'hanno assaggiato sostengono che più che torrone dei morti sia un torrone "resuscita morti." Diciamolo, per chi ama il cioccolato è una vera ghiottoneria! Un bel modo per "addolcire" una giornata che altrimenti sarebbe triste.

Dunque, passiamo alla presentazione di quelli che abbiamo definito "I fantastici quattro"...a voi poi dedurne le ragioni...

Per primo incontriamo "un bel tipo", che alcuni hanno avuto già il piacere di conoscere: il torrone alle nocciole.
Deciso nella croccantezza delle nocciole intere, ma scioglievole in bocca, sa conquistare i palati più ostici, tanto da meritare il soprannome di "torrone resuscita morti".






Il secondo torrone è "figlio del torrone alle nocciole e della mandorlella". Dal primo ha ereditato la croccantezza, ma questa volta di mandorle sminuzzate; mentre dalla seconda la delicatezza del sapore. Avrete capito il suo nome: è il torrone alle mandorle.





Passiamo poi alla presentazione del "nervoso del gruppo". Dal gusto deciso, sa fare destare tutti coloro che lo provano o gli si avvicinano, perché il suo aroma inebriante si avverte anche a distanza: il torrone al caffè.




 Ed eccoci infine giunti a quello che potremmo definire il membro più importante del gruppo: Mister Fantastic! Dallo stile inconfondibile, indossa un abito degno dei migliori stilisti italiani. I colori che lo costituiscono danno una nota di allegria a questo giorno "di festa" un po' particolare. Il suo sapore è una continua scoperta che passa dalla nocciola, alla mandorla, per raggiungere l'apice con il pistacchio. E' il torrone "tricolor".






Ora che vi abbiamo incuriositi con questa presentazione, vi spieghiamo anche come "incontrare personalmente" questo bel quartetto, realizzandolo da voi!



Torrone dei morti (alle nocciole)

Ingredienti:
300 g di cioccolato fondente
500 g di cioccolato bianco
200 g di crema di nocciole
150 g di nocciole intere

Sciogliete il cioccolato fondente e colatelo all'interno di una vaschetta "Cuki" per rivestirla (tenetene da parte un po'). Sciogliete il cioccolato bianco ed aggiungetevi la crema di nocciole e le nocciole. Amalgamate gli ingredienti e versateli nella vaschetta dove il cioccolato fondente si sarà solidificato. Fate solidificare il tutto e versatevi sopra il restante cioccolato fondente. Fate raffreddare per bene e capovolgetelo.

Per il torrone alle mandorle
seguite il procedimento del torrone alle nocciole, sostituendo la crema di nocciole con quella di mandorle e la stessa quantità di nocciole con le mandorle sminuzzate grossolanamente.

Per il torrone al caffè
aumentate a 600 g la cioccolata bianca e sostituite la crema con il preparato per gelati al caffè.

Per il torrone tricolor
preparate tre ripieni. Il primo con 250 g di cioccolato bianco e 100 g di crema di nocciole; il secondo con 250 g di cioccolato bianco e 100 g di crema di mandorle; il terzo con 125 g di cioccolato bianco e 50 g di crema di pistacchi.
Versate nella vaschetta un gusto alla volta , aspettando che si sia solidificato prima di versare il successivo.

Gustatevi queste bontà e buona "festa" dei morti!

Anna Luisa e Fabio