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giovedì 8 settembre 2011

Né carne né pesce...o entrambi?



Abbandoniamo le divagazioni e torniamo al nostro racconto culinario del Portogallo. Questo Paese è stato una sorpresa per me, così come lo è stato vedere il numero di chili che avevo preso al mio ritorno in Italia, ma questa è un'altra storia...
Dicevo che i portoghesi, noti soprattutto per la varietà di modi in cui preparano il baccalà, in realtà, hanno un'infinità di altri piatti sia di terra che di mare che non hanno assolutamente nulla da invidiare alla nostra cucina. La ricetta che ho deciso di presentare oggi, poi, è un ottimo connubio terra-mare con un accostamento che potrebbe essere definito azzardato, ma che vi invito a provare perché sono certa vi stupirà positivamente.
Questo è forse stato uno dei primi piatti portoghesi che abbiamo provato proprio nella bellissima cittadina di Evora, ma ammetto di non aver resistito ad ordinarlo una seconda volta quando l'ho ritrovato sul menù di un ristorante a Vila Nova de Gaia. Il piatto di cui sto parlando è il maiale all'Alentejana (l'Alentejo è la regione in cui si trova proprio Evora), ed è particolare perché al maiale vengono accostate le vongole ed il tutto viene servito su un letto di patate fritte ed accompagnato da fettine di limone.



Carne de Porco à Alentejana (Maiale all'Alentejana)

Ingredienti:
800 g di lonza di maiale
1 kg di vongole
3 spicchi d'aglio
1/2 bicchiere di vino bianco
olio extravergine d'oliva
sale
pepe
5 patate di media grandezza
1 limone

Mettere le vongole  a spurgare in acqua salata. Preparate un mix con il sale e aglio tritato, quindi strofinarlo sul maiale. Massaggiare la carne con del pepe e lasciarla a riposo in frigo in un contenitore, coperto, per almeno 12 ore.
Trascorso questo tempo, tagliare a pezzi regolari la carne. In un tegame di terracotta riscaldare l'olio e disporvi il maiale. Fare rosolare bene e sfumare con il vino. Quando la carne sarà quasi pronta, aggiungere le vongole ed aspettare che si aprano i gusci. A fine cottura regolare di sale e scartare i gusci che non si saranno aperti.
Nel frattempo tagliare a fette le patate e friggerle. Disporle sul piatto da portata ed adagiarvi sopra la carne e le vongole. Decorare il piatto con delle fettine di limone.




 Certo non è un piatto light, ma che sicuramente ha aiutato la mia linea...a diventare ancora più curva!

Anna Luisa

venerdì 17 settembre 2010

Quando il salmone ha freddo...va coperto!



Allora, avete digerito l'antipasto islandese?
Spero di si, perché sto per presentarvi il patto principale del menù.
Dovete sapere che in Islanda, oltre allo squalo putrefatto di cui vi ho già parlato, sono soliti consumare anche carne di balena, pulcinelle di mare o puffins, oltre ad agnello, halibut, merluzzo e salmone. Ho provato a chiedere al pescivendolo di fiducia se si trovava per caso una fetta di carne di balena, ma ha detto che l'aveva terminata...scherzo!!!
In realtà Fabio ed io, pur essendo soliti assaggiare tutti i piatti tipici dei Paesi che visitiamo, abbiamo desistito dal provare la balena ed il puffin in quanto preferiamo ammirare questi bellissimi mammiferi ed uccelli dal vivo e sperare nel caso delle balene, che ci donino un momento emozionantissimo mostrandoci la loro pinna o meglio ancora la coda; e nel caso dei puffins, che dopo la loro buffissima camminata, si lancino in un volo con il loro veloce sbattere di ali. In realtà non abbiamo provato neanche lo squalo putrefatto...ma per altre ragioni! :-(
Tornando al nostro piatto, ho deciso di riprodurre un "main course" a base di salmone,  provato in un ristorante, che per una serie di contrasti tra tenero e croccante, mi è piaciuto molto.




Trancio di salmone su letto di patate e "copertina" di mandorle ed uvetta

Ingredienti:

2 patate medie
2 cucchiai di farina
4 tranci di salmone fresco
100 g di mandorle a lamelle
50 g di uvetta
4 cucchiai di olio
sale

In una padella antiaderente fare tostare le lamelle di mandorle ed aggiungervi l'uvetta ammollata e strizzata. Mettere da parte.
Grattugiare le patate con una grattugia a fori larghi e mescolarle con la farina. Formare delle palline e schiacciarle. Riscaldare nella padella 2 cucchiai di olio e disporvi i rösti di patate. Cuocerli 3-4 minuti per lato, tamponarli con la carta da cucina e tenerli da parte in caldo.
Nel frattempo, nella stessa padella in cui avremo cotto i rösti, riscaldare il restante olio e disporvi i tranci di salmone, cuocendoli 4-5 minuti per lato. Salare solo alla fine.
Mettere nel piatto un rösti, disporvi sopra un trancio di salmone e coprire il tutto con le mandorle e l'uvetta.



Certo che in Islanda fa freddo, ma credo che il nostro salmone abbia una calda "copertina"!

Anna Luisa

lunedì 17 maggio 2010

Quel tonno di Fabio...



Il primo che pensa che qualcuno mi ha dato del tonno...ha ragione! Chi, vi starete domandando. Ma il pescivendolo of course! (chi ha deciso di non andare avanti con la lettura è perdonato...)
Uno dei pesci che amo maggiormente è sicuramente il tonno. In questo periodo, sui banchi delle pescherie, cominciano a vedersi questi bei pezzi di carni rosse che sono una vera tentazione. Qualche giorno fa l'ho visto è ho ceduto. Il modo classico in cui lo preparo è con i semi di sesamo, leggermente scottato in padella. Questa volta però ho voluto dare un'interpretazione diversa. Visto che l'albero di limoni in giardino gronda letteralmente di questi splendidi frutti dorati  ho pensato di usare la loro buccia profumatissima e un po' di timo fresco per la realizzazione di questo piatto. In genere i pesci amano cotture brevi che lascino le carni tenere. Il tonno ancora di più, va tenuto quasi crudo per assaporarlo al meglio. Quando è freschissimo, il pesce crudo è il massimo. Difatti a me piacciono tantissimo anche sushi e sashimi che ho avuto modo di preparare per una cena tra amici tempo fa, seppure in una versione "soft" per venire incontro ai gusti dei commensali. Ed ecco il risultato...



Ingredienti
fette di tonno alte circa 2 cm
buccia di limone
timo fresco
olio
sale grigio bretone

Preparazione

Lavare e sbucciare un limone non trattato facendo attenzione a prendere solo la parte gialla e non anche quella bianca amara e tagliare la buccia a listarelle. Lavare per bene il timo ed asciugarlo. Mettere da parte.
In una padella antiaderente versare un filo di olio extra vergine d'oliva, riscaldarlo per bene e mettere la fetta di tonno. Dopo un minuto e mezzo,massimo due minuti rigirare e tenere per lo stesso tempo. Il cuore della carne deve rimanere di un bel rosso intenso. Una volta cotto, mettere su un tagliere e ricavarne dei cubetti.
Ho messo la julienne di buccia di limone sul fondo del piatto, i cubetti di tonno salati con del sale grigio bretone e ho decorato con un po' di timo fresco.



Credo che il gusto del limone e quello del timo si siano sposati particolarmente bene col tonno.
Ah, e sappiate che se qualcuno volesse darmi ancora del tonno...è ben accetto!

Fabio

domenica 8 novembre 2009

Grazie 1000...e baccalà alla napoletana





Vi diciamo "grazie mille", perché oggi è un mese esatto che è nato il nostro blog e abbiamo superato i 1000 contatti. Sarà molto, sarà poco? A noi non interessano i numeri, ma ci sembra tantissimo e per questo vi ringraziamo anche solo per essere passati a dare una sbirciatina. Grazie per il sostegno e per l'affetto dimostratoci.
Crediamo che non ci sia modo migliore di dirvi grazie che quello di lasciarvi una ricetta della nostra tradizione.





Il baccalà a Napoli è di casa. Fa parte della nostra tradizione culinaria da sempre. Era un alimento ricco che costava poco, quindi si mangiava tutto l'anno, non solo nel periodo natalizio. Anche oggi è così, e i tanti negozi che vendono solo baccalà ne sono la conferma, ma durante le festività natalizie c'è un vero e proprio boom nei consumi, e piaccia o non piaccia su ogni tavola partenopea fa la sua bella presenza la sera della Vigilia. E così da alimento povero si trasforma in uno dei prodotti più cari e ricercati. Il pezzo migliore e più saporito è il cosiddetto "mussillo", il filetto alto, candido, dalla consistenza soda e carnosa.
Anche se a Napoli dare del "baccalà" a qualcuno non è esattamente un complimento, noi vi diamo la nostra ricetta del "Baccalà alla napoletana". E' un piatto semplice da preparare, ma gustoso.
Gli italiani sono tra i maggiori consumatori di questo prodotto, sia sotto forma di baccalà che di stoccafisso, ma pare che i campani siano i maggiori consumatori in Italia. Il baccalà viene preparato in tanti modi diversi. Un modo molto semplice di servirlo, ma non per questo meno gustoso, è fritto. I pezzi di baccalà vengono infarinati e fatti sfrigolare nell'olio bollente per pochi minuti. Una delizia per il palato. Un altro modo "classico" di prepararlo è con la ricetta che oggi vi proponiamo, cioè con pomodorini ed olive in tegame rigrosamente di coccio.



Baccalà alla Napoletana
Ingredienti:
1 Kg di baccalà
600 g di pomodorini,
150 g di olive nere (di Gaeta preferibilmente)
1 peperoncino
1 spicchio d'aglio
olio
Lavate il baccalà, fatelo a pezzi e mettetelo da parte. Fate soffriggere nell'olio l'aglio ed il peperoncino, aggiungete i pomodori e cuocete per 10 minuti. Unite il baccalà e le olive (se preferite snocciolate) e cuocete  per 30 minuti circa. Servite caldo.



Anna Luisa e Fabio