sabato 18 dicembre 2010

La (st)renne di Babbo Natale: il pdf


Quando abbiamo deciso di aprire il nostro blog, già avevamo imparato a conoscere e ad apprezzare altre utenti della blogsfera, prima in giro per i forum, poi anche di persona. Poi queste conoscenze si sono trasformate in amicizie e a quelle vecchie se ne sono aggiunte delle nuove. In questo mondo dove spesso le invidie, la voglia di primeggiare hanno la meglio, ci sono delle isole felici. Quando Alessandra di MenuTuristico ci ha proposto questa idea delle (st)renne di Babbo Natale non abbiamo esitato un secondo a dire di si. A questo progetto hanno partecipato anche Stefania, Mapi e Elisa/Flavia. In queste settimane  ognuno di noi, una volta a settimana, a rotazione ha postato qualcosa di natalizio. Alla fine ne è uscita una bellissima raccolta. E noi abbiamo deciso di "regalarvela" per questo Natale in maniera da conservarla e da consultarla per questo Natale, per le festività imminenti e quelle dei prossimi anni.
Potete scaricare il PDF dal seguente link:
http://aledani.altervista.org/STRENNE.pdf
 Noi con questo post ne approfittiamo anche per fare ad ognuno di voi che ci segue, a chi ci legge solo, a chi ci commenta, a chi semplicemente lascia un saluto i nostri più cari auguri di Buon Natale.

Anna Luisa e Fabio

giovedì 16 dicembre 2010

Macarons natalizi



Che io abbia due adorabili nipotine, Milena e Roberta ormai lo sapete, Fabio ha deciso di raggiungermi con i suoi due nipotini,Paolo ed ora Dario, ma a giorni passerò nuovamente in vantaggio io con l'arrivo della terza nipotina, Claudia. Si, un'altra femmina, perché, benché mio fratello volesse il maschio, continuano ad arrivare femmine e benché nella famiglia di Fabio volessero la femmina, continuano ad arrivare maschi. A volte la vita è strana e quasi beffarda, ma alla fine i bambini sono tutti talmente belli ed adorabili ed io mi diverto talmente tanto con loro, che non importa che prefiscano giocare con le bambole o con i trenini, riescono comunque a farmi tornare indietro negli anni ed a sentirmi una loro coetanea. Ricordo ancora quando prima Paolo e poi Milena hanno dichiarato che io ero piccola ed ero una loro amichetta, ciò in tempi e posti diversi..che dite, sono credibile nel gioco con loro? ^_^
Tornando alla nascitura, o per meglio dire alla futura mammina, mia cognata Tina è molto golosa di alcuni dolcini che ho preparato tempo fa e cosi, per evitare che la bimba si trovi delle voglie, ho pensato di soddisfarla e preparare i macarons e, dato il periodo, è bastata una spruzzata di zucchero rosso per renderli natalizi ;-)
La ricetta è sempre quella di Sandra, che per praticità vi ricopio.




Macarons (ricetta di Sandra)

Ingredienti:
200 g di farina di mandorle
200 g di zucchero a velo
5 cl di acqua
200 g di zucchero
150 g di albumi
5 gocce di succo di limone (solo per renderli bianchi)

Per la farcitura di ganache al cioccolato bianco e vaniglia:

Ingredienti:

250 g di cioccolato bianco
200 ml di panna
50 d di burro
1 cucchiaino di estratto di vaniglia

Frullare bene la farina di mandorle e lo zucchero a velo in un mixer, quindi passarli al setaccio. Nel frattempo preparare lo sciroppo di zucchero. Mescolare l'acqua e lo zucchero in un tegamino dal fondo spesso e riscaldare a fuoco medio. Se è necessario pulire i bordi, utilizzare un pennello bagnato di acqua come si fa per il caramello. Aggiungere 75 g di albumi allo zucchero a velo mescolato con la farina di mandorle, fino ad ottenere un composto abbastanza consistente. Nel frattempo aggiungere il limone agli altri albumi ed iniziare a montarli a neve in una ciotola. Quando lo sciroppo raggiunge i 114°C, montare alla massima velocità gli albumi. Appena il termometro arriva a 118-119°C,versare lo sciroppo di zucchero sul bordo interno della ciotola degli albumi montati e continuare a montarli a media velocità. Terminato di versare lo sciroppo continuare a montarle gli albumi alla massima velocità per un altro paio di minuti. Abbiamo ottenuto una meringa all'italiana.
Iniziare ad incorporare la meringa al composto di farina di mandorle, iniziando da una piccola quantità ed aggiungendone altra solo dopo che la quantità precedente sia stata completamente assorbita. A questo punto aggiungere del cacao per i macarons al cioccolato oppure del colorante per le altre versioni. Ricordarsi che il colore tende a sbiadirsi durante la cottura.
Si otterrà un composto denso, ma non fermissimo come una meringa. Mettere il composto nella sac à poche. Rivestire la teglia con carta da forno e riscaldare il forno a 170°C. Formare delle palline di composto del diametro di 3-4 cm sulla carta da forno distanziandole fra di loro. Man mano che si porranno le successive, le precedenti tenderanno ad appiattirsi un po', ma deve accadere perchè i macarons prendano la loro forma caratteristica. Cuocere 10-12 minuti, girando la placca a metà cottura. Durante la cottura i macarons si solleveranno un po', dando origine ad una superficie lucida che dovrà risultare leggermente dorata a fine cottura, ed ad un bordino ruvido. Una volta raffreddati, capovolgerli e con un dito esercitare una leggera pressione nella parte inferiore per potervi porre la farcia.

Per la farcitura, sciogliere il cioccolato a bagnomaria, aggiungere poco alla volta la panna precedentemente riscaldata ed infine il burro e l'estratto di vaniglia. Fare raffreddare completamente, meglio in frigo per 15 minuti, prima di porla nella sac à poche. Capovologere la metà dei macarons e farcirli, quindi coprire con gli altri macarons esercitando una leggera pressione. Conservare in frigo per massimo 3 giorni.

Per i trucchi per la preparazione dei macarons vi rimando qui.




Non sappiamo se alla nascitura piaceranno i macarons come a sua madre, nel frattempo spero di averle evitato di portarne una voglia addosso :-D

Anna Luisa

martedì 14 dicembre 2010

Week end a Dublino (parte terza)


Del week end a Dublino (parte prima e parte seconda) già eravamo piuttosto soddisfatti per come stesse procedendo. Ma un'ultima sorpresa ci era riservata. Quando sono fuori, la prima cosa che faccio appena mi sveglio, è buttare un occhio fuori dalla finestra per vedere com'è il tempo e con mia grossa sorpresa vedo che fuori è tutto bianco! Durante la notte infatti ha nevicato e pochi centimetri di soffice neve bianca ricoprono i tetti della città, gli alberi e le strade.



Corriamo a fare colazione per uscire subito. Noi a Napoli la neve non la vediamo mai se non sul Vesuvio nelle giornate più rigide, anche nelle parti alte della città fiocca, ma difficilmente riesce a posarsi. Di conseguenza per noi è fantastico! E neanche a Dublino è usuale la neve a fine Novembre, siamo stati davvero molto fortunati.



Percorriamo tutta O'Connell street con un po' di prudenza. La città ancora sonnecchia e la neve sembra ovattare ancora di più questa tranquillità nei movimenti e nei rumori.







Pensando che deve essere fantastico, ci dirigiamo direttamente verso loSt. Stephen's green. Ci troviamo catapultati in un paesaggio da fiaba. Il cielo è di un colore blu inteso e mentre il Sole si leva in cielo tutto sembra scintillare.

















Giriamo tutto il parco. Il laghetto si è ghiacciato in superficie. E' uno spettacolo indescrivibile. Probabilmente le foto parlano da sole.





















 Resteremmo ancora altro tempo qui, ma purtroppo abbiamo il volo di rientro nel primo pomeriggio e così, dopo un giro per i negozi di Grafton street e dintorni, una bibita calda, fatti gli ultimi acquisti, rientriamo lentamente in hotel, prima di prendere il taxi per l'aeroporto.
Quando visitammo l'Irlanda nel 2005, forse, quella che ci era piaciuta di meno era stata proprio Dublino. Invece questa volta abbiamo visto una città diversa, abbiamo imparato a conoscerla la volta scorsa con le sue attrattive imperdibili come il Trinity college (col book of Kells e la fantastica long room), la Guinness storehouse, Merrion square e i pub di Temple bar e questa volta ce la siamo goduti in maniera diversa, ma molto appagante.

venerdì 10 dicembre 2010

Ucci, ucci, sento odor di tartufucci...



Vi ho già detto che la mia famiglia è molto numerosa (ricordate i miei 30 cugini di primo grado? ^_^), mentre la famiglia di Fabio è abbastanza ristretta. Immaginate che al nostro matrimonio su più di cento invitati, i parenti di Fabio occuparono solo due tavoli. Seppure la sua famiglia in senso lato è abbastanza piccola, la sua famiglia in senso più stretto è abbastanza grande. Infatti Fabio ha un fratello più grande, uno uguale ed uno più piccolo, come dice lui, infatti quello uguale è il suo gemello ;-) Al giorno d'oggi avere tre fratelli è divenuto una rarità ed a me piace molto, considerando che amo le famiglie numerose. Purtroppo però due dei tre fratelli abitano a Terni, quindi non proprio dietro l'angolo per noi, ma appena possiamo li andiamo a trovare volentieri e cogliamo l'occasione per scoprire nuovi angoli nascosti della bella Umbria...ovviamente senza trascurarne il lato enogastronomico... ;-)



L'ultima volta che ci siamo stati, circa un mese fa, in occasione della nascita del secondo nipotino, Dario, figlio del gemello di Fabio e di Antonella, abbiamo saputo che si stava svolgendo una sagra molto interessante a Valtopina: la sagra del tartufo. E non sia mai detto che due golosacci come noi si possano perdere un'occasione simile! :-D
Con noi è venuto anche l'altro nostro nipotino, Paolo, che dall'altezza della sua veneranda età, ben nove anni, ha decretato che il tartufo nero gli piace, ma preferisce nettamente quello bianco...quando si dice che il bambino promette bene ;-)



Uovo al tartufo in cocotte (chef M. Lombardo)

Ingredienti:
4 uova
2 tartufo bianco
250 ml di panna
2 cucchiai di parmigiano grattugiato
sale e pepe



Separare gli albumi dai tuorli delle uova. Montare leggermente gli albumi ed aggiungervi il parmigiano, il sale ed il pepe e per ultima la panna. Mettere un tuorlo d'uovo in ogni cocotte e versarvi sopra la crema fatta con l'albume. Infornare a 190°C per 10 minuti circa. Affettare il tartufo sulle cocotte ancora calde e servire.

Anna Luisa

giovedì 9 dicembre 2010

Week end a Dublino (parte seconda)


Dove eravamo rimasti? Ah, si, nel treno della DART, direzione Dublino. Scendiamo alla fermata Pearse street per andare a mangiare presso O'Donoghue's, uno dei pub più famosi di Dublino. Visto che siamo nelle vicinanze di Merrion square, facciamo una capatina al parco imbiancato che ospita la celebre statua colorata di Oscar Wilde.









 Consumiamo un sandwich e una Guinness, prima di dirigerci verso il St Stephen's green, uno dei parchi più belli della città.










 Avevamo avuto modo di vederlo d'estate, tutto verde e ben curato con le persone sdraiate a terra a leggere o a giocare, lo troviamo tutto imbiancato, bellissimo.










 Attraversata la  commerciale Grafton street, proseguiamo verso il teatro, facendo delle soste all'interno del Trinity college, che abbiamo già visitato nella precedente visita, ripassiamo il Liffey, e ci concediamo una cioccolata calda in Henry street, all'altezza dello Spire.







Siamo tornati al Gate theatre perché oggi è sabato e c'è anche la matinée, ovvero lo spettacolo del pomeriggio. Di chi? Vero, ancora non ve l'ho detto. Lo spettacolo che dobbiamo vedere è Jane Eyre, e la protagonista sarà Andrea Corr, la cantante dei Corrs, celebre band familiare irlandese che ora si sta dedicando al teatro. Per chi ancora non avesse capito di chi sto parlando, probabilmente gli basterà ascoltare la loro canzone che ha avuto più successo, ovvero Breathless. Dopo avere comprato il programma del teatro, chiediamo se è possibile incontrarla dopo lo spettacolo. Ci viene detto che bisognava chiedere al manager e comunque dopo lo spettacolo della sera eventualmente. Ma noi non demordiamo, e mentre ci geliamo all'esterno del teatro, lo spettacolo finisce, e tra la gente che esce c'è anche lei che cordialissima si ferma da noi, ci firma un paio di autografi e facciamo assieme una foto ricordo.
Per me già sarebbe sufficiente così, sono felicissimo.





Visto che abbiamo un po' di tempo, torniamo in centro per goderci la città illuminata.












La sera siamo tornati per vedere lo spettacolo, siamo in prima fila a ridosso della scena. Lo spettacolo è durato circa 3 ore, lei è stata bravissima e la rappresentazione di questa appassionante storia ben interpretata da tutti i protagonisti.
Visto che siamo lì, decidiamo di attendere l'uscita degli attori, escono piano piano tutti, tranne lei. Dopo che siamo lì ad attendere un bel po', l'usciere del teatro ci dice che è all'interno del teatro, al pub, col marito e altri del cast e ci fa entrare. Abbiamo così modo di risalutarla, farle i complimenti per lo spettacolo e scambiare due chiacchiere. E' ormai troppo tardi per mettere qualcosa sotto ai denti a Dublino a quest'ora, fa anche molto freddo e decidiamo di andare a riposare.



E le sorprese di questo week end non sono finite...
Fabio