lunedì 14 dicembre 2009

Mercatini di Natale: Colmar (seconda parte)




E' domenica mattina, ci svegliamo presto, alle 8 siamo a fare colazione in hotel in una sala vuota dove ci attende un ampio buffet. Ce n'è per tutti i gusti. La colazione è ricca ed abbondante.



 Usciamo in giro per una città che sonnecchia ancora, sono aperti solo i bar e le pasticcerie che attirano con le loro vetrine piene di bontà appena sfornate.



 Visto che i mercatini sono ancora chiusi (apriranno alle 10), ne approfittiamo per esplorare i dintorni. Prima tappa è la Cattedrale, purtoppo ancora chiusa, l'ammiriamo solo dall'esterno.






 Nelle vicinanze è possibile vedere la bella "maison Pfister" degli anni '30 del 1500. Ne apprezziamo la loggia ad angolo che ritroveremo anche in altre costruzioni e le decorazioni dipinte sulla facciata.




Con i nostri amici torniamo nella zona della Petite Venise che comincia ad animarsi. Anche di giorno quest'angolo ci regala scorci di rara bellezza.










 E' proprio qui che si tiene il mercato di Natale dei bambini. Sono quasi le 10, nell'attesa dell'apertura facciamo acquisti in un negozio dove il gentile proprietario ci da anche delle informazioni turistiche e degli opuscoli (a smentire la fama di scontrosità dei francesi).



Il mercatino è piuttosto piccolo, compriamo qualche decorazione natalizia e del paine d'épices (pane speziato) che però mangeremo solo una volta rientrati a casa. Si tratta di una forma di pane molto grande che una signora sta tagliando davanti a noi, non resistiamo, ci facciamo dare una fetta. E' un pane che sa di Natale, dolce e speziato. E' originario di Digione e profuma di cannella, anice verde, chiodi di garofano, zenzero e cardamomo. Una vera delizia! Peccato averlo assaggiato solo a casa, ne avremmo comprato di più!



 A parte i bretzel giganti e i manala (pane a forma di pupazzo preparato per la festa di San Nicola) ci sono delle graffe (bomboloni fritti) e nonostante abbiamo fatto colazione da poco, non resistiamo.



Cerchiamo qualche ristorante dove cenare, ma molti sono chiusi la domenica. Ritornando verso l'hotel visitiamo il mercatino in Place de l'Ancienne Douane (piazza dell'antica dogana). E' molto caratteristico per l'arco del Koifhus, l'antica dogana e un canale che l'attraversa. Ci riscaldiamo con una cioccolata calda servita nella tazza ricordo del mercatino che va ad incrementare la nostra "collezione", assaggiamo del foie gras de canard e qualche altra specialità locale. Rientriamo in hotel che è a due passi per alleggerirci degli acquisti fatti.













Passiamo per Place du 2 Février dominata dall'edificio che per tanti anni ha ospitato un ospedale. Da qui giungiamo in Place Jeanne d' Arc sede del mercatino dedicato ai prodotti del territorio. Sono in vendita vini, birre, foie gras, salumi, formaggi e dolci natalizi...Il tutto nell'atmosfera di un villaggio alsaziano.






Percorriamo Rue de clefs, come suggerito dal depliant, lungo il "percorso di Natale", per giungere in Place des Dominicains che ospita un grande mercato che si sviluppa attorno alla Chiesa dei Domenicani. Circondati da bancarelle di artigianato locale, facciamo una sosta per assaporare la "poelée colmarienne" con patate, crauti e salumi.







 Terminato il giro delle bancarelle entriamo nella Chiesa, ormai sconsacrata, che ospita una mostra temporanea di artisti alsaziani. La Chiesa è caratterizzata dalle alte vetrate che adornano le pareti della navata e da una sola opera di rilievo, la "Vierge au buisson de roses" che raffigura la Vergine con in braccio il bambino con un roseto a fare da sfondo.





Ripreso un po' di calore e riposate le membra ammirando quest'opera, ci dirigiamo verso la vicina Place Rapp che oltre ad ospitare un ampio parcheggio è sede di una pista di pattinaggio su ghiaccio. La pista apre alle 14, abbiamo una mezz'ora a disposizione. Nelle vicinanze c'è una bella giostra degli inizi del '900 e mentre "le bambine" fanno un giro, ne approfitto per passeggiare nel parco ammirando le belle costruzioni che lo circondano e la vegetazione.



 Sono quasi le 14, ci mettiamo in fila per prendere i nostri pattini. Anna Luisa resta ai bordi della pista, rigorosamente all'esterno con la macchina fotografica, pronta ad immortalare cadute, incidenti e a farsi una pancia di risate. Dopo la (tragica) esperienza di Stoccarda, con "furto del pinguino", scene di panico e annessi vari, ci sono tutti i presupposti per rendersi ridicoli di nuovo. Ma forte dell'esperienza maturata, pian piano mi lascio andare e tra bambini che sbucano da tutte le parti a velocità supersonica, vecchietti che si esibiscono in figure artistiche, giovani che si divertono, prendo coraggio e mi allontano dalla balaustra e comincio a fare con molto orgoglio, un po' di prudenza e (soprattutto) senza nessun ruzzolone i miei giri di pista. Lo stile non sarà perfetto, ma che soddisfazione!



 Lasciati a malincuore i pattini e la pista, passiamo davanti al Musée d' Unterlinden che ospita la pala d'Issenheim. Decidiamo però di non visitarlo e di concederci una sosta golosa (lo sappiamo, qualcuno, per non dire tutti, già starà pensando: "questi qua pensano solo a mangiare!"). Optiamo per il "Café du bon negré" in Rue des Têtes dove ordiniamo una cioccolata calda e un muffin al cioccolato.









 Ammiriamo dall'interno la struttura di queste costruzioni fatte di legno e pietra. Poco più avanti merita una sosta la Maison des Têtes, dalla caratteristica facciata, oggi sede di un ristorante e di un albergo.





 Gironzoliamo per i bei negozi della zona, restiamo incantati davanti alle tante decorazioni natalizie e alle insegne in ferro, stupende e ai lampioncini decorati per il Natale.





















Arriviamo alla Cattedrale che ora è finalmente aperta e la visitiamo.



 Nel frattempo il Sole sta calando e mentre gli altri entrano a visitare il mercatino coperto del Koifhus che presenta opere di artisti locali e di antiquari, torno alla Petite Venise per fare delle foto con questa luce.













 Accumulato un altro tot di megabites sulla scheda di memoria tocca a me visitare il mercato coperto prima di rientrare per una sosta in hotel.




Ormai è buio, la città si è illuminata, la gente affolla ancora le bancarelle dei mercatini. Giriamo la città in libertà, torniamo in Place des Dominicains per altri acquisti, ci godiamo quest'atmosfera.
Per la cena abbiamo prenotato da "Le Flory" in Rue Mangold, un tipico Winstub restaurant che offre specialità alsaziane.



Proviamo la tarte flambée, una via di mezzo tra una piadina ed una pizza, molto sottile, cotta nel forno a legna. Proviamo la versione "base" e quella col formaggio di Munster, dall'intenso sapore, che avremo anche modo di comprare e di portare a casa (dove faremo fatica a togliere il forte odore dallo zainetto e da tutto ciò che vi era contenuto nonostante l'avessimo chiuso in più buste...).



 Altra specialità locale è lo choucrout. Diversi tagli di carne serviti su una montagna di crauti accompagnati da patate bollite, senape e rafano piccante.



 Chiudiamo con uno strudel di mele (un po' troppo cotto) accompagnato da gelato e crema alla vaniglia, una tarte tatin e un flan al caramello.







 Usciamo e passeggiamo per la città ormai deserta prima di chiudere la serata da J.J. Murphi's, pub sulla Grand Rue, vicino l'Ancienne Douane, per una birra prima di andare a dormire. Perchè domani ci attende...

Fabio
P.S. Trovate altre foto nel nostro fotoalbum:
fotoalbum.alfapics.it




venerdì 11 dicembre 2009

Mercatini di Natale: Colmar (prima parte)






Il nostro blog si chiama "Asssaggidiviaggio" non a caso. A parte il cibo e la cucina, un'altra delle nostre passioni sono i viaggi. Il viaggio, sia il fine settimana o la vacanza lunga estiva, per noi comincia da lontano. Una fase del viaggio a cui non rinunceremmo mai è quella della preparazione. La scelta della meta in primis, la ricerca dei voli e quindi dell'hotel, il tutto cercando di capire quanto tempo dedicare ad ogni posto studiando le attrattive che la zona offre. Per noi il viaggio inizia qui.
Come ormai da 5 anni, nei giorni che precedono il Natale, di solito nel ponte dell'Immacolata, se il calendario lo consente, assieme ai nostri amici Giusy e Flavio, per cominciare ad assaporare lo spirito natalizio nel migliore dei modi, ci immergiamo nei mercatini di Natale.
Quest'anno la scelta è caduta su Colmar e sull'Alsazia, almeno originariamente. L'Alsazia è la madre dell'albero di Natale, è qui che è nata la tradizione nel 1500, e questo già la dice lunga su come viene vissuto il Natale in questa regione. Come sempre ci muoviamo con notevole anticipo nell'organizzazione, e così già a Giugno abbiamo opzionato un hotel in centro a Colmar che dava la possibilità di annullare fino all'ultimo giorno prima dell'arrivo senza l'applicazione di penali. In realtà di hotel in centro a Colmar non è che ce ne siano molti, quindi se meditate di trascorrere del tempo qui, magari in giorni in cui c'è anche un particolare afflusso turistico, consigliamo di muoversi per tempo.
Dopo aver valutato e scartato altre possibili opzioni, a Settembre abbiamo anche prenotato i voli con Easyjet. Da Napoli infatti ci sono collegamenti diretti per l'aeroporto di Basilea, in Svizzera, che è a 45 minuti di macchina da Colmar, che si trova in Francia. Purtroppo gli orari dei voli non sono dei migliori, e così dei 4 giorni a disposizione in realtà  ne potremo godere di 2 soli pieni.
Dopo lunga attesa, finalmente arriva il 5 Dicembre, giorno della partenza. Il volo è in tardo pomeriggio, e dopo poco più di un'ora siamo a Basilea. La categoria di macchina che avevamo prenotato non è disponibile e così ce ne viene data una di categoria superiore, una Opel Zafira, con targa "sfizzera" ovviamente. Dopo aver trascorso i primi minuti a capire come regolare gli specchietti, dare uno sguardo al cruscotto, aver cercato (invano) il freno a mano, individuato lo stesso e capito come disinserirlo...impostiamo il Tomtom per Colmar e via! Si parte!
Attraversata la dogana percorriamo l'autostrada (in Svizzera non ci sono i caselli, si paga un bollo annuale di 27 Euro che nel caso nostro ha pagato la società di noleggio) fino a Colmar. Parcheggiamo nella Place de la Cathédrale che è a pochi metri dal nostro hotel. Notiamo però un segnale che ci avvisa che l'indomani ci sarà mercato nella piazza, quindi dobbiamo trovare un altro parcheggio dove lasciare la vettura.





L'hotel che abbiamo scelto è il Saint Martin sulla Grand Rue. Le stanze sono molto carine, dotate di tutti i comforts (scritto alla francese, lo sappiamo che ci tengono). Il personale, che già ci aveva contattato telefonicamente nel pomeriggio per avere conferma della prenotazione, è molto gentile e disponibile a darci le informazioni di cui abbiamo bisogno. Subito ci rendiamo conto che siamo centralissimi. Proprio nella piazza antistante è allestito uno dei mercatini della città. Sono le 21:30 circa, il tempo di lasciare i bagagli in camera, spostare la macchina in un altro parcheggio e siamo in giro. I turisti che avranno animato questa giornata sono ormai andati via, oppure sono a cena o rientrati in hotel, e noi ne approfittiamo per goderci la bella atmosfera della città deserta ed illuminata in un'aria frizzantina, ma non fredda. Colmar ha un clima temperato, protetta dai Vosgi.


 

  Dopo aver attraversato il mercatino ci dirigiamo verso una delle zone più caratteristiche, la Petite Venise.












 Colmar è attraversata da canali percorsi dal fiume Lauch, e quest'angolo effettivamente ricorda un po' le calle e i campi veneziani. L'atmosfera notturna con le case colorate illuminate e con le decorazioni natalizie è affascinante. Caratteristica di questa affascinante cittadina e dei centri vicini sono le cosiddette "maisons à colombages", cioè le case a graticcio.
  

                                                                             




 Questo tipo di costruzione già normalmente è molto caratteristica, ma nel periodo che precede il Natale raggiunge il massimo splendore. Le decorazioni e le luminarie  presenti dietro ogni finestra o all'esterno, l'illuminazione stradale, il fumo dei camini accesi fanno entrare in una sorta di fiaba, un sogno.






A proposito, è ormai tardi, rientriamo in hotel a riposare. Domani ci attendono i mercatini...

Fabio

P.S. Trovate tante tante altre foto di Colmar sul nostro fotoalbum:

sabato 5 dicembre 2009

Lievito madre 2...giocando col "criaturo"





La mia produzione con il lievito madre non poteva certo fermarsi alle brioches e alla focaccia. In realtà lo stimolo a preparare altro viene dal fatto che il "criaturo" va rinfrescato ogni 4-5 giorni, cioè va impastato con un uguale peso in farina e con la metà di acqua. Questo rinfresco produce del lievito madre che ogni volta aumenta di una volta e mezzo il suo peso e ciò lo renderebbe ingestibile se non fosse altro, per lo spazio che ci occuperebbe in frigo e per il rischio che correremmo anche noi di essere inglobati dal blob. Per queste ragioni si cerca di rinfrescare sempre solo una parte del lievito madre che si ha a disposizione...ed il resto? Le possibilità sono due: si può utilizzare per preparare qualcosa (ed in questo caso rischiamo noi di lievitare), oppure va gettato via :-(( Ovviamente in questo secondo caso mi sentirei una madre degenere, oltre a correre il rischio che temo venga chiamato una sorta di telefono azzurro per lievito madre e che io venga condannata per lievitomatricidio. Optando quindi per la prima possibilità ed iniziando a trovarmi una quantità ingente di lievito madre, ho deciso di provare a preparare un tipo di pane la cui ricetta è pubblicata su Alice TV di Dicembre e non contenta, ho preparato anche i nodini delle Simili. Sarà perchè ho preparato questi ultimi che il mio Similio si è entusiasmato ed il giorno dopo l'ho trovato nel frigo traboccante dal suo barattolone che avevo accuratamente chiuso con il tappo ben avvitato...ma è possibile che il piccoletto abbia imparato anche a svitare i tappi?...





Pane casereccio di Antonino Esposito (Alice TV)

Ingredienti:
500 g di farina 00
50 g di lievito madre
2 g di lievito
2 cucchiai di sugna
12 g di sale
una manciata di semi di finocchio
Prendere un recipiente, versate 300 cl di acqua e scioglietevi il lievito ed il LM. Aggiungete gradatamente la farina, poi il sale ed infine la sugna e solo quando gli ingredienti sono ben amalgamati, i semi di finocchio. Fate riposare il composto per circa 30 minuti, coprendo il recipiente con un canovaccio. Trascorso il tempo, rilavorate l'impasto per qualche secondo, creando la forma desiderata. Lasciate lievitare fino a che il composto raddoppi di volume, ricordando sempre di coprire l'impasto. Fate poi delle incisioni, aggiungendovi all'interno altri semi di finocchio ed infornate in forno preriscaldato a 180-200°C per circa 20 minuti.





Note mie: ho usa la farina mix Manitoba ed ho omesso i semi di finocchio che Fabio non ama.
Ho riscaldato u po' l'acqua prima di aggiungervi il LM (fareste mai un bagnetto freddo al vostro piccolino?). Invece di aggiungere la farina al lievito madre, l'ho disposta a fontana ed ho versato al centro il lievito madre e la sugna, aggiungendo il sale solo dopo che il lievito era ben protetto dalla farina.
Mi è piaciuta molto l'idea di aggiungere 2 g di lievito di birra, perchè non ha alterato le proprietà organolettiche del LM, ma ha accelerato la lievitazione.
Ho allungato la cottura di circa 10 minuti.
Il pane ottenuto aveva ha una crosticina non troppo spessa ed è morbidissimo.






Come dicevo, non contenta, ho deciso di fare una sorpresa a Fabio e preparargli dei simpaticissimi stuzzichini che possono essere serviti come antipasto o come snack per una festa.







Nodini in padella delle Simili

Ingredienti

500 g di farina 00
250 g di acqua
25 g di lievito di birra
10 g di sale

 per la salsa (da preparare qualche ora prima)
150 g di olio
2 spicchi di aglio
6 cucchiai di prezzemolo tritato
2 peperoncini rossi

Amalgamare bene gli ingredienti. Fare un impasto e lasciarlo riposare 30-40 minuti. Prendere una piccola quantità di pasta e fare un grissino sottile lungo 15-20 cm, annodarlo tenendo ben largo il nodo al centro. Fare solo i nodini che la padella può contenere, senza che si tocchino crescendo, e tenendo il resto della pasta ben coperto. Ungere molto leggermente la padella con poco olio e metterla sul fuoco medio sopra uno spargifiamma. Scaldarla ed aggiungere i nodini. Coprirli e cuocerli per 3 minuti circa. Girarli e continuare la cottura per altri 2 circa.
Attenzione: i nodini avranno dei punti un po' bruciacchiati, non preoccupatevi perchè è la loro caratteristica. Togliete i nodini dalla padella e versateli nella teglia con la salsa e con due palette di legno girateli più volte.

Note mie: ho usato solo 1 spicchio d'aglio ed 1 peperoncino per la salsa.
Ho utilizzato solo 2 g di lievito di birra ed ho sostituito la restante quantità con 80 g di LM.







Anna Luisa

martedì 1 dicembre 2009

Crostata dell'amicizia






Abbiamo preparato questa crostata domenica scorsa. La fonte è un blog, menuturistico, che a parte essere molto bello ed il fratello maggiore del nostro in quanto tratta di cucina,viaggi e tanto altro, è stato creato da una blogger a noi molto cara, Alessandra e dalla sua amica Daniela. Facendovi un giretto per il loro blog avrete mille ragioni per restarne incantati dai bellissimi piatti da loro preparati che hanno ricevuto giustamente anche dei complimenti da parte di chef stellati. Alessandra, a parte curare il suo blog è, e sottolineo è, una forumista del forum de la cucina italiana e da persona generosa quale è, ci ha sempre riportato sul forum ogni sua realizzazione, condividendo con noi le sue creazioni. Potremmo presentarvi un lunghissimo elenco di nomi di suoi piatti, ma nomineremo solo quelli che hanno riscosso i successi più recenti: la "Stupendissima", la Old Fashioned Chocolate Cake ed infine la Crostata di ricotta e whisky. L'unica cosa di cui si può "accusare" Alessandra è di attentare alla nostra linea e sebbene fossimo riusciti a resistere (fino ad ora) alla tentazione di provare a preparare le prime due, sulla terza abbiamo capitolato.
Le dedichiamo allora questo post per dimostrarle la nostra amicizia che va oltre il forum ed internet.





Crostata di ricotta e whisky
per 10 persone

Ingredienti per la base
3 hg di ricotta
3 hg di farina 00
250 g di burro
1 cucchiaio di zucchero

Ingredienti per il ripieno
400 g di ricotta
400 di zucchero a velo (potete scendere fino a 300)
2 tuorli piccoli
whisky (almeno mezzo bicchierino)

Preparare la base come una normale frolla, mescolando tutti gli ingredienti e lasciar riposare per un'oretta in frigo.
Per il ripieno, montare la ricotta con lo zucchero, aggiungere i tuorli uno ad uno, sempre montando e infine il whisky.
Con 3/4 della pasta rivestire uno stampo da crostata imburrato ( dai 26 ai 28 cm di diametro), riempirlo con la crema (potrebbe avanzarne un po') e con il resto della pasta fate la griglia.
In forno a 180 °C per almeno 30 minuti.
Sformarla da fredda e spolverizzare con zucchero a velo.
E' migliore il giorno dopo...se ci arriva...




Vi assicuriamo che è veramente una bontà,  la nostra Alessandra è una garanzia. ;-)

Anna Luisa e Fabio