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venerdì 16 settembre 2011

Portogallo, decimo e undicesimo giorno: Lisbona,Estoril, Cascais, Cabo da Roca e Sintra



Dopo aver fatto colazione in un bel localino nei pressi dell'hotel, prendiamo la metro per arrivare alla stazione Cais de Sodré. Qui vicino infatti c'è il mercato più grande di Lisbona, quello della Ribeira. Se dobbiamo dirla tutta, è un po' deludente. Ci sono soprattutto venditori di frutta e verdura e di fiori. Molti banchi sono chiusi, c'è poca gente.



Torniamo così verso il centro per prendere l'elevador da Bica. In cima c'è un altro miradouro da cui vedere Lisbona dall'alto. Non è tra i migliori punti panoramici visti fino ad ora. Anna Luisa resta sull'elevador mentre io scendo a piedi il breve tratto per scattare qualche foto lungo il percorso.


 

 

 

 
Decidiamo di andare a visitare il castello. Dalla cartina non riusciamo a capire di preciso come ci si arrivi (vogliamo evitare dei vicoletti che non ci danno molta sicurezza) e prendiamo un taxi per poi scoprire che bastava prendere il tram n°28 e scendere al miradouro di Santa Luzia, il castello è proprio lì di fronte. La vista su Lisbona è notevole. Gironzoliamo un po' nel castello, ne visitiamo anche il museo archeologico e acquistiamo un piccolo tram costruito artigianalmente che una gentile signora finisce di dipingere dinanzi a noi. Lo useremo come decorazione per l'albero di Natale. E' nostra usanza prendere un oggetto da appendere all'albero quando siamo fuori e non trovando una decorazione natalizia in questo periodo, ci accontentiamo.


 

 

 

 
Per pranzo mangiamo qualche fritturina a la casa della brasileira su Rua Augusta, ottime sono quelle di baccalà che Anna Luisa subito ha voluto rifare al ritorno a casa e dei pasteis de nata alla pasticceria San Nicolau sulla stessa strada. I prodotti sono ottimi e i prezzi contenuti (anche per l'acqua gassata, l'agua cum gas che facciamo sempre fatica a trovare, o meglio, si trovano solo quelle da 25 cc, in sostanza un unico sorso ed è finita, di solito molto cara. Quando si può, meglio fare un po' di scorta al supermercato se si trovano grandi).
Prendiamo das Praça do comercio l'autobus n° 194  per andare a vedere il museo degli azulejos che è un po' fuori dal centro. Il museo è assolutamente spettacolare e da non perdere. Vengono illustrate le tecniche per la produzione degli azulejos e ce ne sono di straordinari. C'è una chiesa le cui pareti ne sono completamente ricoperte e ce n'è uno di 23 m di lunghezza del 1755 con tutto il panorama di Lisbona! Ci fa ridere il commento di un italiano "Il museo di Faenza è uguale, però questo a mia mamma piacerebbe molto" :-D



Per il ritorno cambiamo tragitto, prendiamo l'autobus 142 (è forse la prima volta che giriamo in autobus durante i nostri viaggi, di solito usiamo la metro o i piedi. A differenza di quella turistica della città, la cartina degli autobus è molto ben fatta e le fermate ben segnalate). Scendiamo a San Sebastiao per fare un giro al centro commerciale El Corte Ingles. I grossi centri commerciali spagnoli sono arrivati anche qui. Siamo poco lontani dal parco Edoardo VII e andiamo a visitare la Estufa (calda e fredda), una serra ad entrata libera.


 

 


Dopo una sosta ristoratrice in hotel che è qui a due passi, riscendiamo in centro per cenare e per scattare qualche foto in notturna. Ceniamo al ristorante A arte da comida. Il personale è molto gentile, non hanno cercato di accalappiarci mentre passavamo come usano fare qui, non c'è tanta gente e si mangia decisamente bene.


 

 

 

 

 

 

(giorno dopo)
Terminata la visita della città, dedichiamo la giornata successiva ad alcune località nei dintorni. Iniziamo con Estoril, una vera delusione, c'è solo questo enorme casino (letto alla francese eh! Una casa da gioco!), il più grande d'Europa e poco altro da vedere, non scendiamo neanche dalla macchina e ci dirigiamo verso la certamente più interessante Cascais. Parcheggiamo la macchina alla marina e facciamo colozione in un bar. Qui siamo circondati dagli organizzatori e dai partecipanti all'imminente Amerca's cup di vela. Noi non lo sapevamo ed è una bella sopresa. Così andiamo a curiosare tra gli hangar dove si stanno scaricando i containers con tutto il materiale, scafi dei catamarani compresi.


 

 

 


 Dalla zona della marina ci trasferiamo verso il centro. E' molto carino, bene curato, ci sono tanti localini che ci fanno pensare che nel pomeriggio/sera c'è anche un bel movimento, ma tutto è a misura d'uomo. Ci concediamo anche una bella passeggiata per il lungomare mentre guardiamo con un po' di invidia i bagnanti. C'è anche un locale con un simpatico cartello.


 

 

 

 

 

 
Dopo un giro anche nel parco cittadino, ci rimettiamo in macchina diretti a Cabo da roca, il punto più occidentale dell'Europa continentale.


 

 

 

 
La prossima tappa è Sintra, che merita una visita approfondita, probabilmente un'intera giornata. Il tempo che abbiamo non è tantissimo, ma riusciamo a fare molto. Iniziamo dal bel Palacio national che si visita seguendo il percorso obbigato tra gli arredi originali custoditi. Cerchiamo di arrivare a piedi al cstello di mouros. Purtroppo non si riesce a capire quanto disti. Dopo una lunga salita da lingua per terra giungiamo finalmente alle mura per renderci conto che c'è ancora tantissima strada da fare e desistiamo. Tornati in centro ci rifocilliamo presso la pasticceria Casa Piriquita per provare la loro queisada che a me piace tantissimo. Ad un quarto d'ora a piedi dal centro c'è la bellissima Quinta da Regaleira dai giardini spettacolari, con i suoi sorprendenti anfratti, fontane, costruzioni, pozzi e collegamenti sotterranei. Ci rimettiamo in macchina (trovare parcheggio a Sintra è stata un'impresa. Ci sono anche dei bus che fermano ai diversi monumenti che partono dalla piazza principale) e saliamo per la montagna fino ad arrivare al Palacio nationale de pena. Una costruzione fantastica, "da favola". Col bus che è all'interno saliamo all'ingresso, non abbiamo molto tempo a disposizione prima della chiusura, ma riusciamo a visitarlo per bene.


 

 

 

 

 

 

 

 

 

 
Stanchi, torniamo in hotel e decidiamo di cenare qui. Lo chef dell'hotel è rinomato e vogliamo provare il suo menu degustazione, di cibo e vini. Ne prendiamo uno di piatti tipici portoghesi da lui rivistati e l'altro dei Paesi scoperti e conquistati dal Portogallo nei secoli, ognuno abbinato ad un vino diverso. Il cibo è ottimo, ma la degustazioni dei vini prevede un calice pieno ad ogni portata. A metà cena già non riesco più a mettere a fuoco Anna Luisa (e viceversa), alla fine faccio fatica anche a pagare e ad alzarmi. Per fortuna siamo già in hotel, il tempo di arrivare in camera e crolliamo addormentati sul letto.

Fabio
Parole del giorno
Agua cum gas e sin gas: per chiedere l'acqua gassata o naturale
Pequeno almoço: colazione
Almoço:pranzo*
Jantar: cena*
* a pranzo e a cena i portoghesi sono soliti servire subito degli antipasti composti da pane, burro, olive, formaggio, creme spalmabili e altre cose. Si possono mandare indietro tutte o solo in parte, liberamente.

mercoledì 14 settembre 2011

Portogallo, ottavo e nono giorno: Lisbona


A Lisbona abbiamo deciso di alloggiare al Tiara Park, abbiamo trovato un'ottima offerta e le recensioni (che confermiamo) sono buonissime. Si trova poco fuori dal centro, in collina, di fronte al parco Edoardo VII.
Decidiamo di andare in centro a piedi anche per renderci conto delle distanze. Ci vuole un quarto d'ora, è tutto in discesa, presumiamo che per il ritorno ci voglia qualcosa di più (la salita finale è duretta).
Passiamo davanti all'elevador da Gloria, una piccola funicolare che porta nella zona alta del Chiado che ci proponiamo di prendere dopo aver fatto la Lisboa card. Con difficoltà troviamo il punto informazioni nei pressi di Praça da Figueira. La pessima cartina turistica di Lisbona non aiuta affatto...essendo in zona, facciamo un salto all'antica confiteria national. Ormai siamo dipendenti di pasteis de nata e dobbiamo provarli tutti per decidere quale sia il migliore, no?
Passiamo davanti alla bella stazione ferroviaria e per piazza Dom Pedro IV affollata di tavolini sui marciapiedi.




Facciamo colazione in uno dei bar storici di Lisbona, "A Brasileira", sempre frequentato dagli intellettuali, come dimostra la statua di bronzo di Pessoa al suo esterno. Ci serviamo direttamente al bancone, c'è troppa gente ai tavolini sull'esterno di Rua Garrett. Siamo a pochi passi dalla zona del Convento do Carmo. Qui c'è un museo archeologico e si può salire direttamente sulla cima dell'elevador de Santa Justa (un vero ascensore), altro punto imperdibile della città, con le sue vertiginose scalette a chiocciola che portano sulla terrazza. Da qui il panorama a 360° su Lisbona è notevole!









Riscendiamo verso il centro per arrivare sul lungofiume in Praça do comercio, il salotto sull'acqua di Lisbona, un vero gioiello. Da qui è possibile anche ammirare il ponte 25 Aprile.
Andiamo alla ricerca della Cattedrale e ci perdiamo un po' per i vicoletti lungo i quali si arrampicano i tram, in particolare il n° 28 apprezzatissimo dai turisti, ma molto usato anche dalla gente del posto coi suoi interni in legno, i finestrini abbassati e il suo sferragliare sui binari, ma anche il n° 12. Visitiamo prima la Chiesa dell'Immacolata concezione, quindi finalmente la Sé.













Andiamo verso il mercato da Ribeira (zona Cais de sodré), sono  quasi le 14 e una signora ci dice che il mercato sta chiudendo e ci consiglia di tornare l'indomani, l'apertura è alle 6:30...
Decidiamo così di recarci alla zona del porto, sempre in Praça do comercio dove c'è il molo al quale attracca l'imbarcazione che effettua la crociera sul fiume Tejo che abbiamo prenotato la mattina.
In un giro di 2h e mezza ci porta prima verso la zona dell'Expo del '98, il Parque das Naçoes ed il ponte Vasco da Gama, poi torna indietro e dopo essere passato sotto il ponte 25 Aprile, arriva fino a Belem per poi rientrare al porto.























Sbarcati, decidiamo che è proprio l'ora di fare anche noi un giro sul mitico tram n° 28. Scendiamo al miradouro (punto panoramico) di Santa Luzia. C'è un bel panorama, ma non il migliore. Però gli azulejos sulle pareti della zona sono notevoli. I ragazzi si arrampicano all'esterno dei tram per prendere dei brevi passaggi...gratis! Col tram arriviamo nella zona di Largo de Camoes dove c'è un altro elevador, l'elevador da Bica.





Il Sole sta per tramontare e torniamo in Praça do comercio a goderci l'atmosfera. Ceniamo al ristorante Ementa, alle spalle di Rua Agusta dove ci sono tanti ristorantini turistici. Cena discreta, piatti tipici, senza infamia e senza lode. In giro non ci sentiamo sicurissimi, vediamo strani movimenti e prendiamo la metro per tornare in hotel. Nonostante la metro sia molto bella e apparentemente molto tranquilla e sicura, vediamo un episodio che ci turba in po' e torniamo alla svelta in hotel. Ma dall'indomani si tornerà solo in taxi...







(giorno dopo)
Di giorno la situazione è decisamente più tranquilla, ovunque ci sono tanti turisti, così attraversiamo il parco Edoardo VII per arrivare alla stazione della metro. Il parco è molto bello e ben curato.





 In pochi minuti siamo in centro e prendiamo il tram (moderno) n° 15 per arrivare a Belem. Scendiamo alla fermata omonima, ma ci vogliono una ventina di minuti a piedi per arrivare al monumento dedicato agli scopritori, il Padrao dos Descobrimentos, bellissimo, alla cui spalle c'è un enorme planisferio. Si può anche entrare all'interno. Facciamo colazione in un bar/ristorante che affaccia sul fiume e sul monumento. Da qui arriviamo alla torre di Belem, un sorprendente miscuglio di elementi gotici, bizantini e manuelini, è il simbolo di Lisbona, stupenda! Raggiungiamo quindi a piedi il Museu Colecção Berardo con le sue esposizioni d'arte moderna. Dopo la visita ci attende una cosa assolutamente favolosa, di quelle straordinarie che non è facile vedere ovunque: il Mosteiro dos Jeronimos in memoria di Vasco da Gama. La facciata, il chiostro, gli interni e la Chiesa ci lasciano senza parole per la loro bellezza. Grazie alla Lisboa card saltiamo la fila di almeno un'ora e mezza ed
entriamo direttamente!




















Doverosa, trovandoci qui (ed essendo praticamente ora di pranzo) una sosta golosa alla Pastéis de Belém. I loro pasteis de Belem sono rinomatissimi, ne prendiamo 4, ne avremmo mangiati 10, troppo buoni!






Percorrendo un po' al contrario, e via terra, il percorso fatto ieri via fiume, con la metro arriviamo dall'altra parte della città per visitare il Parque das Naçoes, sede dell'Expo del '98 e oggi quartiere dominato dall'architettura moderna. Già la discesa alla stazione Oriente (Gare do Oriente) ci lascia senza parole. E' quell'architettura moderna che ci piace tantissimo. Da qui si attraversa un bel centro commerciale (Vasco da Gama) sullo stesso stile, a più piani. Noi lo attraversiamo solo e usciamo all'esterno. Vogliamo visitare l'Oceanario, il più grande d'Europa e la visita ci ripaga abbondantemente, per quanto sia sempre un po' triste vedere gli animali in questi posti anziché nel loro habitat naturale. Qui vicino parte la funivia (teleférico) che viaggia parallela al fiume e da cui si gode una bellissima vista sul Parque. Si possono anche noleggiare delle biciclette per visitare il parco. Arriviamo a piedi fin sotto il ponte Vasco da Gama, il più lungo d'Europa, spettacolare! Risaliamo sulla funivia per tornare indietro e concederci un po' di shopping all'interno del centro commerciale.



















Riprendiamo la metro per tornare in centro a Lisbona e vogliamo fare un altro giro sul tram n°28, questa volta partendo dal capolinea a Praça Martim Moniz, alle spalle di Praça da Figueira e facciamo tutto il percorso fino alla bellissima Basilica da Estrela. Purtroppo è in corso la celebrazione della Messa e diamo solo un'occhiata veloce. Ne approfittiamo per fare una passeggiata e per rilassarci un po' nel parco che è proprio qui di fronte.





Ceniamo su Rua Agusta al ristorante Concha d'ouro, tutto a base di pesce freschissimo. Un po' per turisti, il personale non è gentilissimo, ma il cibo è buono!
Dopo la brutta esperienza della sera prima, prendiamo un taxi e torniamo in hotel.



Fabio

Parole del giorno
Elevador: sono gli ascensori o le funicolari che portano dalla parte bassa della città a quella alta
Miradouro: sono i diversi punti panoramici della città
Pasteis de nata (o di Belém): sono dei dolcini con un guscio di pasta sfoglia all'esterno riempiti di una crema all'uovo (attenzione, creano dipendenza!)