lunedì 7 giugno 2010

Una ciliegia tira l'altra...ed una cherry pie....



Ma quanto è bella la primavera, ricca di tutti i suoi buonissimi e bellissimi frutti?!
Vi ho già esternato la mia passione per le fragole, ma anche con le ciliegie non scherzo!
Si prestano ad essere conservate sotto spirito oppure ad essere destinate ad una buonissima confettura che rallegrerà in qualche modo, magari una uggiosa giornata invernale, oppure possono essere usate in gelati, in crostate o per le torte come quella che ho preparato oggi: la cherry pie.
Per chi non conoscesse le "pie" americane, come aspetto ricordano le torte di nonna Papera. La più classica è l'apple pie di cui custodisco la ricetta originale datami da un'amica newyorkese. Partendo proprio da questa ricetta, ho pensato di preparare la cherry pie. L'involucro di questa torta è simile alla pasta brisè, mentre all'interno le ciliegie danno origine ad una sorta di confettura. Il massimo della bontà viene raggiunta se la fetta di torta viene servita calda...magari accompagnata da una pallina di gelato.
Ma dalla descrizione che vi ho fatto, si capisce quanto mi sia piaciuta? ;-P



Cherry pie

Ingredienti
Per la pasta;
200 g di burro
250 g di farina
1 bicchiere di acqua ghiacciata
un pizzico di sale
1 uovo

Per il ripieno:
800 g di ciliegie snocciolate
200 g di zucchero
1 cucchiaio di amido di mais

Formare con la farina una fontana sul piano di lavoro e disporvi al centro il burro ed il sale. Unire l'acqua poco alla volta ed impastare energicamente, fino ad ottenere un impasto che si stacchi dalle mani. Avvolgere il panetto nella pellicola per alimenti e lasciarlo riposare in frigo per almeno un'ora.
Nel frattempo in una ciotola, mescolare le ciliegie con la maizena e lo zucchero ed ungere bene la teglia.
Quando sarà trascorsa l'ora di riposo dell'impasto, riprenderlo e stenderne i 2/3 con un matterello formando un cerchio di diametro un po' più grande della teglia. Disporlo all'interno di quest'ultima e bucherellarlo. Versarvi all'interno le ciliegie e ricoprire con l'impasto restante. Formare due fori al centro per permettere al vapore che si formerà di fuoriuscire. Spennellare la superficie della pie con l'uovo sbattuto con un cucchiaio d'acqua. Infornare a 220°C per 25 minuti e poi a 180°C per altri 35 minuti.



Dato che ultimamente mi sono dedica anche alle monoporzioni, ho preparato anche delle mini-cherry pie...






Anna Luisa

venerdì 4 giugno 2010

Quando un pasticcere cucina salato...

Sono ancora in attesa che mi consegnino i libri che ho ordinato, nel frattempo ho riletto il secondo libro di Salvatore De Riso, il famoso pasticcere di Minori. Ricordo la prima volta che Fabio mi ha portato nella pasticceria De Riso, era un nostro anniversario di matrimonio e mi fece questa bellissima sorpresa. Praticamente ero come una bambina davanti a tutte quelle leccornie e poco ci mancava che mi incollassi con il naso alla vetrina mentre cercavo di decidere quale bontà provare. La prima torta che provai fu "Asia" e vi assicuro che non l'ho più dimenticata, tanto che prima o poi proverò anche a riprodurla...ma non oggi.
Oggi, come vi dicevo, ho ripescato il secondo libro di De Riso: "Dolci in famiglia". Acquistato a Dicembre, l'ho accuratamente conservato in quanto la maggior parte delle ricette propostovi sono estive...è quindi giunta l'ora di produrre!
Sono certa che ora vi aspetterete un dolce, conoscendo De Riso per la sua fama da pasticcere ed ancora più me per essere una golosaccia appassionata di dolci e, perché no, un po' pasticc...iona!
Invece la prima ricetta che mi ha incuriosita è stata quella dei peperoni ripieni di pasta.




Peperoni ripieni di spaghetti (da "Dolci in  famiglia" di De Riso)

Ingredienti per 12 persone:
12 peperoni di media grandezza
400 g di spaghetti
1,3 kg di pomodori San Marzano
100 g di cipolla bianca tritata
60 g di olio extravergine d'oliva
10 foglie di basilico
1/2 bicchiere di vino bianco secco
100 g di parmigiano grattugiato
50 g di burro
sale e pepe bianco macinato
100 g di olive nere di Gaeta
100 g di capperi di Salina

Per il pesto
60 g di pane grattugiato
50 g di parmigiano grattugiato
30 g di foglie di basilico
30 g di prezzemolo
2 spicchi d'aglio



Fare arrostire su fiamma viva da entrambi i lati i peperoni precedentemente lavati.
Eliminare la pelle quando sono ancora caldi, con un coltello apriteli da parte a parte ed eliminate il torsolo e i semini. Stendeteli su un vassoio. A parte preparate la salsa facendo soffriggere la cipolla bianca tritata nell'olio, aggiungete uno spicchio d'aglio tritato e quando anch'esso diventerà leggermente dorato, unite le foglie di basilico, 1/2 bicchiere di vino ed i pomodori tagliati a pezzetti. Fare cuocere.
In una padella fate sciogliere il burro, aggiungete il pepe bianco, le foglie di basilico sminuzzate con le mani, i capperi e le olive, ed infine incorporate la salsa di pomodoro. Intanto cuocete gli spaghetti in acqua bollente salata, scolateli molto al dente e saltateli in padella con la salsa a fuoco forte. Quando saranno ben conditi, spegnete la fiamma, aggiungete il parmigiano, amalgamate bene e ponete al centro di ogni peperone un nido di spaghetti arrotolati con una forchetta. Alla fine dividete in ogni peperone la salsa, i capperi e le olive rimanenti sul fondo della padella. Avvolgete i peperoni su se stessi e sistemateli su una pirofila leggermente unta d'olio.
Per il pesto: tritate molto finemente l'aglio insieme al basilico ed al prezzemolo, aggiungete il parmigiano ed il pane grattugiato, mescolate bene e cospargete la superficie dei peperoni con il pesto ed un filo d'olio. Infornate a 250°C per circa 20 minuti, affinché si crostino in superficie.

Note mie: ho utilizzato dei piccoli peperoni, per cui ho evitato di tagliarli ed arrotolarli successivamente con la pasta al centro, ma li ho semplicemente scalottato e farciti.

Devo dire che Salvatore de Riso è un grande pasticcere, ma anche con i piatti salati non scherza ;-)

Anna Luisa

mercoledì 2 giugno 2010

Cantine aperte 2010, e non solo...




Anche quest'anno ci siamo recati in Umbria in occasione della manifestazione "Cantine aperte". Durante la giornata di domenica 30 Maggio le cantine hanno aperto le loro porte ai visitatori, offrendo cibo e i loro vini. Inoltre è stato possibile partecipare a delle visite guidate delle cantine durante le quali ci hanno illustrato tutto il procedimento per la produzione del vino, dalla raccolta fino allo stoccaggio finale. Senza dubbio la parte che suscita maggior interesse di una cantina è la barriccaia, lì, dove, nelle botti piccole, è nascosto e si affina il vino buono. In questo caso il sagrantino di Montefalco. Sulle colline che circondano la cittadina, ci sono le migliori cantine di produzione di questa DOCG. Quest'anno ci siamo limitati a due cantine, la Scacciadiavoli e la Perticaia. Entrambe immerse in splendidi paesaggi, ci hanno permesso di godere appieno della magnifica giornata primaverile. Cibo semplice, genuino, accompagnato da ottimi vini.





















Terminato il giro delle cantine (il primo che pensa che dovevamo smaltire la sbornia...ha ragione...), abbiamo deciso di visitare Montefalco. Passati attraverso la porta dell'integra cinta muraria, siamo saliti verso la piazzetta principale prima di recarci al belvedere.



















Il giorno precedente invece abbiamo deciso di recarci nella parte più a nord dell'Umbria che non siamo mai riusciti a visitare bene. Quindi impostiamo il navigatore in direzione di Città di Castello. Oggi è giorno di mercato e giriamo per le stradine prima di fare una pausa pranzo presso il ristorante "Amici miei" segnalato su una guida. Non rimaniamo particolarmente soddisfatti. Decidiamo di proseguire il nostro giro verso Umbertide. Ci aspettavamo una cittadina diversa, così, dopo un breve giro in auto, fortunatamente, prendiamo la direzione di Gubbio.









Lasciamo la macchina in piazza 40 martiri. Qui a Gubbio l'atmosfera è completamente diversa. Inoltre tutta la cittadina è adornata con i drappi per il palio della balestra che si terrà l'indomani. In città fervono le prove della festa. E così, con gli ascensori comunali, saliamo in Piazza Grande dove i balestrieri stanno mettendo a punto le loro armi. Ammiriamo il palazzo dei Consoli e quello del Podestà. Sempre utilizzando i comodi ascensori, raggiungiamo Palazzo Ducale ed il Duomo.





























L'Umbria ancora una volta ha saputo sorprenderci. In questa stagione ci ha accolti con le colline verdi ricoperte dai filari dei vigneti e dagli ulivi, con i campi di grano che stanno crescendo, le macchie rosse dei papaveri e quelle gialle delle ginestre in fiore. Con i suoi centri storici sempre a misura d'uomo e i suoi prodotti genuini e gustosi, è sempre un piacere girare qui.













Con questo post abbiamo superato i diecimila contatti in 7 mesi, da quando è nato il blog. Saranno pochi per alcuni, per noi sono tantissimi. Vi ringrazio per seguirci con tanto affetto.

Fabio