(sottotitolo: Underground? No, grazie!)
Ripresici dalle fatiche del giorno precedente, dopo una classica colazione all'inglese in hotel, usciamo subito per goderci un altro parco londinese, ovvero Regent's park. Non abbiamo voglia di prendere la metro, lasciamo in tasca la nostra Oyster card e ci dirigiamo a piedi dall'hotel fino al parco. E' ancora presto e regna la calma assoluta, c'è solo qualche runner o qualche mamma che scarrozza i pargoli per le stradine del parco tra aironi, anatre e altri uccelli che lo popolano. Dopo aver visto i bei viali, ci dirigiamo verso il lago delle barchette e lo costeggiamo prima di uscire e tornare sulla strada per immergerci di nuovo nella frenesia della città in questo sabato di shopping.
Attraverso Baker street arriviamo presso uno dei famosi grandi magazzini di Londra, ovvero Selfridges. Dove andremo prima? Reparto vestiti donna? Uomo? Scarpe? Macchè, ci fiondiamo nella splendida food hall...qui troviamo anche un punto vendita di macarons di Pierre Hermé e dediciamo che quello sarà il nostro pranzo. Si sa, l'indecisione è una brutta bestia, ci sono dodici tipi diversi tra cui scegliere e noi che facciamo secondo voi? Uno per tipo e via. Anche la coscienza è salva. Una volta usciti da Selfridges, puntiamo diritti verso la prossima meta, ovvero il quartiere di Chelsea.
Ci arriviamo con un po' difficoltà vista la chiusura della linea dell' Underground che serve la zona. Insomma è destino, oggi ci sarà da macinare km a piedi! Il quartiere ci sorprende subito, casette a due piani massimo, macchine sportive super lusso ovunque, tanti localini alla moda e pubs tradizionali. Ci mangiamo le mani per non poter pranzare qui visto che strada facendo i macarons sono andati finiti...d'altra parte mica avevamo un frigorifero in cui conservali con noi, no? Così ci mettiamo alla ricerca di un negozietto specializzato nella decorazione dei dolci suggeritoci da un'altra cara amica (st)renna, ovvero Flavia. Si tratta di Jane Asher, un piccolo negozietto in una zona super tranquilla. Anna Luisa è estasiata e non resiste a comprare un po' di diavolerie. Mi domando solo dove le metteremo una volta tornati a casa...
Arriviamo su Sloan st. e qui ricorre la seconda costante dei nostri viaggi, ovvero beccare un matrimonio. Certo non è quello tra William e Kate da poco celebrato, ma arrivano le damigelle, la sposa, il traffico si ferma, i passanti osservano come sempre curiosi e si fa il solito capannello di persone davanti alla Holy Trinity Church.
Percorrendo la commerciale King's Rd, giungiamo in una zona molto carina, ricca di localini. C'è anche un bel mercato a Eaton square. Non resistiamo di fronte a quelle goloserie. Alcune le consumiamo sul posto, altre le portiamo a casa.
Proseguendo lungo la strada principale, incappiamo nel secondo matrimonio di giornata (ve l'avevo detto che era una costante, no?). Qui di particolare c'è un bel double decker bus argentato, tutto addobbato pronto ad accogliere sposi ed invitati per condurli chissà dove a festeggiare il matrimonio appena celebrato.
Non abbiamo mete precise, scendiamo verso Covent Garden dove la sera prima abbiamo visto tanti locali, ne incappiamo però in un altro, il Sarastro, dall'esterno guardiamo dentro curiosi. Questo posto è particolarissimo, è tutto allestito con un tema teatrale, un po' (molto) kitsch, ma anche affascinate, cediamo ed entriamo. Mangiamo anche bene in un'atmosfera molto particolare, siamo contenti per la scelta. Dopo cena torniamo in hotel esausti.
Arrivederci Londra, al prossimo imprevisto incontro...
Fabio


























































