lunedì 6 settembre 2010

Islanda, quarto giorno: fiordi occidentali centrali



Forse avevamo un po' esagerato con le colazioni nelle 2 mattine precedenti? Oggi ci dobbiamo limitare ad un pacchetto di biscotti e uno Skyr. Lo Skyr è lo yogurt tipico islandese, si trova un po' in tutte le rivendite e spesso viene proposto anche al ristorante sia sotto forma di cheese cake che servito fresco con salse ai frutti di bosco. Durante il nostro viaggio l'abbiamo provato un po' in tutte le maniere. E' abbastanza acidulo il sapore e più corposo di uno yogurt "normale". E' ottimo, non può non essere assaggiato durante un viaggio in Islanda.




Lasciata Bildudalur, prendiamo la strada che condurrà ad Isafjordur, la capitale dei fiordi occidentali, la cittadina maggiormente sviluppata. Qui abbiamo intenzione di partecipare al tour in barca presso l'isola di Vigur che parte alle 14.
Subito ci imbattiamo in una bella cascata.



Costeggiato il fiordo, la strada sale e siamo avvolti dalla nebbia. Ma quando la visibilità si apre davanti a noi ammiriamo lo splendido paesaggio dorato e abbiamo una spettacolare vista sul fiordo mentre procediamo su una strada dal colore rosso intenso.









Arrivati a valle, facciamo una sosta presso la cascata Dynjandi.









I fiordi occidentali qui esprimono tutta la loro bellezza.









Arriviamo verso le 13 ad Isafjordur. Subito andiamo a fare i biglietti per il tour in barca, sperando che ci sia. Da internet sembra che oggi non ci saranno tour. Il fatto è che nel porto è ormeggiata una nave da crociera ed il tour è riservato ai crocieristi. Per nostra fortuna però c'è un tour straordinario alle 16:30 e lo prenotiamo. Proviamo quindi a lasciare i bagagli presso l' Hotel Edda da noi prenotato. Gli Hotel Edda sono dislocati in diversi posti in Islanda. Sono le residenze studentesche che d'estate vengono adibite ad hotel ad uso dei turisti. Sistemazione semplice e comoda con la possibilità di fare colazione nella relativa mensa. Purtroppo le nostre camere non sono ancora pronte. Veniamo invitati a tornare più tardi. Decidiamo di andare a Sudureyri percorrendo lo stretto tunnel  (è per gran parte a senso unico, ma ci sono tante piazzole per dare la precdenza a chi viene in senso inverso) che si trova prima di Isafjordur. La biforcazione è al suo interno. Dall'altra parte della montagna il tempo è pessimo, c'è nebbia e questo paese che forse con un altro tipo di tempo metereologico sarebbe anche in un bel posto non ci dice niente. Avendo ancora un po' di tempo a disposizione, io e Anna Luisa restiamo a fare un giro nella cittadina, mentre Barbara ed Alessio tornano indietro per visitare due cittadine che avevamo saltato per paura di fare tardi, Myrar e Nupur.











Dopo avere lasciato i bagagli in hote, con un po' di anticipo siamo al molo per imbarcarci. C'è la barca della Sjoferdir ad attenderci. Vigur è conosciuta come paradise island, è la sede di tantissimi pulcinella di mare. Speriamo di vederne anche qui. Dopo una mezz'ora di piacevole crociera nelle placide acque del fiordo, sbarchiamo a Vigur.







Di pulcinella di mare non ne vedremo, ma ci fanno una bella sorpresa le foche che sono beatamente distese a prendere il Sole.







Sull'isola si pratica un modo singolare di scaricare i bagagli..col trattore!



Compreso nel tour c'è un sostanzioso e buonissimo buffet di dolci fatti in casa accompagnati da succo di frutta e thé. E' possibile anche visitare l'abitazione.



L'isola non la si può girare da soli, ma c'è un tour guidato. Veniamo accompagnati durante l'esplorazione dell'isoletta sotto lo sguardo dei suoi buffi ospiti.









Salutiamo l'isola e facciamo ritorno ad Isafjordur.









 Scesi a terra, andiamo alla ricerca di un posto dove mangiare. Optiamo per un ristorante di pesce che stasera prevede cena a buffet "all you can eat", il Tjoruhisid. Posto simpatico, cibo ottimo.






Dopo cena si va a dormire. Domani ci attende la discesa lungo il fiordo verso Holmavik, dove faremo tappa, per poi tornare sulla Ring road.

Fabio

venerdì 3 settembre 2010

Islanda, terzo giorno: verso i fiordi occidentali e Làtrabjarg



Contrariamente alla maggior parte dei visitatori dell'Islanda che tirano diritto lungo la Ring road verso Akureyri, noi abbiamo deciso di dedicare 3 giorni della nostra vacanza ad una regione, quella dei fiordi occidentali, che è una delle più selvagge di tutta l'isola e che a torto viene saltata il più delle volte.
Questo lembo di terra a forma di cresta di gallo è collegato al resto dell'isola da una striscia di terra di pochissimi km. Qui di vere e proprie città ce n'è una sola, Isafjordur, nella parte centrale. Per il resto si tratta di paesini molto piccoli. Bisogna sempre fare il pieno all'auto per evitare di rimanere a secco.
Invece di percorrere la lunga strada che dall'interno ci avrebbe condotti verso la parte meridionale dei fiordi occidentali, optiamo per il comodissimo traghetto Baldur che parte da Stykkishòlmur alle 9 ed in 3 ore, facendo anche uno scalo presso la piccolissima isola di Flatey, giunge a Brjanslaekur.





Dopo il bis dell'abbondante colazione presso il nostro B&b Baenir & Braud ci avviamo verso il molo per l'imbarco dell'auto. Bisogna essere lì 30 minuti prima della partenza.





 Durante la navigazione veniamo avvisati tramite la diffusione interna che c'è uno squalo e ci precipitiamo sui ponti per vederne la pinna dorsale.



Puntuali, sbarchiamo. In realtà non c'è un vero e proprio paesino all'arrivo, merita però una sosta la chiesetta situata poche centinaia di metri più avanti lungo la strada.



Subito veniamo in contatto con lo splendido paesaggio dei fiordi.
In Islanda è facile dimenticarsi che ci sono altre macchine per strada. Si fanno tantissimi km senza incontrarne nessuna. Ciò da la possibilità di fermarsi anche in modo poco ortodosso lì dove si avvista qualcosa di interessante: sia il paesaggio, sia qualche animale che attira l'attenzione e richiede una sosta al volo.










Lungo la strada, probabilmente ad Hagi, non sempre è facile capire in Islanda precisamente dove ci si trovi, ci imbattiamo in un'altra bellissima chiesetta. Qui le fanno da contorno dei fiori lilla.







Ripresa la strada, sotto una leggera pioggerella, giungiamo a Saudlauksdalur dove è possibile vedere arenato il relitto di una barca. Un tempo era facile che qui non si vedesse la costa sabbiosa, ora ci sono i fari ad ovviare al problema.







Lungo la strada siamo "costretti" a 2 soste. La prima presso una spiaggia di sabbia dorata che dall'altra parte ha dato vita a delle vere e proprie dune.





 La seconda quando tra le nuvole e la foschia, il Sole ci regala un arcobaleno sull'acqua dai colori caraibici.





Dopo aver passato la chiesetta di Breidavik, la strada si inerpica per gli ultimi 5 km prima di arrivare alla fine della penisola di Làtrabjarg.



Le spettacolari scogliere raggiungono i 400 metri di altezza e si estendono per 12 km. Sono il posto più occidentale d'Europa oltre che luogo ideale per la nidificazione degli uccelli che copiosamente la abitano in quanto le forti correnti marine portano grandi quantità di pesci alla sua base.
E' uno spettacolo nello spettacolo vedere i gabbiani risalire da giù come un lungo fiume continuo sfruttando le correnti ascensionali nei pressi della scogliera.



 L'attesa cresce. Qui speriamo di vedere numerosi i pulcinella di mare, i simpatici uccelli dal becco coloratissimo. Siamo quasi a metà Agosto, periodo in cui migrano, speriamo di essere ancora in tempo. Saliamo lungo il sentiero sferzato da un forte vento che viene dal mare. Ci avviciniamo al margine della scogliera e subito ne scorgiamo uno e poi subito un altro!









 Bisogna avvicinarsi un po' ai bordi della scogliera per fotografarli, in piedi o, meglio, sdraiati a terra, ma ne vale la pena! E' di pochi giorni prima la notizia che un turista tedesco ha perso la vita qui avendo ceduto il lembo di roccia da cui fotografava e questo ci spinge a maggiore prudenza anche se la voglia di vedere i pulcinella ha la meglio. Gli scatti si susseguono ininterrottamente. Sono buffissimi quando camminano, sembrano piccoli pinguini impacciati.











Sono talmente belli che anche se vengono regolarmente cacciati e mangiati in Islanda, quando li troviamo nei menu dei ristoranti preferiamo non provarli. Anche perché sappiamo di altri posti dove c'erano i pulcinella di mare e poi sono scomparsi anche a causa del consumo che se ne faceva.















Scendendo non possiamo che guardare ammirati lo splendido paesaggio mentre altre pecore ci fanno compagnia lungo la strada.











Si sta facendo tardi e ci dirigiamo verso Bildudalur, dove pernotteremo.




L'unico ristorante aperto chiude alle 20:30, sono le 20:20 e non ci accettano e così ci accontentiamo di un tramezzino al bar annesso al ristorante e prendiamo qualcosa per la colazione dell'indomani visto che abbiamo prenotato un appartamento senza colazione compresa.
Siamo pronti per continuare ad esplorare il Vestfirdir, i fiordi occidentali.

Fabio